lunedì 17 giugno 2019

FOIBA DI BASOVIZZA, LA TRISTE COMPLICITA' DEI "LIBERATORI"

IL SILENZIO  regnava nei luoghi sacri di Redipuglia,   della Foiba di Basovizza,   della lapide commemorativa della strage della spiaggia di Vergarolla posizionata sul Colle di San Giusto a Trieste,   dell'abisso di Plutone.    Lunghi elenchi di nomi  (peraltro incompleti  e  provvisori,   perchè nella orrenda  "macelleria"  di quelle stragi purtroppo in diversi casi non è stato possibile calcolare con precisione il numero delle vittime,   e  nemmeno conoscere con precisione i nominativi di tutte le vittime innocenti)  erano la prova che un silenzio ben più inquietante di quello dei visitatori commossi,   il silenzio delle autorità pubbliche per diversi anni ha negato le stragi  oppure  le ha minimizzate,    preferendo  "cambiare discorso",    ha inquinato l'essenza stessa della vita democratica della nazione Italia.    Terrificante è stato apprendere durante un breve filmato proiettato nel piccolo museo che si trova davanti alla Foiba di Basovizza  e  al monumento di interesse nazionale  che  "gli alleati  e  i liberatori"  per ragioni  "internazionali"  legate al desiderio di non irritare il Maresciallo Tito  (il quale essendo in rotta di collisione con l'altro grande dittatore comunista europeo,   il sovietico Stalin)   hanno ricoperto di materiale inerte lo strato della Foiba sopra i corpi delle vittime,    in modo da rendere difficile il recupero dei cadaveri  e  il riconoscimento dell'identità delle persone uccise in quella orribile strage.    Il Gufo aveva sempre pensato a una  "complicità passiva",    quella che con il silenzio  e  il trascorrere degli anni avrebbe trascinato stancamente la situazione verso l'impunità per i colpevoli,   per coloro che avevano ordinato la strage  e  per gli autori materiali della stessa;   invece ci fu ancora più deplorevole  e  deprecabile la  "complicità attiva"  di quel gesto di ricopertura della Foiba con materiale di scarto,    in perfetta continuità con il gesto di chi  (gettando i cadaveri negli abissi profondi anche centinaia di metri)   aveva come obiettivo proprio quello di  "cancellare la sua vittima"  rendendo difficilissimo  e  in alcuni casi impossibile il recupero del cadavere,    la pietosa operazione di dare un'identità precisa a quel corpo senza vita  e  di seppellirlo dignitosamente,     la restituzione del diritto per i suoi parenti  e  i suoi amici di rendere almeno omaggio alla salma della vittima innocente.     La strage di Basovizza è stata orrenda  e  oscena perchè si è svolta  "in tre tempi  e  a tre mani":    le mani assassine di chi ha pianificato,   ordinato  ed  eseguito fisicamente il massacro,    le mani di chi gettando il materiale sopra quei corpi è stato  "complice di fatto degli assassini"  perchè ha reso impossibile per anni il riconoscimento  e  l'identificazione delle vittime,    infine le mani di chi ha minimizzato  (con articoli di giornale omissivi se non addirittura pieni di menzogne  e  di gravi reticenze)   e  spesso ha taciuto,    perchè per la mitica  "ragion di Stato"  era meglio  "cambiare discorso".      E'  stata sufficiente un'ora di tempo,    con la presenza personale sui luoghi dell'orrore  e  del misfatto,    per comprendere che la stessa vita dello scrittore solitario per troppi anni è stata condizionata dal racconto di una  "verità parziale"  in cui mancava una parte importante se non addirittura fondamentale del Grande Libro della Storia,    la parte dove si descrivono accanto ai misfatti compiuti dagli assassini anche le gravissime complicità di alcuni  "liberatori"     

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