IL PAESELLO E' DIVISO IN FRAZIONI E IN FAZIONI e il "Gufo secessionista" ancora in preda all'entusiasmo per la straordinaria decisione con cui il popolo inglese, votando democraticamente in un referendum, ha mandato a quel paese i burocrati e i banchieri che stanno governando disastrosamente l'Unione Europea, lancia il "referendum secessionista" qui a Castelli Calepio. Gli Stati Uniti di Castelli Calepio, anche per la lista Benini, si sono rivelati un boccone amaro, quasi ingovernabile e fonte di continuo caos politico e amministrativo e una delle cause principali della difficoltà di amministrare il paesello (non solo per Benini, ma anche per i sindaci che hanno governato prima di lui) è la continua indecorosa rissa tra le frazioni e le fazioni e tra i loro petulanti personaggi spesso in cerca di protagonismo e di esibizionismo personale (impegnati a curare l'interesse dell'orticello della propria frazione / fazione più che l'interesse generale del paesello); il Gufo, che ne ha le tasche piene delle divisioni e delle distinzioni tra associazioni, frazioni, fazioni, gruppi di "minoranze non silenziose", rompiscatole di ogni genere e tutta la risma di consigli direttivi di frazioni, fazioni, piccoli municipi, quartieri, campanili, Oratori, squadre e squadrette varie, e dei demagoghi che soffiano sul fuoco delle divisioni dicendo "ci vuole un candidato di Tagliuno, uno di Cividino e uno di Calepio" (e se per caso uno delle tre frazioni è un Premio Nobel mentre uno dell'altra frazione è un asino, il Premio Nobel deve fare posto all'asino perchè va rispettata la divisione tra le frazioni) e lancia su questo blog l'idea di convocare un referendum consultivo per chiedere ai cittadini delle frazioni se intendono rimanere un unico Comune oppure dividersi finalmente in due distinti Comuni, quello di Cividino - Quintano e quello di Tagliuno - Calepio. Il Gufo per ora, non avendo più la funzione "sondaggi" abilitata, concede il "via libera" (nello spazio dedicato ai commenti) alle opinioni dei lettori su questo tema, e propone di lanciare questo referendum di libertà, in modo che i nostri politici sappiano da oggi se devono continuare a governarci in modo unitario come "Stati Uniti di Castelli Calepio" oppure se devono solamente attivare le pratiche (amministrative e burocratiche) per chiedere la separazione consensuale alle litigiose frazioni e fazioni, in nome del principio solenne dell'autodeterminazione dei popoli, concedendo loro la libertà di fare danni separati anzichè incasinare la situazione dando sempre la colpa di tutti i misfatti ai soliti politici incapaci e alla fazione (e alla frazione) avversaria
Un referendum? Pota ma Gufo, mi sa che ora esageri. Sei in preda a delirio secessionista, ormai è chiaro: sei un ex comunista statalista rapito dalle sirene delll'estrama destra "frazionista". Sei senza speranza, chi mai ti potrà difendere, caro Gufo, dalle ire di chi ti vuole impallinare perché ogni giorno, e l'altro pure, turbi la quiete dello status quo, gettando il popolo nel panico?
RispondiEliminaP.S.: al di là della tua simpatica provocazione, concordo pienamente con te circa il campanilismo inconcludente che caratterizza il nostro Comune. Questo campanilismo da quattro soldi è quanto di più immaturo ed antimoderno possa esistere: noter de Tauu, noter del Ciidii, che tristezza, che piccolezza. Viviamo in un mondo globale dove le interconnessioni sono pervasive ed istantanee, e noi qui, rinchiusi nella bocciofila, nella squadretta, nell'Associazione della singola, minuscola frazione.
Ogni giorno milioni di persone in Europa (in barba alle cazzate dei politicanti che gestiscono l'Unione Europea in modo talmente deludente da avere portato le vicende a un passo dallo sfascio politico) si muovono per turismo, per lavoro, per scambiarsi informazioni e nozioni culturali, per ragioni di studio, per visite al ricchissimo patrimonio culturale europeo. Ogni giorno, qui nel paesello, si alza sempre uno sfigato (non ha importanza se è di Tagliuno, di Cividino, di Quintano oppure di Calepio) a rompere le palle al popolo con una richiesta per la propria piccola fazione, magari composta da due o al massimo tre individui, non avendo altra visione che quella del proprio campanile, del proprio orticello, della frazione piuttosto che "del capoluogo". Non è un caso se rispetto ai Comuni limitrofi Castelli Calepio è il più retrogrado e il più arretrato, e se qualcuno sogna di essere annesso a Palazzolo sull'Oglio oppure di andarsene per conto proprio ignorando che chi va da solo, in questo mondo interconnesso, conta meno del mitico "due di picche"
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