Finalmente è arrivato il comunicato stampa, per il primo anno della storia il Grande Marasma ha prevalso persino sulla leggendaria "fame di soldi" del sistema fiscale italiano. Il "popolo delle partite I.V.A." va in ferie ad agosto senza essere tartassato, il "tradizionale" appuntamento con le tasse è stato rinviato dalle solite scadenze di luglio ed agosto fino al 30 settembre, con possibilità assai limitate di rateizzazione degli importi dovuti (il titolare dell'impresa individuale e il titolare dell'impresa familiare, i liberi professionisti e le società potranno versare fino a un massimo di tre rate con scadenza 30 settembre, 16 ottobre e 16 novembre, mentre i soci delle società ed i coadiuvanti delle imprese familiari potranno versare fino a un massimo di tre rate con scadenza 30 settembre, 31 ottobre e 30 novembre; potranno beneficiare del rinvio della scadenza delle tasse anche le imprese che agiscono in regime fiscale forfetario e nel regime ormai praticamente in estinzione dei "contribuenti minimi"). Questa volta "galeotto" fu il marasma degli indicatori sintetici di affidabilità, che dalla dichiarazione dei redditi del 2019 (quella che si riferisce ai redditi dell'anno 2018) vanno a sostituire i vecchi "studi di settore" rottamati e definitivamente mandati in pensione; il programma informatico degli indicatori sintetici di affidabilità doveva essere pronto entro la fine di maggio invece a causa dei "soliti" inghippi, formalismi, incidenti di percorso è stato reso disponibile solamente verso la metà di giugno, rendendo di fatto impossibile (per mancanza materiale di tempi tecnici necessari ad adeguare i programmi di contabilità da parte degli studi professionali e dei centri di assistenza fiscale) il rispetto delle scadenze originarie, e a quel punto la proroga è diventata l'inevitabile strumento per consentire ai cittadini titolari di partite I.V.A. e soci di società la possibilità di adempiere ai propri obblighi fiscali con la dovuta calma e riducendo al minimo il rischio di errori che sarebbe stato la conseguenza della fretta nel caso di mantenimento delle "vecchie" scadenze senza proroga.
Il primo storico "agosto senza tasse" dell'Italia che va in ferie senza essere angosciata dal peso della scadenza fiscale che piombava come una mannaia proprio il 20 agosto non è quindi un momento di rinsavimento del folle e perverso "sistema fiscale e burocratico all'italiana" ma deriva dall'ennesimo caso di inefficienza da parte della stessa Amministrazione Statale incapace di fornire gli strumenti tecnici necessari per adempiere agli obblighi fiscali nel rispetto dei tempi che loro stessi hanno indicato, ossia entro e non oltre i sessanta giorni precedenti dalla data in cui dovevano essere liquidate e versate le imposte in data unica oppure nella prima delle rate prevista dal "piano di rateazione" concordato dal contribuente con il proprio professionista di fiducia. Tenuto quindi presente del marasma fiscale di fine anno, il Gufo fornisce un servizio "riepilogativo" delle scadenze del secondo semestre, che ormai sono di fatto da considerarsi definitive e che hanno il pregio di evitare "l'ingorgo diabolico" del 20 agosto ma che creano un vero e proprio "trimestre asfissiante" che va dal 30 settembre fino alla fine dell'anno 2019
SCADENZA TASSE DERIVANTI DA DICHIARAZIONI DEI REDDITI DELLE PARTITE I.V.A. (valida per tutte le società, per le ditte individuali e per le imprese familiari, compresi i soggetti che operano nel regime fiscale forfetario oppure nel regime fiscale dei "contribuenti minimi"): in unica rata il 30 settembre per la partita I.V.A. oppure in un massimo di tre rate (scadenza 30 settembre, 16 ottobre e 18 novembre), in unica rata il 30 settembre per i soci della società e per i coadiuvanti dell'impresa familiare oppure in un massimo di tre rate (scadenza 30 settembre, 30 ottobre e 2 dicembre). Rimane purtroppo invariato il secondo e unico acconto delle tasse per tutti i contribuenti per cui l'acconto è dovuto, in unica soluzione in data 2 diceembre.
