lunedì 4 luglio 2016

UNIONE EUROPEA E IMMIGRAZIONE: IL GUFO ELENCA I MOTIVI PER CUI LEGA NORD E PARTITO DEMOCRATICO SONO MIGLIORI DEL M5S

Il Partito Democratico è un partito convintamente europeista e nei suoi discorsi in tema di immigrazione il premier Matteo Renzi ha sempre elogiato l'opera di soccorso e di accoglienza umanitaria svolta dall'Italia,  arrivando spesso al punto di dire che preferisce perdere qualche voto (estremista)  piuttosto che negare soccorso e accoglienza ai disperati in fuga da guerra e miseria:  qualcuno tirerà fuori le solite accuse di  "buonismo"  e di essere piegati a 360 gradi alla volontà della Germania e della cancelliera Angela Merkel,  ma la posizione politica di quel partito sui due grandi temi di attualità è chiara e inequivocabile.   La Lega Nord a sua volta ha una posizione altrettanto chiara,  ovviamente opposta a quella del Partito Democratico:  anche in questo caso la Lega si tira addosso le accuse di razzismo e di estremismo ma nella gestione Salvini su questi due temi la linea politica è sempre la stessa.   Questi due partiti  "storici"  (sono gli unici due partiti che resistono sulla scena da diversi anni,  oscillando come è naturale tra momenti di forti consensi elettorali e momenti di crisi)  sopravvivono perchè su questi due temi hanno una visione chiara e una linea politica inequivocabile:  qualcuno condivide la loro linea politica,  altri non la condividono,  ma l'idea di fondo esiste e non è soggetta a oscillazioni opportunistiche e ai trasformismi da campagna elettorale.

 Il M5S invece è  "trasversale"  e quindi deve raccattare voti e consensi da destra a sinistra,  da cani e porci;   si parte con i  "VAFFA DAY"  e con i post infuocati di Grillo sul blog contro  "l'Europa dei banchieri",   si sproloquia di referendum per uscire dall'euro  (con tanto di raccolta di firme)  e  alleanza in Parlamento Europeo con Nigel Farage  (serviva solo per costituire un gruppo parlamentare,  con tanto di rimborsi e di possibilità di nominare collaboratori:  anche per i  "furbetti"  del M5S,   malgrado i proclami demagogici sulla Casta,  "pecunia non olet")   per poi diventare europeisti convinti  ("l'Europa la cambiamo da dentro",  è la frase che pronuncia qualsiasi burocrate e qualsiasi banchiere dell'Unione Europea)  il giorno prima del referendum inglese,  quando i sondaggi  -  che poi si sono rivelati clamorosamente errati  -   davano come vincente l'opzione di rimanere in Unione Europea da parte del Regno Unito.   Sull'immigrazione non si sono mai pronunciati:  una strizzata d'occhio alla destra alla vigilia delle elezioni con qualche post sul blog,  ma poi silenzio assoluto perchè si devono raccattare voti da destra,  da sinistra  e  magari anche da qualche leghista deluso o incazzato.   Il Gufo è un quieto e tranquillo europeista  "dei popoli",  e a differenza di Di Maio  (il quale si sente  "premier in pectore"  e ha iniziato a frequentare i salotti buoni dei miliardari di sinistra)  non è mai partito incendiario e rivoluzionario per trasformarsi in pompiere,  si è tenuto sempre le sue idee retrograde,  ma nonostante è un europeista,  il Gufo è assolutamente favorevole a celebrare in Italia un referendum popolare identico a quello del Regno Unito  (il Gufo è convinto peraltro che gli italiani,  che sono molto più europeisti e meno solitari e nazionalisti degli inglesi,  voterebbero a larga maggioranza per la permanenza dell'Italia nell'Unione Europea):   ma i cittadini che vogliono fare in modo che si possa celebrare questo referendum assolutamente democratico e chiarificatore dovranno votare la Lega Nord oppure Fratelli d'Italia alle elezioni  politiche nazionali,   non certo i  "furbetti opportunisti per tutte le stagioni"  del M5S  che sull'argomento hanno già cambiato clamorosamente idea  -  a seconda delle convenienze politiche del momento e delle circostanze  -  almeno un paio di volte    

Nessun commento:

Posta un commento