sabato 14 gennaio 2017

CAMPAGNA ELETTORALE A CASTELLI CALEPIO, SONO INIZIATE (NELLE SEGRETE STANZE) LE GRANDI MANOVRE SULLE FUTURE ALLEANZE: SEMPRE PIU' INCERTA LA POSIZIONE DEL SINDACO BENINI

SIAMO IN CAMPAGNA ELETTORALE,   Massimiliano Chiari,  questo è un fatto certificato e reale:  entro 12 mesi si andrà a elezioni politiche nazionali ed elezioni della Regione Lombardia,  entrambe le leggi comprendono una forte quota proporzionale e la legge regionale prevede i voti di preferenza per i singoli candidati  (il meccanismo proporzionale,  per chi non lo sapesse,  è quello che  "distribuisce i seggi a disposizione in base al numero di voti raccolti dal singolo partito"  e  quindi tutti i partiti,   compresi ovviamente Lega Nord e Forza Italia,  entrano in competizione feroce l'uno contro l'altro per riuscire a ottenere,   paesello per paesello,  più voti rispetto al partito  "rivale")    e quindi è perfettamente inutile scandalizzarci se è iniziata la corsa di chi vuole candidarsi al prossimo giro a mettersi in mostra sfruttando qualsiasi occasione che possa garantire visibilità personale;    chi vuole saltare su una poltrona e poltroncina comunale deve iniziare a muoversi e a smarcarsi da quelli che saranno  "i due capri espiatori"  della legislatura comunale 2014 - 2019.   Lega Nord e  "centristi nuovi e vecchi",  per assurdo,  prima di diventare rivali nella ormai imminente campagna elettorale che sarà feroce e senza esclusione di colpi di scena,   hanno l'interesse  (politico)  comune ormai evidente a tutti di  'dare un taglio'  per non essere arrostiti da una campagna elettorale troppo lunga,  e hanno individuato i due  "capri espiatori perfetti"   per far crollare l'edificio gettando le colpe su altri  e  non pagando dazio a livello politico per i disastri e gli errori di questa legislatura.    

Una è già stata liquidata in malo modo:   Clementina Belotti si è auto impallinata di propria volontà con le dimissioni  e  nessuno ha avuto il coraggio di prendere pubblicamente le sue difese,   sui giornali oppure sui social network oppure in Consiglio Comunale  (nemmeno nella stessa Lega Nord di cui lei non era una semplice assessora,  ma è addirittura un ex sindaco  e  una dei  "soci fondatori"  della sezione locale!!!).   Lei non lo ammetterà mai nemmeno  "sotto tortura"  ma questo fatto non lo ha preso affatto bene:   e prima o poi  "sputerà il rospo",   esattamente come ha fatto sui giornali e sui social network  (dopo l'auto impallinamento da  "dimissioni per motivi personali")  quando ha raccontato per filo e per segno le reali ragioni delle sue dimissioni,   che erano e sono motivi politici e non personali.   Tra le ragioni delle dimissioni è saltato fuori  (nelle dichiarazioni sull'Eco di Bergamo e con un anno di ritardo)  che non le era mai andato giù il fatto di essere stata zittita dal sindaco nel famoso Consiglio Comunale del 30 luglio 2015,   quello famoso dell'aumento delle tasse locali,   perchè questo silenzio l'aveva fatta finire per due mesi  "cotta e bollita"  sulla brace delle polemiche politiche fortissime scatenate sui social network da chi giudicava negativamente quel bilancio e soprattutto la decisione di aumentare fortemente le tasse locali  (e anche in quel caso nessuno,  sui social network,  aveva preso pubblicamente le sue difese,   molti esponenti della maggioranza e del suo partito avevano scelto di tacere).   Clementina prima che il gallo canti e quindi prima della fine della legislatura  "sputerà per la seconda volta il rospo"  con altre rivelazioni sensazionali e quella sarà la sua definitiva uscita di scena politica,    nessuno riuscirà a fermare questa inevitabile evoluzione dei fatti perchè quando una persona ha  "un rospo in gola che la opprime e che le impedisce la purificazione bellissima che arriva nel momento dello sfogo finale"  prima o poi le dinamiche psicologiche di questa persona spingono ad accelerare il momento della liberazione e della  "espulsione del rospo":    conviene quindi sperare che  "il rospo"  possa essere sputato alla svelta perchè più ritarda il momento della liberazione  e  più forte sarà l'esplosione finale.   

