Stanchezza, difficoltà di concentrazione, mancanza di motivazione e di energia. ''Quello è un lazzarone, non ha altro a cui pensare, tutti abbiamo i nostri problemi'', e il depresso viene spesso liquidato con questo cocktail micidiale. Il ritmo lento con cui procede il depresso, che spesso non vuole accelerare perchè è rimasto vittima di quei fattori che sono ''causa ed effetto'' della sua condizione di umore negativo, viene messo all'indice e considerato ''matto'' quando ''il lavoro'' del depresso è un lavoro mentale più che fisico, e proprio in quanto lavoro mentale assai impegnativo e carico di tensione questo si traduce in un forte rallentamento delle proprie attività fisiche.
In realtà la mente del depresso spesso è ''troppo carica'', il depresso pensa moltissimo anche a causa delle continue ''ruminazioni'' dei suoi pensieri negativi, e dello sforzo immane che deve compiere per ripristinare una condizione migliore e più stabile nel suo umore compromesso dalla situazione in cui versa a causa del disturbo depressivo. Non è un caso che artisti, scrittori, poeti e pittori erano spesso depressi, in realtà avevano una grande voglia di comunicare le loro emozioni e il loro pensiero al mondo esterno che li aveva emarginati e ''lasciati bollire nel loro brodo'', e per il timore di non essere capito il depresso è abituato ad arricchire con molta cura, fin nei minimi dettagli, la propria modalità comunicativa. Il depresso di solito è un paziente ''fedele'', quando riesce a trovare una stanza dell'ascolto e un medico con cui si stabilisce un buon rapporto di fiducia cura nei minimi particolari le sedute e i colloqui psicologici perchè sono quei momenti in cui il depresso riesce a ''vuotare il sacco'' e a ricevere in cambio consigli preziosi che lo stimolano a rimettere in ordine i propri pensieri confusi. Il depresso ha un pensiero molto forte e quando la mente è continuamente in azione, anche se spesso a livello interiore assai profondo, questo ''carico di lavoro della mente'' provoca stanchezza fisica, spossatezza, e grande voglia di non disperdere energie preziose sotto il peso della ''banale quotidianità'' e di impiegarle in qualcosa che è più importante e ricca di soddisfazioni come l'attività artistica e la scrittura.
La storia dell'Umanità è ricca di talenti artistici e letterari che soffrirono molto a causa della depressione e a causa di altri elementi del disagio esistenziale, in Italia e in Olanda abbiamo sfornato due autentici fuoriclasse del mondo dell'Arte come Vincent Van Gogh nella pittura e Giacomo Leopardi nella letteratura e in particolare nella poesia, due persone che soffrirono a lungo di depressione al punto che la loro vita fu infinitamente più breve di quello che sarebbe stata senza questo dolore così forte che li affliggeva. La loro Arte fu invece assai produttiva perchè la mente ''carica di pensieri'' aveva bisogno di uno sfogo, e si accompagnava al talento naturale che essi possedevano nell'Arte di cui erano straordinari interpreti, e questa felice unione tra la mente e il talento naturale sfornava in quantità notevole e con grande continuità capolavori di grandissima qualità. Il Gufo conclude questo post informativo sulla mente depressa con una considerazione che è di dominio pubblico, anche il Gufo spesso ha un ritmo decisamente lento ma sforna continuamente post informativi, meditazioni personali, articoli di cronaca politica e sportiva, resoconti di eventi, descrizioni di luoghi e ricostruzioni storiche perchè nel suo caso più che a un talento naturale la mente troppo attiva del Gufo si è felicemente unita alla passione per l'arte liberale e libera della Scrittura, e la mente riesce a trovare piacere e a esprimere meglio i propri pensieri, anche in modo ordinato e con una forma organizzata in modo abbastanza logico, quando riesce a trovare nella passione per quel tipo di Arte un elemento che stimola la produzione in grande quantità, e anche con buona qualità, dei post descrittivi a cui quotidianamente si abbandona il Gufo
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