Innanzitutto una premessa fondamentale: la prima è che non ci vuole un'aquila, ma è sufficiente un modesto ma attento osservatore delle vicende politiche del paesello per capire che sono iniziate le piccole e grandi manovre (sotto banco e nelle stanze dei partiti, come sempre accade in questi casi) per congedare l'attuale sindaco Benini. E' la quarta persona, qui nel paesello, dopo l'ex sindaco Flavio Bizzoni, dopo la ex sindaca Clementina Belotti e dopo il vecchio Gufo (stravagante e imprevedibile caso di "volatile sparlante" solitario e troppo libero) a essere diventato "politicamente scomodo e ingombrante, ingestibile, non manovrabile dai partiti, impresentabile". Come i suoi tre predecessori è facile pronosticare che sarà impallinato e congedato: i maneggioni che da una vita dominano la scena della politica locale insieme a qualche volonteroso leghista hanno già iniziato da mesi lo stillicidio e il giochino al massacro di "piccoli incidenti politici" (assenze reiterate in Giunta e in Consiglio Comunale, assessori messi nelle condizioni di dimettersi, polemiche sui social network in cui lasciano intendere che è ''LUI'' l'origine e la fonte di ogni problema, trattative sotto banco, dirigenti delle segreterie provinciali che scendono a Castelli Calepio per imporre la loro volontà, e tutto il vasto repertorio che qualsiasi politicante italiano a qualsiasi livello tira fuori dal cilindro quando si vuole silurare una persona non gradita) che porterà alla defenestrazione politica del sindaco, il quale non sarà più ricandidato come leader di un'alleanza locale Lega Nord - Forza Italia. L'Imperatore ci è finito da solo nel tritacarne politico, grazie al suo continuo show solitario di dichiarazioni demagogiche e teatrali sui giornali e in Consiglio Comunale, per colpa delle troppe decisioni improvvise autoritarie e solitarie, e soprattutto per il fatto che poteva disporre di tre sole persone che gli sarebbero rimaste fedeli (il vecchio Gufo, Clementina e Fiorenzo) ma le ha lasciate impallinare una a una senza difenderli dai maneggioni dei partiti; il Gufo sul blog è stato sempre severissimo contro questi errori e questi gesti di protagonismo e di esibizionismo, ma non può tacere il fatto che chi nel mese di maggio 2014 accettava di presentarsi candidato nella "Lista Benini" conosceva perfettamente vizi e virtù, pregi e difetti del sindaco, e quindi non può ipocritamente "scendere dalla pianta" due anni e mezzo più tardi dicendo che adesso non gli va più bene quello stesso Benini che come personalità rispetto a quei tempi non è cambiato di una virgola. Siamo a inizio campagna elettorale e quindi alla "resa dei conti politica" che deve decidere chi tra Forza Italia e Lega Nord raccoglie un maggior numero di voti e di consensi reali sul territorio di Castelli Calepio, nel 2018 (quindi tra 12 mesi) si va a votare alle elezioni politiche nazionali e regionali, qualcuno vorrebbe "fare festa" e arrivare a votare con un anno di anticipo anche alle elezioni comunali, e quelli che vogliono "fare la seconda festa del bollito" cucinando il sindaco a fuoco lento e sostituendolo con un candidato più giovane, e magari "più democristiano e moderato" hanno dato inizio con i soliti sistemi all'operazione di impallinamento del sindaco. E' inutile fingere di non vedere perchè ciò che accade è di una tale evidenza che tutti, qui nel paesello, hanno capito tutti che è già iniziata con largo anticipo la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, che qualcuno che a parole nega tutto in realtà muore dalla voglia di essere inserito nella lista dei candidati, e che molti non si candideranno più insieme allo scomodo Benini e quindi hanno iniziato (lentamente e sotto traccia, per non irritare troppo il manovratore) a scivolare via, a prendere le distanze, in modo da poter concludere in un crescendo rossiniano con la mitica frase "io non c'ero, se c'ero in realtà non approvavo, ma 'LUI' ha dominato come un dittatore e ho dovuto votare a favore per puro senso di responsabilità".
