Dovevano suonare le trombe (nella nuova sala della musica del centro polifunzionale di Villa Colleoni solennemente inaugurato ai fini della "pubblicità & propaganda della campagna elettorale") invece hanno iniziato a "steccare" i tromboni (della politica): una alla volta vacillano le solenni promesse con cui il 10 maggio, il giorno della Grande Inaugurazione, si era andati "a rotta di collo" a ricevere l'applauso del popolo. Si sono già dovuti registrare due inghippi, intoppi, formalismi, "incidenti di percorso burocratici": la prima promessa (quella che con la nuova legislatura le sedute di Consiglio Comunale si sarebbero svolte nella sala civica del nuovo centro polifunzionale congedando definitivamente la "vecchia" sede della Biblioteca di Tagliuno) viaggia già in ritardo di quasi due mesi sulla "tabella di marcia", da quel giorno ben tre sedute di Consiglio Comunale (l'ultima della "vecchia" legislatura del 13 maggio e le prime due della "nuova" legislatura nel mese di giugno) hanno continuato a svolgersi nella sala civica della Biblioteca di Tagliuno, e anche la prossima seduta rischia di continuare a svolgersi nella sua "tradizionale" sede istituzionale di via Roma, perchè evidentemente in barba a quanto fu promesso in campagna elettorale non era "tutto O.K." e serviva qualche sistemazione per poter svolgere in quel luogo le sedute consiliari.
I ritardi più gravi sono quelli relativi alla sala della musica, che era poi lo scopo principale per cui era stato realizzato il nuovo centro polifunzionale, ossia quello di dare rapidamente una sede più decorosa al Corpo Musicale Cittadino che da anni continua a operare nella vetusta sede del secondo piano dell'immobile dove è posizionato il cinema parrocchiale di Tagliuno. La "nuova" sala della musica nasce già "vecchia" e da sistemare: non è stata realizzata adeguata insonorizzazione dei locali, a quanto pare è inadeguata come luogo dove tenere lezioni di musica, il bando di assegnazione è ancora in fase di gestazione (non è ancora stato pubblicato sull'albo pretorio "on line" del sito internet del Comune di Castelli Calepio) e in queste condizioni l'associazione a cui sarà assegnata la sala dovrà sostenere spese non indifferenti per l'affitto e la sistemazione dei locali, oltre che per il pagamento delle utenze pubbliche da utilizzo degli stessi; il parcheggio risultava inadeguato e per sistemare il problema si è dovuto procedere con una variante rispetto alla variante generale del P.G.T. che ha creato non poche polemiche politiche e ha creato casino a un'azienda agricola locale. Serve quindi "mettere mano al portafoglio" (e anche rapidamente, visto che si è già in ballo da diversi anni) e si spera che possa intervenire ancora una volta, per l'ennesima volta, il "solito" Grande Benefattore di Castelli Calepio: in fondo il costo dell'intera riqualificazione di Villa Colleoni, che a inizio della precedente legislatura era stimato in 1,3 milioni di euro, dopo una serie di "varianti in corso d'opera" e di varianti delle varianti è già salito a quasi due milioni di euro, e quella somma (i due milioni di euro) sarà abbondantemente superata con gli interventi ancora da eseguire; è opportuno ricordare al popolo che le voci secondo le quali l'opera è stata realizzata grazie a benefattori vari erano palesemente infondate in quanto la parte principale della spesa è stata coperta da un mutuo stipulato dal Comune stesso (pari a circa 900 mila euro) e dai proventi della convenzione che fu stipulata dalla ex Giunta del "Patto per Castelli Calepio" nel 2013 (i "famosi" 550 mila euro pattuiti per la cessione dell'ex bocciodromo comunale alla Parrocchia di Tagliuno) e quindi ne discende che al netto della spesa dell'atto di acquisto del terreno che comunque ammontava a circa 180 mila euro, ossia una somma pari al 10% del totale degli interventi), la gran parte del costo dell'opera è stata pagata dai cittadini di Castelli Calepio (in quanto il Comune ha stipulato un mutuo) e dalla Parrocchia di Tagliuno.
Per quanto riguarda il giudizio sull'opera pubblica il Gufo non vuole ripetersi per l'ennesima volta parlando come al solito di "pozzo senza fondo" che sarebbe stata una continua e incontrollata lievitazione delle spese a causa di una pessima programmazione, giudizio che non è più "quello personale del Gufo" ma che è stato dimostrato dall'evoluzione dei fatti; il Gufo trascrive dal verbale di seduta di Consiglio Comunale del 17 aprile 2019 (punto tre dell'ordine del giorno, quello relativo alla discussione sul bilancio consuntivo 2018 e sul rendiconto della gestione che fu bocciato con sette voti contrari su tredici consiglieri) un passaggio significativo della discussione in merito a quel punto dell'ordine del giorno che conteneva le seguenti pesantissime parole, indicate da un consigliere comunale come una delle motivazioni di voto contrario al bilancio consuntivo "siamo stati sempre estremamente critici sia per quanto riguarda i bilanci di previsione presentati da questa Amministrazione che sulle successive variazioni; non concordiamo sulle varie scelte di aumentare le tasse e sull'impiego delle risorse; riteniamo che l'investimento che ha riguardato la costruzione dell'Auditorium fatto senza una visione di insieme ma solo eseguito sulla scorta di un capriccio di una persona ultraottantenne, quella di costruire un palazzo in un vicolo cieco" e al termine di queste parole ha aggiunto e ricordato che la scelta di acquisire il terreno da adibire a parcheggio per gli utenti fu eseguita facendo "scambi discutibili" con terreni in zona collinare. Quel consigliere comunale che in aula ha pronunciato quel durissimo giudizio sulla realizzazione del centro polifunzionale di Tagliuno è l'ex sindaco di Castelli Calepio Flavio Bizzoni, per due volte anche capogruppo consiliare di minoranza della lista civica "Patto per Castelli Calepio", e conferma che sono almeno due persone nella Capitale degli United States of Castelli Calepio (oltre ai leghisti "duri e puri", i quali peraltro nei primi anni della legislatura erano alleati con il sindaco e quindi purtroppo contribuirono alla formazione del processo decisionale che ha prodotto l'attuale triste e deplorevole situazione) che hanno avuto diversi dubbi e vere e proprie perplessità sulla programmazione dell'opera e sulla successione cronologica delle varie fasi di progettazione ed esecuzione della stessa
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