martedì 10 gennaio 2017

IL GOLPE EUROPEO NEL M5S: DA OGGI NON COMANDA PIU' BEPPE GRILLO, MA A DETTARE LA LINEA E' L'INGLESE NIGEL FARAGE

L'ex comico pensava di  "fare il furbo",  è partito nell'Unione Europea per suonare ed è tornato a casa completamente suonato,  e per colpa sua la reputazione  (già molto bassa e quasi miserabile)  dei politici italiani nell'Unione Europea è precipitata rapidamente  'dalle  (cinque)  stelle alle stalle'.    Dunque il M5S prima abbandona il gruppo degli euro parlamentari  "euro scettici e indipendentisti"  di Nigel Farage per approdare al gruppo liberal democratico,  poi viene  "messo alla porta"  ancora prima di poter entrare nel nuovo gruppo dai liberal democratici  (quelli di cui faceva parte anche Mario Monti!!!),  poi dopo un misero e patetico tentativo di giustificare questa figuraccia politica con il sproloquio di  'complotto dei poteri forti europei'  contro il M5S alla fine il Grande Guru fa retromarcia in sole 24 ore,  è praticamente costretto ad ammettere di aver fatto una figura ridicola e  torna a casa con la coda tra le gambe accolto dall'inglese Nigel Farage,  il quale è inglese e non è un ex comico e nemmeno un buffone,  e quindi  "ammazza il vitello grasso e accoglie il figliol prodigo"  a due condizioni.   La prima è quella di esautorare dalla carica di co-presidente del gruppo l'euro parlamentare del M5S che aveva fatto questo spregiudicato tentativo di  "salto della quaglia"  da un gruppo all'altro,  uno dei mitici  'cambi di casacca'  che qui in Italia quelli del M5S condannano con urla demagogiche e con post di fuoco pubblicati sul Sacro Blog nazionale.     La seconda condizione per riammettere il M5S nel gruppo degli indipendentisti europei è quella che da oggi il leader nazionale del M5S non è più italiano ma è inglese,  non è più l'ex comico Beppe Grillo ma è un eccentrico signore inglese che si chiama Nigel Farage  (e che ha vinto clamorosamente il referendum inglese che ha sancito la volontà della maggioranza dei cittadini del Regno Unito di abbandonare l'Unione Europea)  e  ha  "dettato la linea"  con un post scritto sul Sacro Blog nel quale il M5S recepisce tutto il programma del leader indipendentista inglese:  referendum sulla permanenza dell'Italia nella moneta unica,  espulsione immediata degli immigrati clandestini,   "NO"  al fiscal compact  e  a tutti i trattati più contestati e più controversi,   superamento degli accordi di Dublino sull'accoglienza dei profughi.    In fondo il Gufo si sente  "tranquillizzato":  noi italiani,  da sempre totalmente incapaci di governarci  e  produttori di politici di livello infimo e tristissimo,   abbiamo spesso bisogno di un  "commissario straniero"  che arriva in Italia,  ci rimette in riga ripristinando ordine e disciplina  e  ci detta la linea politica dalla prima all'ultima virgola,    e Nigel Farage  (come commissario straniero)  è certamente più simpatico e anche più decisionista di Mario Monti,  riscuote in alcuni suoi momenti la simpatia del vecchio Gufo che spesso  "ha un debole  (politico)  per questi personaggi decisionisti e per questi carismatici uomini di azione",  ed è quindi un commissario perfetto per  "dettare la linea"  e spadroneggiare ovviamente in modo autoritario e solitario nel M5S  

POST SCRIPTUM  -  qualcuno nella Lega Nord ha avuto la tentazione,   e probabilmente ha ancora oggi la voglia,   di allearsi a livello nazionale con il M5S.   L'Italia è molto vicina al fallimento economico e alla bancarotta di bilancio con un rapporto debito pubblico / P.I.L.  altissimo,  che è da sempre superiore al 100 - 110%:   nel caso in cui si verificherà davvero il grande evento  della futura alleanza tra i due grandi statisti Beppe Grillo  e  Matteo Salvini   (e a maggior ragione se i due tireranno dentro nell'ammucchiata politica anche Silvio B.  e  Farsa Italia),   il Gufo è praticamente certo che al fallimento e alla bancarotta della nazione ci arriveremo sicuramente,  e anche abbastanza rapidamente,   e peraltro eventi come questi rafforzano nel Gufo la convinzione nostalgica che il giovane spregiudicato ex premier Matteo Renzi,  in confronto a questi non eccelsi statisti che stanno letteralmente dando spettacolo dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre,   era un campione e un fuoriclasse della politica nazionale  e  anche della politica europea

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