domenica 15 gennaio 2017

IL GUFO CALA LA MANNAIA "E' FINITA" ED ELENCA I GRAVI ERRORI POLITICI CHE HANNO PORTATO AL COLLASSO LA MAGGIORANZA DI CASTELLI CALEPIO

E'  FINITA,   resistono ancora alcuni fedelissimi  "come l'ultimo giapponese sull'isola a cui nessuno aveva il coraggio di dire che la guerra era ormai perduta",   ma i più furbi e i più esperti ormai tentano solamente di salvare sè stessi  e  di preparare il terreno per una eventuale candidatura personale nelle prossime elezioni comunali.   L'Imperatore non sarà ricandidato per il secondo mandato consecutivo,   e certamente non come  'pesce pilota'  di un'alleanza tra Lega Nord e Forza Italia che è al tramonto e che per essere riproposta dovrà fare  "tabula rasa completa"  cambiando al momento della compilazione delle liste elettorali almeno due terzi degli attuali consiglieri comunali di  "Lista Benini".    La  "Lista Benini"  finirà archiviata senza grandi rimpianti in un polveroso faldone al termine di questa legislatura,   e  qualcuno piange talmente poco che vorrebbe  "anticipare la festa"  andando a votare un anno prima della fine della scadenza naturale della legislatura.    Purtroppo si rischia di cadere nello stesso errore di oggi  (e nella medesima situazione di immobilismo e di risse politiche e personali in cui la maggioranza versa in questi mesi)  se non si fa un'elencazione degli errori politici e delle cause che hanno portato al collasso della maggioranza,   e il Gufo fa un elenco che è lunghissimo,   è impietoso  e  proprio a causa del numero enorme di errori ha portato la situazione sull'orlo del precipizio,   a diventare per alcune persone talmente insostenibile dal punto di vista personale da indurre loro a defilarsi,   a scivolare via lentamente,   a rinunciare alle deleghe  e  a creare la situazione politicamente folle di un sindaco a cui sono state gettate in collo ben sei deleghe  (Bilancio,  Gestione del Personale,  Sicurezza,  Urbanistica e Lavori Pubblici oltre ovviamente alla delega di sindaco  e  di leader della  "Lista Benini")   con un'avvertenza,   ossia che l'elenco dei problemi che fa il Gufo,   per quanto lungo,  è solamente una parte dei problemi reali,   molti dei quali non sono mai venuti a galla e sono rimasti  "nelle segrete stanze"  in quanto legati spesso a problemi di rivalità personali e politiche tra i singoli componenti della maggioranza Lega Nord - Forza Italia

GLI ACCORDI PERSONALI E GLI ACCORDI POLITICI TRA I DUE PARTITI SONO STATI TRADITI  -  è stato tradito l'accordo preso prima delle elezioni comunali sulla presidenza della Fondazione Calepio  (la presidenza doveva spettare a un esponente della Lega Nord,   Forza Italia ha candidato un proprio esponente facendo incazzare Pieremilio Pagani che si è a sua volta candidato;   nella  "rissa politica"  di due candidati dello stesso paesello espressione della stessa maggioranza uno contro l'altro il Comune di Castelli Calepio per la prima volta ha perso la presidenza della Fondazione  e  il misfatto è finito su tutti i giornali locali),   sono stati traditi gli accordi per le elezioni del presidente della Provincia di Bergamo del 2014 quando Forza Italia,   invece di sostenere il candidato sostenuto dalla Lega Nord,    ha votato insieme al Partito Democratico in un  "inciucio politico"  grazie al quale la presidenza della Provincia è finita all'esponente del Partito Democratico  e  la presidenza del consiglio di amministrazione  di Uniacque è finita nelle mani di un esponente di Forza Italia.    Infine è stata tradita la promessa elettorale di non aumentare le tasse locali,   con l'aggravante che l'aumento è stato molto forte e si è registrato per due anni consecutivi  (un primo aumento delle tasse si è verificato nel Consiglio Comunale del 31 agosto 2014,   il secondo pesantissimo aumento delle tasse locali si è verificato nel Consiglio Comunale del 30 luglio 2015)

