martedì 2 luglio 2019

LA LUNGA NOTTE DI MASSIMILIANO CHIARI

 Al termine di una giornata politica ad alto contenuto di drammaticità Massimiliano Chiari  (almeno per ora)  "salva la poltrona"  dopo la celebrazione di un vero e proprio simposio di esperti giuristi che hanno esaminato a fondo il dettato del mitico  "articolo 60 punto 9 del T.U.E.L."   che recita implacabilmente che sono ineleggibili alla carica di consiglieri comunali  "i legali rappresentanti e i dirigenti delle strutture convenzionate per i consigli del Comune il cui territorio coincide con il territorio dell'azienda sanitaria locale  oppure  ospedaliera con cui sono convenzionati  oppure  che lo ricomprende,   ovvero dei Comuni che concorrono a costituire l'azienda sanitaria locale  oppure  ospedaliera con cui sono convenzionate".    Le strutture convenzionate di cui al punto 9 articolo 60 del T.U.E.L.  sono quelle indicate negli articoli 43 e 44 della legge numero 833 del 23 dicembre 1978,   ma per colpa del Governo Berlusconi / Bossi  "con sentenza numero 27 del 6 febbraio 2009 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo numero,   nella parte in cui esso prevede l'ineleggibilità dei direttori sanitari delle strutture convenzionate per i Consigli del Comune il cui territorio coincide con il territorio dell'azienda sanitaria locale oppure ospedaliera con cui sono convenzionate  oppure  lo ricomprende,    ovvero dei Comuni che concorrono a costituire l'azienda sanitaria locale oppure ospedaliera con cui sono convenzionate".

In realtà in mezzo a questo incredibile sproloquio tecnico  e  giuridico non si capisce una mazza,   se non il fatto che  "il direttore di azienda convenzionata"  Massimiliano Chiari sarebbe stato senz'altro ineleggibile alla carica di consigliere comunale se non fosse intervenuto a salvarlo una sentenza della Corte Costituzionale del famigerato periodo storico in cui dominava la scena il Governo Berlusconi / Bossi;    ma prendendo spunto da questo guazzabuglio tecnico  e  giuridico il fior fiore degli esperti in dettami del Sacro Graal   (quel  "totem"  intoccabile che è il T.U.E.L.,   che da quando gli ultimi due sindaci di Castelli Calepio hanno smesso di litigare tra loro è diventato più importante della stessa Bibbia)   è andato alla disperata ricerca del Grande Cavillo  (ma sarebbe stato sufficiente anche un piccolo formalismo,    una mezza frase scritta male  e  di ambigua interpretazione,    una quisquilia,    qualcosa che appartenesse alla Fiera delle Vanità  e  delle Futilità)    che potesse giustificare una rapida convocazione  "Urbi et Orbi"  del Gran Consiglio,    magari con procedura di necessità e urgenza,    mettendo anche in conto che in quelle convocazioni poi si deve andare a elemosinare i voti  e  le presenze  (a volte correndo il rischio di dovere chiedere in ginocchio alle minoranze di  "fare da stampella")   perchè all'improvviso emergono le assenze.     Si è sempre  "fatto strage della procedura"  in questi anni pieni di refusi,   di documentazione imprecisa  e  incompleta,    di inghippi tecnici  e  procedurali,    ma quando si deve difendere  "la Legge"  dai coloro che potenzialmente si trovano in conflitto di interesse,    oppure che hanno debiti  "liquidi,   esigibili  e  certi nel loro ammontare"  verso l'Ente si diventa inflessibili come lo era il grande avvocato  e  oratore Cicerone mentre dall'aula del Senato tuonava contro Catilina che abusava della pazienza del popolo romano  e  che si prendeva gioco dei senatori con la sua folle audacia.      Massimiliano è salvo per miracolo,    al termine di una giornata  "da tragedia greca",     ma la notte è molto lunga  e  minaccia di non portare consiglio a coloro che  (mal consigliati)   rischiavano di cadere in tentazione  e  di dare di nuovo vita allo spettacolo grottesco della giubilazione di consigliere comunale  "scomodo  e  impopolare",     la sua lunga notte è appena iniziata  e  non avrà mai fine,   sarà come una camminata nel deserto quando ci si ritrova con le scorte di acqua che iniziano a scarseggiare  e  in lontananza dell'oasi più rigogliosa;    è necessario che  "Castelli Calepio Cambia"   proceda rapidamente alla surroga di consigliere comunale,   e  faccia entrare in scena  (e in aula consiliare)   l'avvocata Paola Modina.     Magari Paola non ha una posa marziale,   magari si scoprirà che ha un'indole pigra come quella del quieto e remissivo Gufo;  ma forse sarà sufficiente quella qualifica professionale di  "avvocata"   per segare sul nascere le pericolose tentazioni di coloro che non avendo tratto alcuna lezione dalle esperienze del passato,    per un giorno hanno sognato  "a rotta di collo"  di precipitare nuovamente sè stessi  e  i loro compagni di sventura  nella  più sciagurata  e  imprevedibile delle avventure      

       


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