Il secondo capro espiatorio sarà il sindaco Benini.   Gli ex democristiani  (nuovi e vecchi,  giovani e anziani)  stanno preparando un minestrone che si chiama  "listone centrista,  moderato,  pacato"  che andrà a pescare in Forza Italia,  nell'ala di centro destra del  "Patto per Castelli Calepio",  forse nella stessa Lega Nord,   e soprattutto andrà a ripescare dal cilindro alcuni di quelli che dal 2014 al 2019  "hanno saltato un giro"  e sono rimasti ufficialmente fuori dalla mischia,   ma dei quali chi conosce e vive quotidianamente la realtà del paesello sa benissimo che vanno dove tira il vento,   "Franza oppure Spagna purchè se magna".    Il candidato sindaco sarà giovane ma molto abile nella propaganda e nelle pubbliche relazioni,  con un po'  di  "sangue democristiano"  nelle vene  e  quindi  "buono per tutte le stagioni"  come tutti i giovani e vecchi democristiani.      La Lega Nord è un partito nazionale e avrà un solo fattore di valutazione:  la convenienza politica  (decisa non solamente a livello di sezione locale,   ma in concertazione con la segreteria provinciale  e  addirittura tenendo conto prima di tutto delle esigenze e dei fatti della politica nazionale).     Se sarà conveniente,   "si salta sul carrozzone centrista"  con un bel centro destra unito e compatto come la Falange Macedone,   si conquista una facile vittoria  e  "DOPO"   (a popolo turlupinato)   si passa alla mitica  "resa dei conti"  quando dati elettorali alla mano i rapporti di forza saranno decisi dai voti dei singoli partiti,   dalle preferenze personali dei singoli consiglieri,   dall'abilità negli  "intrallazzi di partito"  di quei personaggi  abituati a lavorare dietro le quinte e nelle segrete stanze;   se invece la Lega Nord sarà riuscita a trovare un buon candidato sindaco  "non democristiano"   e  un accordo con i simpatizzanti a livello locale di Fratelli d'Italia e delle liste di estrema destra  (che sono circa 150 - 200 elettori  e  potrebbero anche essere decisivi in una ipotetica campagna elettorale a tre oppure a quattro liste),   manderà tutti a casa a metà 2017 in modo da concedere scarso tempo a disposizione per far emergere il  "minestrone centrista"  e  in tal caso le prossime elezioni saranno probabilmente una corsa a tre tra Lega Nord  (con alleati di estrema destra)  che va a caccia di qualche consenso di simpatizzanti del M5S,   il  "minestrone di centro"  camuffato da lista civica  e  appoggiato da Forza Italia  e  la lista civica di centro sinistra  (che sarà quasi certamente  "Castelli Calepio Cambia")   appoggiata dal Partito Democratico  e  dal gruppo politico di Claudio Sala.

Queste manovre da campagna elettorale di leghisti e democristiani  (nuovi e vecchi)  si basano su due fatti certi:  quelli della  "vecchia guardia"  della Lega Nord  (Clementina Belotti e Pieremilio Pagani)  non saranno ricandidati,   Benini è un sindaco  "impresentabile"  e  la sua vicenda politica finisce con la fine di questa legislatura,   e il Gufo invita i lettori a prestare molta attenzione al  "motivo economico"  del forte risparmio sulle spese elettorali che avrebbe la sezione locale della Lega Nord nel caso di accorpamento di tre campagne elettorali importantissime in un'unica scadenza e in un'unica stagione  (la primavera dell'anno 2018),   soprattutto dopo l'emersione del dato degli incassi del 2 per mille che è stato discreto per la Lega Nord  e  catastrofico per Forza Italia  (l'anno prossimo la Lega incasserà una rata  "ricca"  di contributo 2 per mille,   da utilizzare proprio in un anno  "elettorale")   perchè le menate politiche che vi raccontano quelli dei partiti sono certamente importanti ma la gestione delle risorse economiche a disposizione dei singoli partiti non è un aspetto da sottovalutare:   anzi,  accorpare le elezioni nel 2018 consentirà anche alle segreterie amministrative della Lega Nord di  "mettere sotto pressione"  i militanti che ricoprono cariche elettive in ritardo con i versamenti delle quote associative perchè prima di prendere decisioni in merito a una eventuale ricandidatura saranno invitati a sanare le loro posizioni personali nei confronti del partito.    Se riescono a impallinarlo  "a fuoco lento"  con uno stillicidio  (che è già iniziato)  di rinunce di deleghe,  di dimissioni personali,  di piccole ma continue polemiche sui social network,   di distinzioni personali in Consiglio Comunale,   di assenze alle riunioni,   di piccoli malumori  "sussurrati"  al volatile sparlante   (e come in tutti gli inizi di campagna elettorale  "i cirenei che spifferano tutto al Gufo"  si sono moltiplicati in numero esponenziale),    il gioco è fatto:  il sindaco esasperato potrebbe far precipitare gli eventi decidendo improvvisamente di dimettersi  e  di congedare quelli che  "hanno remato contro".   

