''Il seme deve morire perchè l'albero possa dare i suoi frutti''. Il seme è morto dopo soli 33 giorni e l'albero è cresciuto forte e meraviglioso, regalando i frutti più belli. Il suo pontificato fu breve, la durata fu di solamente 33 giorni, la morte fu improvvisa e anche avvolta nei misteri. Il Gufo era un bambino di soli otto anni, Albino Luciani era ''il Papa del sorriso'', quello che con la sua parlata bonaria e generosa regalava speranze alle persone semplici ma non esitava a fustigare e a sferzare ''i mercanti del Tempio'' che avevano infestato la Chiesa. Un bambino come era a quel tempo il giovane Gufo ha bisogno di ascoltare anche queste parole fresche e pronunciate con un tono di voce che regala speranza, parole tranquille ma al tempo stesso piene di concetti forti. Si era messo al lavoro con la sensazione di avere poco tempo davanti a sè, ma non voleva procedere con fretta, perchè la Chiesa ha ben presente il concetto di ''semina'' e misura i risultati e i grandi cambiamenti non in mesi oppure in anni, ma li misura in generazioni e in secoli. ''Il seme che per dare frutto deve morire'' è il concetto di una istituzione secolare come la Chiesa che proprio in quanto secolare è consapevole, nei suoi messaggeri e in prima persona nello stesso Papa, che loro non sono eterni perchè ad essere eterna è l'istituzione e il messaggio che viene trasmesso, non la singola persona fisica. L'eternità del messaggio produce quasi una sensazione di sollievo in chi crede con assoluta fermezza in quello che predica, proprio perchè il fenomeno angosciante che è la fine della Vita diventa ''passaggio dalla vita terrena alla Vita Eterna'', diventa quasi condizione di riposo nel momento in cui una vita piena di dolore e di fatiche si dissolve per lasciare spazio a una realtà molto più lunga nel tempo e anche consolatoria verso chi fu afflitto da grande dolore. La ''via Crucis'' di quei 33 giorni, quasi una coincidenza divina rispetto ai 33 anni di vita di Gesù Cristo come se una Mano Superiore avesse deciso che ogni singolo giorno di Papa Albino Luciani fosse la riedizione terrena di un anno di vita di Gesù Cristo, era la condizione di chi capisce di essere salito sull'ultimo gradino della sua esistenza terrena, a ricoprire quel ruolo che per la Chiesa può essere interrotto solo al termine del cammino della propria vita, il seme che prima di diventare frutto è consapevole che deve attraversare il passaggio più doloroso. Non sapremo mai quale era l'angoscia di un uomo che è stato Papa per pochissimi giorni, ma che rimarrà sempre nei ricordi di chi, anche solo quando era bambino e quindi ha immagini sfuocate e ricordi sbiaditi nel tempo, ha visto grazie alla televisione quel volto pieno di speranza e ha ascoltato quelle parole piene di grazia leggerissima e consolatoria
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