lunedì 9 ottobre 2017

IL SOLILOQUIO AUTUNNALE DEL GUFO ''GLI SCENARI SEPOLCRALI SONO GIA' PENETRATI NELL'ANIMA SOLITARIA DELLO SCRITTORE''

La sera autunnale trascorre veloce come i pensieri,   e fa calare il colore nero delle tenebre fuori dalla postazione dello scrittore solitario.    Il giardino inizia la sua opera di spoliazione naturale,   presto si assisterà alla caduta delle foglie che il calo delle temperature trasporta nella sua essenza.    Il Gufo assiste quasi impassibile a tutto questo,   mentre la gatta inizia a rifugiarsi in casa,   l'esile e minuta stazza del felino domestico è alla ricerca di un po'  di calore per sopportare meglio le temperature che al calare della sera iniziano a essere rigide e fredde.   Regna il silenzio intorno al Gufo,  è come se la postazione solitaria potesse iniziare ad avvolgerlo nell'opera di  ''protezione''  che l'irruzione delle stagioni fredde trascina stancamente verso la persona che ha lungamente sofferto di depressione.   L'umore è in calo vistoso,   il Gufo con la massima cura pone in essere le sue attività quotidiane per non scivolare verso il baratro dell'apatia e dell'indolenza,   anche se è rassegnato a trascorrere lunghe giornate di grande passività,   quasi come lo scoiattolino quando immerso nella quiete della sua stanza si ritira nello scrittoio solitario  e  si siede sulla poltroncina a riposare,   tenendo la stampella a portata di mano per aiutarsi nei suoi movimenti faticosi  e  nella sua andatura zoppicante.    Non si trastulla a immaginare scenari sepolcrali il Gufo,    nella postazione da dove viene scritto l'ennesimo soliloquio solitario,    perchè gli scenari sepolcrali in realtà sono già penetrati a fondo nell'anima del Gufo.    La storia personale del Gufo è una storia di una semplicità assoluta,   non è nulla di nuovo rispetto a quello che si ripete da millenni,   quella dell'anima debole perseguitata e cacciata via a bastonate che a un certo punto del percorso scivola verso un cammino solitario,   sceglie di procedere con passo lento ma assiduo e costante,   e pone in essere il proprio piccolo mondo nel quale si vanno idealmente a scontrare gli spazi fisici ristretti  e  l'immensità infinita del libero pensiero che non ha spazi,   non ha recinti,   non ha altra limitazione che l'esaurirsi stesso della produttività del pensiero reso arido quando viene a mancare la forza viva e creativa della fantasia e dell'immaginazione.    Resiste ancora una volta il vecchio Gufo lasciato nuovamente solo a bollire nel suo brodo,   perchè immagina quel brodo come il brodo di pollo della ciotola che lo scoiattolino tiene sempre insieme a sè nella sua piccola stanza sul mobiletto accanto al letto del riposo,   strumento di riscaldamento del corpo nella stagione invernale  e  di ristorazione della propria anima solitaria    

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