Ci mancava anche il bilancio di previsione 2018, precisamente il documento unico di programmazione (che dovrebbe essere approvato entro la scadenza del 28 febbraio 2018). Entrato nei Palazzi poco prima delle vacanze di Natale, quando il sogno era un "blitz" politico rapidissimo per approvarlo in Giunta a fine dicembre 2017 oppure al più tardi nei primi giorni del mese di gennaio 2018 in modo da approvarlo definitivamente in aula di Consiglio Comunale entro la fine di gennaio 2018, il documento di bilancio è passato di mano in mano, ha danzato per intere settimane negli uffici e nelle riunioni di Giunta, e non ha ancora visto la luce della pubblicazione su albo pretorio telematico del sito internet comunale che sarebbe l'evento che di fatto annuncia il "via libera" alla convocazione del Consiglio Comunale sull'approvazione del bilancio di previsione 2018. Si agonizza e ci si scanna alla grande tra proclami demagogici sulla Sicurezza e la realtà amarissima delle tasse locali che per il quarto anno consecutivo penalizzano i cittadini con le aliquote massime previste dalla legislazione nazionale; si continua a delirare parlando di variantina alla S.P. 91 e di poli scolastici da realizzare entro la fine della legislatura mentre la realtà è che l'unica cosa che aumenterà nei prossimi mesi saranno le spese legali e i rischi di dover approvare a sorpresa qualche "debito fuori bilancio" che nasce dalle viscere delle contabilità lavori non ancora chiuse. Il bilancio agonizza insieme alla maggioranza e alla fine, per salvare capra e cavoli e in considerazione del fatto che la realtà (quella che nessun "libro dei sogni" vuole mai ammettere che esiste) descrive una situazione nella quale il governo centrale e gli organi politici sovra comunali se ne fregano degli Enti locali e tagliano le risorse, sarà approvato il solito trito e ritrito "bilancio di pura sopravvivenza" in cui si parte in quarta in prima approvazione promettendo che si realizzerà di tutto e di più entro la fine della legislatura mentre a fine anno, con le variazioni finali, andrà in scena il solito copione dello "stralcio delle opere" che sono rinviate all'anno successivo e quindi di fatto alla prossima legislatura. Il bilancio agonizza già negli uffici e nelle riunioni di Giunta perchè la legislatura è ormai "a fine stagione" e "alla frutta", la maggioranza di fatto è inesistente e si regge in piedi su improvvisate e miracolose situazioni di "sette a sei", molti dei "sette" pensano solo a fare pubblicità ai provvedimenti che riguardano loro stessi e se ne fregano del gruppo perchè pensano già alla prossima campagna elettorale che ormai è imminente e che di fatto avrà inizio tra pochi mesi, sempre ammesso che in realtà non ha già avuto inizio. Quando si arriverà finalmente al Gran Consiglio sul bilancio 2018, la versione che arriverà nelle mani dei consiglieri sarà già stata stravolta e trasfigurata rispetto alla versione originaria, che è da considerare ormai di fatto impallinata, e si dovrà tenere conto che quel sindaco che molti vogliono tenere in piedi fino alla fine della legislatura pur di trascinare stancamente anche sè stessi fino all'ultimo minuto di questi cinque anni tempestosi in realtà è lui stesso "a fine stagione" perchè almeno la metà della sua maggioranza non vuole più nemmeno prendere in considerazione la mera ipotesi di scuola di una sua eventuale ricandidatura....
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