Il Partito Democratico è un partito convintamente europeista e nei suoi discorsi in tema di immigrazione il premier Matteo Renzi ha sempre elogiato l'opera di soccorso e di accoglienza umanitaria svolta dall'Italia, arrivando spesso al punto di dire che preferisce perdere qualche voto (estremista) piuttosto che negare soccorso e accoglienza ai disperati in fuga da guerra e miseria: qualcuno tirerà fuori le solite accuse di "buonismo" e di essere piegati a 360 gradi alla volontà della Germania e della cancelliera Angela Merkel, ma la posizione politica di quel partito sui due grandi temi di attualità è chiara e inequivocabile. La Lega Nord a sua volta ha una posizione altrettanto chiara, ovviamente opposta a quella del Partito Democratico: anche in questo caso la Lega si tira addosso le accuse di razzismo e di estremismo ma nella gestione Salvini su questi due temi la linea politica è sempre la stessa. Questi due partiti "storici" (sono gli unici due partiti che resistono sulla scena da diversi anni, oscillando come è naturale tra momenti di forti consensi elettorali e momenti di crisi) sopravvivono perchè su questi due temi hanno una visione chiara e una linea politica inequivocabile: qualcuno condivide la loro linea politica, altri non la condividono, ma l'idea di fondo esiste e non è soggetta a oscillazioni opportunistiche e ai trasformismi da campagna elettorale.
Il M5S invece è "trasversale" e quindi deve raccattare voti e consensi da destra a sinistra, da cani e porci; si parte con i "VAFFA DAY" e con i post infuocati di Grillo sul blog contro "l'Europa dei banchieri", si sproloquia di referendum per uscire dall'euro (con tanto di raccolta di firme) e alleanza in Parlamento Europeo con Nigel Farage (serviva solo per costituire un gruppo parlamentare, con tanto di rimborsi e di possibilità di nominare collaboratori: anche per i "furbetti" del M5S, malgrado i proclami demagogici sulla Casta, "pecunia non olet") per poi diventare europeisti convinti ("l'Europa la cambiamo da dentro", è la frase che pronuncia qualsiasi burocrate e qualsiasi banchiere dell'Unione Europea) il giorno prima del referendum inglese, quando i sondaggi - che poi si sono rivelati clamorosamente errati - davano come vincente l'opzione di rimanere in Unione Europea da parte del Regno Unito. Sull'immigrazione non si sono mai pronunciati: una strizzata d'occhio alla destra alla vigilia delle elezioni con qualche post sul blog, ma poi silenzio assoluto perchè si devono raccattare voti da destra, da sinistra e magari anche da qualche leghista deluso o incazzato. Il Gufo è un quieto e tranquillo europeista "dei popoli", e a differenza di Di Maio (il quale si sente "premier in pectore" e ha iniziato a frequentare i salotti buoni dei miliardari di sinistra) non è mai partito incendiario e rivoluzionario per trasformarsi in pompiere, si è tenuto sempre le sue idee retrograde, ma nonostante è un europeista, il Gufo è assolutamente favorevole a celebrare in Italia un referendum popolare identico a quello del Regno Unito (il Gufo è convinto peraltro che gli italiani, che sono molto più europeisti e meno solitari e nazionalisti degli inglesi, voterebbero a larga maggioranza per la permanenza dell'Italia nell'Unione Europea): ma i cittadini che vogliono fare in modo che si possa celebrare questo referendum assolutamente democratico e chiarificatore dovranno votare la Lega Nord oppure Fratelli d'Italia alle elezioni politiche nazionali, non certo i "furbetti opportunisti per tutte le stagioni" del M5S che sull'argomento hanno già cambiato clamorosamente idea - a seconda delle convenienze politiche del momento e delle circostanze - almeno un paio di volte
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