LE  "FAIDE INTERNE"  DELLA LEGA NORD HANNO PORTATO ALLE DIMISSIONI DI COLOMBI  -  purtroppo nelle  "faide interne"  alla Lega Nord è rimasto vittima l'assessore Gabriele Colombi  (giudicato  'colpevole'  di non essere stato in grado di far rispettare gli accordi presi sulla Fondazione Calepio)  ma quelle dimissioni non hanno risolto il problema,  anzi,  lo hanno aggravato.   Il suo successore,  nella delega di Ambiente e Territorio,   non è stato affatto migliore di Colombi;   l'ex assessore leghista con la sua assidua presenza negli uffici comunali  (era pensionato,  e quindi nelle condizioni di dedicare più tempo alle questioni amministrative rispetto ai suoi colleghi che avevano un lavoro da dipendenti e da imprenditori)  risolveva piccoli problemi quotidiani che dopo di lui non sono stati trattati con sciatteria e con trascuratezza.    Non era Colombi la causa dei problemi interni alla Lega Nord e non erano le sue dimissioni la soluzione del problema:   il Gufo attende ancora oggi che un leghista,   uno solo,   faccia  "pubblica ammenda"  e  riconosca l'errore di valutazione commesso dalla Lega Nord quando ha obbligato l'ex assessore a dimettersi dalla carica

LA LEGA NORD PER BEN DUE VOLTE NON HA DIFESO CLEMENTINA  -  è stato un fatto politicamente gravissimo,   quello di avere lasciata sola per due mesi  "a bollire sulla brace delle polemiche dei social network"  l'ex assessora al Bilancio dopo la serata della stangata fiscale del 30 luglio 2015.   Non contenti dell'errore,  quelli della Lega Nord  (a partire dagli esponenti del Consiglio Direttivo!!!)   non hanno preso pubblicamente le sue difese sui giornali,  sui social network  oppure  in Consiglio Comunale dopo le polemiche che si sono registrate per altri due mesi successivamente alle sue dimissioni da assessore protocollate nei primi giorni di giugno 2016.   Alcuni leghisti addirittura hanno detto di  'avere appreso dal blog del Gufo la notizia delle dimissioni'  e  qui sinceramente siamo alla farsa:   l'ex assessora aveva chiesto più volte al suo partito di sostenerla pubblicamente  (arrivando diverse volte a minacciare di dimettersi)  per dare all'opinione pubblica un'immagine di compattezza e di unità della Lega Nord  ma  gli altri,   per  "quieto vivere"  e  per non disturbare e irritare il sindaco,   hanno preferito il silenzio;   in tal modo Clementina e Benini hanno spifferato tutto per un mese ai giornali  (Eco di Bergamo  e  "Araberara")   e  tra sindaco attuale e un ex assessore ex sindaca sono letteralmente volati gli stracci dando spettacolo sui giornali e sui social network

BENINI HA ESAGERATO CON GLI SHOW PERSONALI  E  CON LE DICHIARAZIONI SENSAZIONALI SUI GIORNALI  -   la Lega Nord è incazzata nera da almeno un anno a causa degli show personali di Benini in Consiglio Comunale  (Clementina non ha mai digerito le  "comunicazioni del sindaco"  che se la prende con i social network  e  i troppi interventi con cui il sindaco ha zittito lei e altri esponenti della maggioranza in modo brusco)  e  gli esponenti dei due partiti,   comprese le segreterie provinciali che spesso  "sono saltate sulla sedia"  dalla sorpresa e dall'indignazione,   hanno sempre rimproverato al sindaco di parlare troppo  e  di fare troppi annunci e proclami ai giornali.   Troppe volte,   molti esponenti anche di Forza Italia  (e non solo della Lega Nord)  hanno aspramente rimproverato al sindaco di parlare troppo,  ma non sono mai riusciti a correggere questo difetto che è stato fonte di diverse inutili e deludenti litigate interne alla maggioranza