Il Gufo deve salvare due persone leali e politicamente sincere, in questa legislatura. Fiorenzo Falconi rimarrà fedele fino all'ultimo minuto della legislatura (e lo ha confermato al Gufo) perchè nel suo "D.N.A. personale di destra" (quella vera e antica) esistono ancora parole come senso del dovere, disciplina di partito e di alleanza, decoro politico, sacralità della forma esteriore ed estetica. Sono parole ormai svanite nel nulla, in un paesello dove è sempre Carnevale e dove nella destra non siamo mai a corto di mascherine e di mascherate, che abbondano e fioriscono in quantità industriale (il bello è che alcuni protagonisti dell'attuale Carnevale politico in passato hanno definito il Gufo come una "bandierina" solo perchè come tutte le persone depresse che hanno un umore variabile e instabile ha cambiato idea, peraltro motivando sul blog il motivo di questo drastico cambio di idea) e il buon Fiorenzo continuerà a fare il suo dovere fino all'ultimo minuto della legislatura, poi per la prossima deciderà perchè per sua fortuna ha un'ottima famiglia, una professione dove è persona stimata e rispettata e non vive di stipendi politici e di poltrone pubbliche.
L'altra persona da salvare si chiama Clementina Belotti, è l'ex assessore al Bilancio. A differenza di quelli che continuano "a mormorare e a sussurrare" che la situazione attuale non gli va più bene, lei non solo lo ha detto e lo ha scritto (sui social network locali, con dichiarazioni rilasciate all'Eco di Bergamo e su "Araberara") ma si è dimessa da assessore rinunciando all'indennità di funzione di 1.300,00 euro lordi mensili: quello delle dimissioni e delle dichiarazioni pubbliche rilasciate ai giornali non sono solo parole e 'blà blà blà' ma inizia a essere un gesto reale e concreto (e non a caso nessun altro, nemmeno nel suo stesso partito e nella sua stessa maggioranza politica, ha avuto il coraggio personale di prendere pubblicamente le sue difese rassegnando a sua volta le dimissioni per solidarietà politica oppure rilasciando dichiarazioni ai giornali e scrivendo parole di fuoco sui social network). Il Gufo è pronto a scommettere che nessun altro, da oggi alla fine della legislatura, a meno che non accadrà l'evento improvviso e imprevedibile che fa precipitare la situazione politica, farà il gesto personale coraggioso e concreto di rinunciare alla carica, alla poltrona, e soprattutto alla mitica indennità. "Sono pochi e maledetti, ti espongono a critiche e attacchi personali, ma sono sempre soldi" questo è il motto che molti esponenti della politica (di qualsiasi livello che non sia quello regionale oppure nazionale) hanno sempre sussurrato, nei loro colloqui confidenziali, al vecchio Gufo.
Il vecchio Gufo ovviamente è sul trespolo e assiste allo spettacolo (che non è gratuito purtroppo in quanto l'attuale maggioranza, a tradimento delle promesse elettorali e quindi "a pagamento", ha appesantito il portafoglio dei singoli cittadini spettatori ed elettori con l'aumento record delle tasse locali che ha già salassato il popolo nel 2015 e anche nel 2016, ma quando il Gufo descriveva nei suoi durissimi post la stangata fiscale molte delle attuali mascherine del Carnevale della politica locale minimizzavano nei loro scritti, giustificavano l'aumento delle tasse, se proprio se la dovevano prendere con qualcuno era con il Gufo "tribuno del popolo" che faceva sermoni sul blog) ma tutti trascurano un piccolo particolare, ossia che esiste una persona, che è proprio quello che è il protagonista principale del teatrino della politica locale (ossia quello che i manovratori vogliono "bollire a fuoco lento" per congedarlo e sostituirlo a fine legislatura), che potrebbe ancora fare un gesto teatrale e a sorpresa, il gesto del grande artista, ossia quello di anticipare gli eventi e farli precipitare congedando lui stesso tutti gli altri protagonisti dello spettacolo. Il Gufo da alcuni giorni insiste con questi post che sembrano di pura "fantasia politica" (in realtà il Gufo da tempo si occupava di altri argomenti, sicuramente più belli da descrivere rispetto a queste deludenti e scadenti manfrine e "meline" di politici che cincischiano per tirare l'acqua al proprio mulino e a vantaggio del proprio partito) perchè vuole solamente dire ad alcuni spregiudicati manovratori che nella politica locale, e anche nella vita, quando si arriva al momento decisivo se una situazione è diventata insostenibile oppure non va più bene si deve avere il coraggio e l'impopolarità di scrivere la parola "FINE" su questa esperienza politica ormai 'alla frutta' (facendo anche un sacrificio personale, perchè la poltrona politica è sempre comoda e l'indennità di funzione è sempre preziosa e utile, anche quando è molto esigua e nettamente inferiore rispetto a quelle nazionali e regionali) e restituire la parola e il voto agli elettori; se ci pensate bene, è quello che voi chiedevate a Renzi a livello nazionale (di dimettersi e di andare a casa) e che per coerenza dovreste chiedere a voi stessi, anzi, più che chiederlo metterlo in pratica con parole e fatti concreti
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