lunedì 24 giugno 2019

LA LOTTA PER LA PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE CALEPIO SARA' DI NUOVO "LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE"

Nulla è cambiato,   dopo il 26 maggio 2019;   non è sufficiente un plebiscito  e  un trionfo popolare per cancellare con un tratto di penna magica gli antichi vizi,    per eliminare quello che è  "il difetto originario".     Al Gufo è stato sufficiente menzionare il fatto che nel mese di ottobre,   dopo le ferie estive,   saranno rinnovate le cariche nell'Ente Fondazione Calepio  e  il Comune di Castelli Calepio non solo dovrà procedere a sostituire i due attuali rappresentanti nel Consiglio dell'Ente  e  nella Giunta  (uno di essi,   il rappresentante  "in quota Lega",   attualmente è vice presidente ed espressione di una ex maggioranza che a livello comunale non esiste più)   ma dovrà anche indicare uno dei due rappresentanti come candidato alla presidenza,    senza più avere la certezza assoluta che la persona indicata sarà eletta perchè uno degli effetti più devastanti della rissa politica  e  personale dell'estate 2014  è stato  quello che gli altri Comuni che hanno un loro rappresentante nell'Ente Fondazione hanno  "rialzato la cresta"  e  hanno capito che con abili manovre politiche possono anche sfilare la presidenza ai rappresentanti degli United States of Castelli Calepio,   soprattutto quando essi sono divisi tra loro  e  rissosi.

Questa volta si stanno battendo tutti i record,   i due rappresentanti sono divisi già prima di essere nominati perchè  "c'è la ressa  e  anche la rissa"  per entrare a far parte del Consiglio dell'Ente  e  magari riuscire a conquistare la presidenza.    Il ruolo non è  "di semplice rappresentanza",   conferisce innanzitutto una visibilità politica  e  oltretutto come ha ricordato in un suo intervento la ex sindaca Clementina Belotti la Fondazione Calepio è anche uno dei maggiori proprietari terrieri del Comune di Castelli Calepio visto che gestisce diversi terreni  "interessanti"  che potrebbero indurre in tentazione le persone  "non disinteressate"   (magari già in passato è avvenuto che qualcuno si interessasse delle vicende della Fondazione più per questo ruolo di proprietario di terreni  che  per la sua attività di conservazione del patrimonio culturale  e  per le sue attività benefiche e sociali,   ma questo è un altro discorso....).     Ci sono due schieramenti che si affrontano a duello  (politico),    ovviamente  "nelle segrete stanze":    da una parte  "quelli dell'appoggio esterno"  che sono coloro che non si sono candidati direttamente nella nuova  "Lista Benini",    che pensano di passare all'incasso politico del premio per il loro sostegno  (indiretto)   alla maggioranza che ha vinto le elezioni,    l'altro schieramento è la Falange Macedone  (peraltro nemmeno compatta al proprio interno)   che ha trionfato il 26 maggio.    La Falange Macedone ha fatto capire che ha portato a casa i voti decisivi per vincere,    ha ringraziato i sostenitori  ed  è pronta a congedarli  (anche in modo assai brutale se sarà necessario)   perchè essi non servono più,    non sono più  "utili alla causa",   e  nella spartizione degli incarichi  e  delle poltrone fino a oggi la Falange Macedone ha dimostrato di non volere concedere nemmeno  "uno sgabello di consolazione"  a  chi non fa parte della Falange medesima;    il Gufo peraltro non si sorprende affatto di ciò perchè nella conversazione pre elettorale con il sindaco egli disse chiaramente che avrebbe preso i voti  e  il sostegno esterno di chi lo aiutava a vincere ma poi  "una volta eletto farò quello che ho voglia"  secondo il più triste  e  spregiudicato sistema  "usa e getta"  nei confronti di chi ingenuamente pensava e si illudeva di potere  "passare all'incasso"  dopo la Grande Vittoria.    Uno dei due ex leghisti è stato ringraziato per avere tenuto in piedi il carrozzone nella precedente legislatura  e  poi congedato:   fuori dal Consiglio Comunale per mancato raggiungimento del numero di preferenze individuali necessarie per essere eletto,    lo hanno  "messo alla porta"  anche dalla Giunta togliendogli l'assessorato  "esterno",    all'altro ex leghista non sono ancora stati conferiti incarichi politici,    la Falange Macedone finora nella spartizione delle prime nomine  e  poltrone ha fatto  "tabula rasa"  del mondo esterno  e  a parte qualche dichiarazione  (peraltro del tutto generica)   di apertura nella seduta del Consiglio Comunale del 21 giugno,    nessun atto concreto per ora ha fatto seguito a quelle linee di principio del tutto teoriche.

La Falange Macedone intende procedere lungo questa direzione:   niente soddisfazione al  "mondo esterno"  e  tanto meno agli esponenti che hanno deciso  (per libera scelta oppure per necessità)   di  "saltare un giro".     Malgrado alcuni di loro hanno iniziato palesemente a rumoreggiare  (non c'è nulla come  "gettare in pasto"  un argomento alla discussione pubblica che fa  "cascare l'asino"  e  induce le persone  "non disinteressate"  a  intervenire velocemente sull'argomento)    al sindaco  e  ai suoi  "pretoriani"   sarà sufficiente per resistere  "tirare fuori la storia del potenziale conflitto di interesse"   per tenere in mano il pallino del gioco politico,    che li pone nella condizione di vantaggio derivante dal fatto che in teoria essi non devono contrattare le nomine con nessuno,   le possono scegliere in perfetta autonomia;    inoltre la Falange Macedone è perfettamente a conoscenza del fatto che se  "quelli dell'appoggio esterno"  dopo essere rimasti senza assessorato esterno  e  senza incarichi nel primo giro di nomine dovessero essere esautorati anche dalle nomine in Fondazione,   a  quel punto sarebbero realmente  "privati cittadini"  condannati per tutta la durata della legislatura a essere totalmente privi di visibilità  e  "fuori dal giro che conta",    fuori dai Palazzi  e  quindi fuori dai luoghi dove si genera il processo decisionale.      C'è poi la variabile che nessuno considera,   ossia la Lega,    che potrebbe decidere di andare a individuare un candidato alla presidenza esponente di un Comune diverso da Castelli Calepio  e  iniziare a  "preparare il terreno"   con abili manovre diplomatiche  e  politiche;   l'altra volta la Lega riuscì a sorprendere in contropiede la concorrenza  e  a trovare sette consensi a favore dell'esponente del Comune di Viadanica che nella sera elettorale mandò a casa a sorpresa il candidato alla presidenza del Comune di Castelli Calepio che era praticamente sicuro di vincere.    Mentre nel Regno dei Quattro Borghi medioevali si scannano ancora una volta nella  "madre di tutte le battaglie",    fuori dalle Sacre Mura si prepara già la nuova sorpresa,    e  sarebbe una beffa atroce ritrovarsi quella sera a scoprire che un imprevisto  "ostacolo esterno"  oltre a fare definitivamente deragliare le ambizioni di  "quelli dell'appoggio esterno",    potrebbe essere il primo serio  "incidente di percorso"  su cui fare scivolare pesantemente la Falange Macedone;   e  il silenzio assoluto della sezione locale leghista fa capire al Gufo che alcuni di loro,   fuori dal territorio comunale,    hanno già iniziato a manovrare......   
   

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