SCADENZA 3° E 4° RATA I.N.A.I.L. ANNO 2019 E SCADENZA I.N.P.S. FISSI ANNO 2019 rimangono invariate nelle scadenze "originarie" del 20 agosto e del 18 novembre.
SCADENZA SALDO I.M.U. E T.A.S.I. ANNO 2019 rimane invariata nella scadenza "originaria" del 16 dicembre con l'avvertenza di verificare se le aliquote comunali sono rimaste invariate rispetto all'anno 2018: mentre Castelli Calepio non ha fatto registrare alcuna variazione (l'I.M.U. rimane in aliquota fissa del 10,60 per mille) altri Comuni della zona, ad esempio il Comune di Parzanica, hanno deliberato un aumento dell'aliquota I.M.U. portandosi a loro volta al limite massimo previsto dalle leggi nazionali del 10,60 per mille.
Resta in piedi il casino di un sistema talmente inefficiente e incasinato che negli ultimi tre anni ha prodotto diversi casi di "mini condoni" (il più famoso è stato quello della "rottamazione delle cartelle fiscali" della precedente legislatura, ma anche questo Governo ci ha aggiunto altri condoni come quelli previsti dalla legislazione della "pace fiscale"), l'obbrobrio della fatturazione elettronica obbligatoria per legge per tutti i titolari di partita I.V.A. che è stato successivamente trasformato in un ancora più obbrobrioso "sistema misto" in cui diverse migliaia di partite I.V.A. sono esentate dall'obbligo in quanto agiscono in sistemi fiscali di natura forfetaria oppure in regime di emissione di scontrini e ricevute fiscali (e non di fatture) regolate dal sistema della tenuta dei registri dei corrispettivi, infine il tragicomico "balletto dei programmi informatici" che sono andati completamente allo sfascio e alla deriva per impossibilità materiale di recepire la marea di novità che i nostri "super cervelloni" credevano di poter introdurre in pochi mesi ha prodotto il caos finale e ha determinato l'ennesima proroga delle scadenze fiscali. Ogni politico, in piena campagna elettorale di qualsiasi livello (da quello "locale" a quello "nazionale") lancia proclami demagogici di riduzione delle tasse, di riduzione della burocrazia, di semplificazione del micidiale e caotico sistema degli adempimenti burocratici a carico del cittadino, e poi ognuna di queste promesse fa la fine delle strampalate frasi che sono state ascoltate dal Gufo nel mitico "Tavolo dello Spergiuro", ossia finiscono nel cestino della carta straccia; queste promesse (quelle in materia fiscale) sono le uniche di cui si ha la certezza che chiunque vincerà le elezioni, a prescindere dal suo colore politico e dalla distinzione tra destra e sinistra, tradirà le promesse riducendosi a "menare penosamente il can per l'aia" pur di accampare scuse risibili per il mancato mantenimento della promessa. Il folle sistema fiscale all'italiana ha prodotto una marea di contestazioni e di contenziosi tra Agenzie fiscali e contribuenti, una somma di crediti che sono solamente "teorici e sulla carta" e che non saranno mai riscossi dall'Erario (per i casi di palese insolvenza del debitore oppure di evidentissima sproporzione tra la somma contestata e la reale disponibilità di risorse da parte del debitore, che non è assolutamente in grado di pagare quelle somme) e quindi un ammontare mostruoso del fondo dei crediti di dubbia esigibilità che costringe i Governi a "metterci una pezza" a suon di condoni fiscali, di rottamazioni e "saldo e stralcio" delle cartelle esattoriali, di rateizzazioni dei crediti anche per periodi di diversi anni e che trascinano le vicende fino alle calende greche, di provvedimenti "una tantum" che sono annunciati "provvisori e straordinari" e che negli anni successivi di proroga in proroga diventano "di fatto" definitivi; servono persone esperte e competenti nel settore, dotate di capacità tecniche e soprattutto di serietà e di senso della realtà, ma ciò non avviene e quindi non esiste nulla di meno sorprendente del caos e del marasma burocratico / fiscale dell'anno 2019 che il Gufo stesso, pur non essendo un'aquila, aveva già ampiamente previsto già dai primi giorni dell'anno 2019 in quella che è la triste e inevitabile "cronaca di un caos già annunciato"
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