Il taglio della torta alla fine della cerimonia di presentazione ufficiale della nuova stagione del Valcalepio Calcio, che ripartirà dal campionato di ''Eccellenza'' grazie all'acquisizione dei diritti sportivi di una società sportiva bresciana, ha fatto fare a Castelli Calepio un passo avanti di diversi anni. Dopo la dolorosa rinuncia della Castellese a iscriversi al campionato a causa dello scioglimento della società per motivi di difficoltà finanziarie ed economiche e di stanchezza del gruppo dirigente ''storico'', il presidente del Valcalepio Calcio Gianfranco Lochis ha scelto come vice presidente Carrara Ermanno, ex presidente della Castellese, e il processo di unità e di semplificazione del paesello riparte proprio da quel mondo del calcio che spesso in passato era stato uno dei simboli delle divisioni di Castelli Calepio. Si era arrivati al punto di avere quattro squadre iscritte ai campionati della F.I.G.C. in un Comune di 10.000 abitanti (Valcalepio Calcio e Castellese in Prima Categoria, Polisportiva Cividino Quintano e Calepio in Terza Categoria, alle quali si aggiungeva la quinta partita I.V.A. del territorio che erano i Dilettanti True Passion nei campionati organizzati dal C.S.I. di Bergamo) e questo era fonte di intasamento dei campi di calcio, motivo di usura del campo di calcio in sintetico super affollato a causa di turni massacranti negli allenamenti e nelle continue sovrapposizioni di sedute di allenamento e di partite di calcio, assessori allo Sport costretti a correre dietro a mille futilità perdendo tempo in quisquilie e dovendo trascurare le situazioni importanti. Sono rimaste adesso tre sole società, ma una di esse è di gran lunga più organizzata e superiore per importanza alle altre due, si va in direzione di una maggiore unità e di una ulteriore semplificazione perchè la divisione e la dispersione delle forze per anni ha generato inefficienza nella gestione e costi che per qualcuno erano diventati ormai insostenibili, a causa della grave crisi economica in atto, della difficoltà a trovare nuovi sponsor e sostenitori e della conseguente forte riduzione delle entrate da sponsorizzazione. Quel taglio della torta può essere un esempio anche per tutti gli altri settori associativi e di vita comunale in cui dominano ancora divisioni tra frazioni e fazioni, e se la lezione non sarà recepita in tempo, sarà la crisi economica a proseguire con la sua opera impopolare di ''selezione naturale''
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