Purtroppo nei due partiti sono mancati i mediatori saggi e i  "cirenei pieni di pazienza"  e  anzichè spegnere i diversi incendi ogni volta che saltava fuori un piccolo oppure un grande problema tutto è sempre stato considerato nell'ottica sciagurata del duello tra i due partiti  (Lega Nord e Forza Italia non si sono mai sacrificate politicamente in nome del bene supremo che era la solidità dell'alleanza,  ma hanno sempre tentato di tirare l'acqua al proprio mulino e di gettare la colpa del singolo problema sulle spalle dell'alleato)  e  le persone migliori e più moderate,   da Colombi a Clementina fino all'ultimo caso che è stato quello di Fiorenzo alla Sicurezza,   sono state portate all'esasperazione e trascinate alla stanchezza che li ha portati a dimettersi e a venire impallinate una a una.   Le due segreterie provinciali di partito  e  anche i due coordinatori locali di sezione hanno clamorosamente fallito il loro compito politico di mediazione tra i due alleati  ma  nessuno di loro ne trae le conseguenze con una pubblica ammissione di colpa che sarebbe un gesto di puro buon senso  (anche se tardivo),   e adesso è iniziata a formarsi la fila di quelli che aspettano il crollo della legislatura attuale per candidarsi al prossimo giro  e  che hanno iniziato a fare i protagonisti peggiorando la situazione.    E'  mancata la consapevolezza in alcuni candidati giovani del fatto che quando ci si candida e si è eletti assessori oppure anche consiglieri comunali di maggioranza il compito è gravoso e impegnativo e non è semplicemente  "andare in Consiglio Comunale,  votare SI  e  alzare la mano senza mai dire niente",   si diventa in quel momento  "un personaggio pubblico"  e  si deve quindi avere le spalle larghe per sopportare il peso delle critiche  (quelle dell'opposizione e anche quelle che ormai dilagano sui social network in qualunque livello della vita politica,   dal livello locale al livello regionale e nazionale);   al tempo stesso le segreterie di partito non hanno fatto nulla per difendere pubblicamente,   con interventi tempestivi,   le persone giovani dalle critiche.   Non è mai stata fatta comunicazione politica agli elettori con i social network,   con volantini e con manifesti,   la Lega Nord ha completamente rinunciato per due anni e mezzo alla comunicazione di politica locale  (i due partiti a Sarnico,   Lega Nord e Forza Italia,  non solo governano insieme con una maggiore coesione e compattezza rispetto a Castelli Calepio,   ma fanno comunicazione attiva in modo assiduo e costante ai loro elettori utilizzando tutti gli strumenti di propaganda a disposizione,  dai social network  ai  tradizionali manifesti e volantini cartacei):   invece di fare comunicazione,  sono saltate fuori autentiche oscenità come quella della tentazione di  "chiudere la bocca"  al blog del volatile sparlante  e  ai consiglieri di minoranza  "cinguettanti"  sui social network,  purtroppo nessuno ha mai fatto capire che a una comunicazione aggressiva da parte della minoranza,   se si vuole essere efficaci dal punto di vista politico e comunicativo,   non si deve rispondere con tentativi di censura  (che sono non solo inutili,   ma nel lungo periodo anche dannosi)  ma tentando di mettere in funzione un proprio sistema di comunicazione efficace,   fatto di pochi slogan e di poche parole ma precisi,  completi,  scritti in modo impeccabile  e  soprattutto assidui e in grado di raggiungere i militanti del proprio partito,  gli elettori di destra e i cittadini.    

Di fronte a tutto questo il Gufo teme che la situazione sia ormai quasi insanabile  (dal punto di vista politico),   e  quindi propone che sia scritta  "la parola FINE".   Per il bene del paesello è necessario fare un programma amministrativo minimo,   quello necessario per approvare nei primi mesi dell'anno un bilancio di previsione 2017 di  "ordinaria amministrazione e completamento delle opere i cui lavori sono in corso di esecuzione",   e poi via con le dimissioni di massa.    Se non esistono più le condizioni minime  (dal punto di vista politico)  per andare avanti,   prendere atto della situazione non è irresponsabile ma è semmai un gesto coraggioso e   non banale,   è un gesto che deve portare al rispetto umano e politico nei confronti di colui che ha il coraggio e l'impopolarità di questa grave decisione;   il Gufo è pronto a scommettere che chi si assumerà il coraggio politico di prendere l'iniziativa di scrivere la parola  "FINE",   dopo un momento iniziale molto burrascoso in cui alcuni rumorosi ultras della destra grideranno al tradimento e al complotto,   si sarà guadagnato il rispetto della maggioranza dei cittadini di Castelli Calepio  (che è il bene più prezioso per un politico).   Ma se deve esserci il crollo e il collasso finale,  il Gufo si augura che tutto questo possa avvenire nell'unico luogo dove è giusto che avvenga:  con una discussione pubblica in una seduta di Consiglio Comunale  e  dando la parola ai singoli consiglieri che la chiedono perchè hanno qualcosa da dire  (possibilmente senza urlare demagogicamente e senza tentare di zittire la persona che sta parlando),   perchè sono i consiglieri,   insieme al sindaco,   che hanno il compito  (assai difficile)  di fare in modo che la separazione ormai inevitabile tra Lega Nord e Forza Italia possa avvenire nelle sedi istituzionali e non con qualche burrascosa a tempestosa  "volata degli stracci finale"  sui giornali oppure sui social network    




        

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