domenica 2 giugno 2019

NEL CESTO DI "MELE VERDI" E' RIMASTA ANCORA "LA MELA BACATA", E IL TARLO HA GIA' INIZIATO A LAVORARE PER DISTRUGGERE ANCHE "IL CLIMA DI PACE E DI PACIFICAZIONE" DI CUI MOLTI FAVOLEGGIANO PER QUESTA LEGISLATURA

"Provate a immaginare un cesto di mele stagionate che sono state sostituite da un gruppo numeroso di bellissime mele verdi fresche,    ma nel quale è stata  'dimenticata'  la mela più bacata di tutte,   quella con il tarlo  e  i vermi che l'hanno praticamente fatta marcire;    non è difficile prevedere che quando il tarlo  e  i vermi avranno finito di distruggere quella mela,   inizieranno la loro azione nefasta nelle altre mele,   finendo per rovinare anche questo bellissimo cesto".     Il Gufo descrive con questa perifrasi la ragione per cui limiterà la sua informazione politica sull'attuale legislatura nata dalle elezioni del 26 maggio 2019 al  "minimo sindacale"  dei resoconti delle sedute di Consiglio Comunale  e  dei principali eventi che saranno quelli che  "faranno cronaca"  nella legislatura che sta per avere inizio:    siccome la legislatura che si è conclusa ha trasferito fisicamente  "passando di mano in mano"  alcune vicende devastanti  (e soprattutto la vicenda peggiore di tutte)   nelle mani della  "nuova"  maggioranza  e  dell'intero  "nuovo"  Consiglio Comunale,    a causa del triste principio di  "continuità politica  e  amministrativa dell'Ente"  molte delle vicende che andremo a vivere  e  a descrivere non saranno niente altro che la mera continuazione del passato,    gestito semplicemente  (a livello ufficiale  e  formale)   da persone diverse da quelle dei cinque anni che sono appena andati in archivio,    ma non più modificabile nel merito  e  nella sostanza di come si sono svolti i fatti negli anni delle ultime due legislature comunali.       

"La mela bacata"  distrutta dal tarlo  e  dai vermi che hanno già iniziato a lavorare nella loro azione già questa prima settimana è l'illegale svolgimento,   nella legislatura che si è appena conclusa,   del  "caso Clementina Belotti",    con il deplorevole ritardo con cui è stato consegnato tutto il malloppo documentale dal Comune alla Corte dei Conti,   che ha determinato il fatto che la legislatura si è conclusa senza che l'organo di controllo contabile abbia ancora emesso il proprio pronunciamento su quella vicenda,   e quindi essa si è trascinata stancamente per la terza volta consecutiva nella legislatura successiva passando ancora una volta  "di mano in mano"  dai  "vecchi"  consiglieri comunali  nelle mani  dell'attuale Consiglio Comunale che andrà formalmente a insediarsi dopo la prima seduta della nuova legislatura,    quella della proclamazione degli eletti alla carica di consiglieri.     L'illegalità è stata certificata nei fatti non solo da due sentenze di due diversi Tribunali della Repubblica  (il Tribunale di Bergamo  e  la Corte di Appello di Brescia),    ma anche dalla circostanza inconfutabile che in conseguenza della seconda sentenza Clementina Belotti ha ripreso posto in Consiglio Comunale  e  la sua presenza in aula ha cambiato radicalmente l'esito e il risultato delle votazioni in materia di bilancio comunale:   quel bilancio di previsione 2018  che  il 22 marzo 2018  (senza di lei in aula,   surrogata dal  "primo dei non eletti")   fu approvato con il voto favorevole di sette consiglieri su dodici  (era assente un consigliere di minoranza),    una volta diventato  "bilancio consuntivo 2018"  e  con lei presente  e  votante in aula fu clamorosamente bocciato in data 17 aprile 2019  con  sette voti contrari su tredici consiglieri,    e  solo la successiva  (e decisiva)  astensione di due consiglieri di una lista civica di minoranza nella seduta del 13 maggio 2019 riuscì a rovesciare la situazione a favore della ex maggioranza.     Si tratta quindi di eventi che hanno certificato che quella deliberazione di decadenza non solo non aveva consistenza pratica  (infatti il Consiglio Comunale stesso con propria deliberazione del 17 aprile 2019 ha dovuto prendere atto di quanto era accaduto  e  procedere alla riammissione in aula della consigliera della quale l'organo stesso aveva deliberato la decadenza)   ma non fu nemmeno  "neutrale"  e  priva di conseguenze nelle sedute del Consiglio Comunale dal 22 marzo 2018  fino al  17 aprile 2019,     perchè è ormai stato dimostrato dal risultato delle votazioni del 22 marzo 2018  e  del 17 aprile 2019  che  tale evento era stato decisivo ai fini dei risultati finali delle votazioni in aula consiliare,   che avrebbero potuto essere diversi se lei fosse stata presente alle sedute.     Non solo,    ma  "sotto la superficie"  continuano a susseguirsi voci incontrollate  e  incontrollabili in merito a telefonate  e  a  "pressioni indebite"  che sarebbero state fatte ai danni della ex consigliera comunale nei giorni  "caldi"  in cui era in svolgimento la procedura di decadenza  e  anche nei mesi immediatamente precedenti  e  successivi alle deliberazioni del Consiglio Comunale,    con pressanti inviti a dimettersi dalla carica di consigliera in modo da  "chiudere la vicenda",     ma si sta facendo largo in troppi  "addetti ai lavori"  (della politica locale)  la insidiosa convinzione che una delle ragioni,    se non la ragione principale,   per cui si arrivò alla decadenza non era la convinzione che essa fosse motivata dalle ineccepibili motivazioni di carattere giuridico  e  legale scritte nel testo del T.U.E.L.  in materia di incompatibilità con la carica di consigliere comunale per esistenza di un debito  "certo nel suo ammontare,  liquido  ed esigibile nei confronti dell'Ente"   (infatti esse se esistevano sono state travolte  e  silurate da due sentenze di due diversi Tribunali della Repubblica)   ma  era la necessità  "politica"  di  "togliersi dai piedi una consigliera scomoda"  che aveva preannunciato,   insieme ad altri due consiglieri della Lega,   la volontà di votare contro il bilancio di previsione 2018  e  con tale voto negativo di provocare il crollo anticipato della legislatura che è la conseguenza  "di fatto"  determinata da un voto negativo in aula consiliare in materia di bilancio di previsione.    

