martedì 10 gennaio 2017

IL POST PROVOCAZIONE DEL GUFO: LA MULTA DEI DUE GIOVANI TURISTI CHE HANNO MALTRATTATO LA BANDIERA THAILANDESE E LE SPESE DI RIMPATRIO IN ITALIA DOVREBBERO PAGARLE (DI TASCA LORO) UMBERTO BOSSI E SILVIO B.

Due giovani ragazzi italiani vanno in vacanza in Thailandia,  si ubriacano,   fanno una stupidata maltrattando una bandiera thailandese  (in quella nazione il misfatto è considerato grave,  il rischio è quello di essere processati per direttissima e condannati a qualche mese di carcere oppure in alternativa a una multa salata con espulsione immediata e rimpatrio in Italia)  e  quello che è peggio,  secondo quanto riferiscono oggi alcuni giornali nazionali,   si giustificano dicendo che in Italia non è una cosa grave offendere la bandiera nazionale.    Purtroppo loro si trovano in Thailandia e non in Italia,   e se noi italiani vogliamo essere  "padroni a casa nostra"  sarebbe meglio comprendere che questo desiderio implica che quando si va in una nazione straniera per un viaggio turistico non si oltraggia la bandiera di quella nazione che per qualche giorno ci ospita  e  ci permette di ammirare i luoghi meravigliosi di quella nazione  (e di solito le nazioni dell'Asia orientale hanno grandi tradizioni di ospitalità nei confronti dei turisti).   

Fatta questa premessa,   purtroppo quando dicono  "in Italia non è una cosa grave offendere la bandiera nazionale"  hanno riportato un fatto storicamente reale e documentato già avvenuto in Italia.   Alcuni parlamentari nazionali ed ex ministri della Repubblica di un partito che si chiama Lega Nord  (che in quanto parlamentari nazionali erano stipendiati dallo Stato italiano con retribuzione pubblica molto alta),   dopo aver prestato giuramento di servire lealmente la nazione,   mentre erano nell'esercizio delle proprie funzioni  e  in carica per il mandato parlamentare e di governo hanno candidamente invitato i loro elettori a  "buttare il tricolore nel cesso",   hanno fatto inserire nello statuto del proprio partito al punto numero uno che l'obiettivo è quello dell'indipendenza della Padania,   hanno sistematicamente invitato il popolo alla secessione e hanno costituito addirittura un  "Parlamento del Nord"  con sede a Mantova.   Un ex presidente del Consiglio come Silvio B.  anche lui  "lombardo e milanese"  ha tranquillamente sproloquiato a sua volta per anni interi,   mentre era formalmente in carica e nell'esercizio delle sue funzioni,   di complotti organizzati dalla magistratura della sua nazione  e  di  'colpi di Stato comunisti'  organizzati da un ex presidente della Repubblica,   di sentenze politiche della Corte Costituzionale,   arrivando a definire  "di parte"  e  "politicizzati"  i due massimi organi giudiziari e politici della nazione  (il Capo dello Stato e la Corte Costituzionale),   e ha nominato ministro  (addirittura Ministro delle Riforme Istituzionali)  quel leghista che invitava i suoi elettori a buttare nel cesso la bandiera tricolore.      

Visto che l'esempio  "calato dall'alto"  per almeno 20 anni è stato quello deplorevole e demagogico offerto dall'ex Presidente del Consiglio Silvio B.  e  da diversi parlamentari leghisti  (a partire dall'ex segretario nazionale di quel partito),   che hanno invitato al non rispetto della bandiera nazionale  oppure  hanno messo ripetutamente in dubbio l'imparzialità della magistratura nazionale  e  dello stesso Capo dello Stato che è l'organo politico che rappresenta formalmente la nazione Italia,    diventa grottesco pretendere che due giovani turisti inesperti che si trovano all'estero per divertimento  (che per anni hanno  'assorbito'  queste notizie divulgate ripetutamente da telegiornali trasmessi dalle televisioni nazionali  e  pubblicate su quotidiani nazionali)   possano fare quello che parlamentari nazionali ed ex ministri della Repubblica italiana non hanno saputo fare per anni,   ossia rispettare  -  loro stessi e per primi,  dando l'esempio ai cittadini della nazione  -  la bandiera nazionale  e  quelle istituzioni dalle quali percepivano super stipendi pubblici  e  che avevano giurato solennemente,   Costituzione vigente alla mano,   di servire  "con disciplina,  con lealtà  e  con onore".    Ecco che sarebbe bellissimo se una volta tornati a casa con una multa salata e dopo una figuraccia mondiale su tutti i giornali e sui social network  (perchè il Gufo non se la sente di augurare addirittura il carcere a questi due giovani inesperti),  questi due turisti inviassero il conto della multa,   aumentato delle spese per il loro rimpatrio forzato dalla Thailandia verso l'Italia,   per farsi rimborsare la metà dell'importo da Umberto Bossi e Silvio B.  (l'altra metà è giusto che la paghino loro,  in quanto ciascuno di noi è personalmente responsabile delle proprie azioni anche quando hanno conseguenze disastrose):   magari nei prossimi anni i politici nazionali che ricoprono incarichi elettivi nazionali in Parlamento e nel Governo della nazione,   se sapessero di rischiare di  "essere toccati nel portafoglio"  in prima persona,   tornerebbero a parlare e a discutere seriamente dei problemi della nazione anzichè straparlare demagogicamente di complotti organizzati da presidenti della Repubblica comunisti,  di giustizia politicizzata  e  di  "bandiera tricolore da buttare nel cesso"      

Nessun commento:

Posta un commento