Infine,  un aspetto non secondario sta maturando in un paesello limitrofo a Castelli Calepio,  il Comune di Villongo.   Si tratta di un Comune dove è al governo una lista civica di centro sinistra  e  si andrà a elezioni comunali alla scadenza naturale della legislatura nel 2017,   con almeno tre liste  (una lista civica pura,   la lista della Lega Nord che questa volta è compatta con la sezione locale che ha indicato all'unanimità un unico candidato sindaco,    e  infine la lista civica del sindaco uscente che probabilmente incasserà anche l'appoggio di un gruppo non esiguo di militanti locali di Forza Italia)  anche se non è da escludere che all'ultimo momento le liste a scendere in campo saranno addirittura quattro:   il dato di Villongo deciderà le sorti anche di Castelli Calepio,   e a Villongo  -  salvo colpi di scena dell'ultimo momento che sono sempre possibili,   anche se in questo momento altamente improbabili  -  è molto difficile che si possa raggiungere un accordo per un'alleanza politica tra Lega Nord e Forza Italia.   Se la Lega Nord riuscirà a vincere in una competizione a tre presentandosi da sola  (contro un  "listone"  che va dal centro sinistra con sindaco uscente  a  qualche militante locale di Forza Italia  e  contro una lista civica che presenta come candidato sindaco un ex simpatizzante leghista)  questo sarà un importantissimo segnale,   per la sezione locale di Castelli Calepio  e  per la segreteria provinciale,   che è possibile  "fare il bis"  vincendo da soli anche nel nostro paesello  e  quindi Benini in quel momento sarà messo politicamente sulla graticola e sulla brace e pronto a essere congedato assai rapidamente;    se invece vincerà la lista del sindaco uscente allora qui a Castelli Calepio il rischio di trionfo dei  "comunisti"  di  "Castelli Calepio Cambia"  diventerà reale  e  la destra dovrà seppellire divisioni e rancori personali e dopo aver congedato dissidenti  e  casinisti  (la  "vecchia guardia"  della Lega Nord  e  il sindaco)   marcerà nuovamente  "unita come la Falange Macedone"  con diversi candidati  "nuovi di zecca"  (si fa per dire....)   per sconfiggere il pericolo del comunismo rappresentato da Massimiliano e da  "Castelli Calepio Cambia"  e  per rinviare a dopo le elezioni la definitiva  "resa dei conti"  all'interno del mondo del centro destra di Castelli Calepio        

NOTA A FINE DEL POST  -  quale sarà il destino del Gufo???   in realtà hanno già iniziato a mettere sotto pressione il Gufo,   qualcuno lo vorrebbe  "tirare giù dal trespolo"  per imbarcarlo su qualche carrozzone,   ma il Gufo dice a tutti  #STATE SERENI  perchè sul trespolo si sta molto bene  (è una posizione comoda)  e  perchè da quel trespolo ci scenderà da solo senza bisogno del suggeritore,  a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali,   quando rivelerà al popolo la propria indicazione di voto  (è stato sconsigliato caldamente al Gufo,  in ragione delle sue condizioni fisiche e psicologiche,  di fare  "politica attiva"),  e sarà probabilmente una rivelazione sorprendente....   

      

3 commenti:

  1. Certo Gufo che se tu non ci fossi, bisognerebbe inventarti. Hai una capacità non comune di indicare nomi e cognomi, senza scrivere nomi e cognomi :-)

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  2. Non solo, chi penserà di fare campagna elettorale con inconfessabili accordi sotto banco, verrà fulminato dal Gufo e gettato sulla pubblica piazza virtuale. Ci sarà da ridere...

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  3. Massimiliano Chiari, in realtà qui nel paesello è sempre e solo Carnevale e di mascherine ne esistono una marea... magari nel 2018 ci sarà la lista dei due matti solitari (il Gufo con Benini che hanno fatto pace come accadde tra Bossi e Berlusconi) contro quelli che GIÀ ADESSO hanno iniziato a fare manovre politiche sotto banco, in barba al vecchio Gufo e alla "pubblica piazza virtuale"... la folla è femmina ma il Gufo è sicuro che nel segreto dell'urna premierà, come spesso accade, il Donald Trump più spregiudicato e più teatrale

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