Una volta che arriverà il pronunciamento della Corte dei Conti su quella vicenda,   "il caso Clementina Belotti"  farà quindi ritorno trionfalmente  (si fa per dire...)  in aula di Consiglio Comunale  e  porterà alle medesime conseguenze determinate nella legislatura appena conclusa,    ossia a durissime risse politiche tra Lega  e  maggioranza  e  allo sfascio di ogni minima speranza di instaurare un clima  "costruttivo"  e  di pacificazione politica.     Quando si sono andati a travolgere non solo i diritti di una persona a prendere parte alle sedute dell'organo consiliare nel quale era stata eletta democraticamente dai voti di preferenza dei cittadini di Castelli Calepio,   ma in virtù di quella decisione ormai è palese che la legislatura è proseguita in modo radicalmente diverso da quella che sarebbe stata  "la vita naturale"  degli ultimi quindici mesi  (quelli da inizio 2018  fino alle elezioni della primavera 2019)   e  oltretutto con gravi sospetti di  "vizi di illegittimità formale",    appena la vicenda ritornerà in superficie avrà la medesima conseguenza di  "infilare una mano in un nido di vespe  e  di vipere",     e  malgrado le illusioni del  "Tempio delle Ipocrisie"  che pensano di avere archiviato la vicenda,    siccome nessuno di noi è nato ieri  e  tutti noi  "addetti ai lavori"  della politica locale  e  delle sedi dei partiti siamo perfettamente a conoscenza del fatto che tale vicenda farà rumorosamente ritorno sulla scena a breve termine,    il nostro approccio alla questione non può essere altro che quello di chi  "a parole"  cincischia  e  si trastulla immaginando scenari di  "amore e pace politica"  ma in realtà  "nei fatti"  teme che quando arriverà sul tavolo quel pronunciamento della Corte dei Conti l'inevitabile conseguenza sarà ancora una volta la mera riproposizione della bolgia  e  della rissa politica del passato recente,      perchè quando una mela bacata viene lasciata a marcire nel cesto  e  trasportata in un cesto di mele verdi,     i vermi  e  il tarlo iniziano immediatamente a  "lavorare in profondità"  per distruggere anche le mele sane,   e  fare esplodere definitivamente anche il  "Nuovo Mondo"  nello stesso modo devastante con cui hanno portato al collasso  e  alla fine ingloriosa del  "Vecchio Mondo".      Ed esattamente in quel momento,   quando di nuovo sarà tempesta  (in aula consiliare  e  anche  "fuori dall'aula",    nelle segrete stanze della Politica locale  e  dei Palazzi)   emergerà in modo plateale la ragione  e  il motivo che può avere indotto diverse persone,    da anni protagonisti assoluti della vita politica locale,    a  decidere di  "saltare un giro"   (elettorale)   e  di  "rimanere formalmente fuori dalla porta"  per non correre il rischio di essere definitivamente travolti dai velenosi  e  micidiali  "colpi di coda"  di quella grave vicenda      

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