domenica 11 settembre 2016

ALTRO CHE "STANGATA DELLE MULTE" PER CHI TRASGREDISCE IL DIVIETO DI SVOLTA IN VIA PIAVE, L'ANALISI DEI NUMERI PUBBLICATI SULL'ECO DI BERGAMO DIMOSTRA CHE I RISULTATI SONO MOLTO DELUDENTI

Niente da fare,  questa maggioranza a livello di comunicazione è proprio un disastro,   fa annunciare alla stampa locale notizie che sembrano grandi proclami e che annunciano clamorosi successi,  quando è sufficiente un minimo di analisi critica  (numeri alla mano)  per trasformare il trionfo in delusione.   Oggi sull'Eco di Bergamo è pubblicato un articolo che parla della  "stangata"  delle multe elevate contro quelli che trasgrediscono il divieto di svolta verso via Piave:  i dati pubblicati dall'Eco di Bergamo riferiscono di 350 multe elevate da luglio in poi,  per una somma di 41,00  euro per ogni singola multa,   e si dice  (in modo inesatto)  che entrano nelle casse comunali 14.000,00  euro,   che sarebbe ottenuto moltiplicando il numero delle multe per l'importo della singola multa.   Se questi sono i dati,  siamo al fallimento dell'operazione repressiva e il Gufo lo dimostra con alcune semplici considerazioni

IL NUMERO DI MULTE ELEVATE E'  MOLTO BASSO  -  "da luglio in poi"  significa 350 multe elevate su 50 giorni lavorativi  (sono i 61 giorni dei due mesi di luglio e agosto a cui il Gufo sottrae le domeniche e le festività nazionali),   la media giornaliera è di 7 multe per ogni giorno lavorato;   chiunque risiede nelle zone di via Piave,  chiunque lavora nelle zone di via Piave,  chiunque  (come il Gufo)  tutti i giorni deve allungare il percorso per rispettare il divieto di svolta,   può facilmente percepire a occhio nudo che i trasgressori reali del divieto sono almeno il triplo di quelli effettivamente multati,   e non dobbiamo mai dimenticarci che esiste anche un piccolo numero di persone che quotidianamente compie altre infrazioni pericolose  "aggirando"  gli spartitraffici vicino alla piazza Vittorio Veneto  (e si immettono in via Marconi nonostante esiste un divieto di svolta!!!)   e compiendo manovre più azzardate e più pericolose di quelle che si verificano in via Piave

LA SOMMA ACCERTATA NON CORRISPONDE MAI ALLA SOMMA INCASSATA  e  anche qui le ragioni sono molto semplici:  gran parte dei trasgressori pagano la multa immediatamente  (nei cinque giorni successivi dalla data in cui hanno ricevuto la multa)  e  usufruiscono dello sconto del 30%  concesso per legge a chi paga la multa velocemente,  entro cinque giorni dalla data in cui è stato sanzionato.   Dall'analisi storica e tecnica dei bilanci comunali precedenti,  emerge sempre una differenza di almeno il 20%  tra importo accertato e importo effettivamente incassato,  e il problema è che con le regole contabili attuali le multe non pagate che non si riesce a recuperare finiscono nel calderone dei  "crediti di dubbia esigibilità"  e  dopo qualche anno creano improvvisi  "buchi di bilancio"  difficili da gestire per un assessore al Bilancio  e  per i funzionari dell'Ufficio Ragioneria

IL  "RENDIMENTO EFFETTIVO"  DELL'OPERAZIONE E'  QUASI NULLO,   un semplice imprenditore (e il nostro sindaco è un imprenditore!!!)   dovrebbe fare semplicemente una valutazione economica tra importi effettivamente incassati  e  costi sostenuti per incassare quella somma  (il costo del personale per impiegare costantemente per diversi giorni alcune ore della giornata almeno due agenti nella zona di via Piave sottraendoli ad altre mansioni di controllo del territorio,   il costo delle fasi burocratiche di registrazione della multa e di controllo degli incassi sommato al costo di tentativo di recupero delle multe non incassate)   e  magari potrebbe accorgersi che alla fine  "l'impresa non vale la spesa"  e  nelle mani del Comune  (fatta la differenza tra importi che saranno realmente incassati,  problemi legati alla gestione delle eventuali multe non riscosse e dei crediti di dubbia esigibilità in bilancio comunale  e  somme spese per incassare gli importi delle multe)  rischiano di rimanere poche centinaia di euro che quindi non possono essere utilizzate per migliorare la situazione disastrosa in cui versano gli asfalti di alcune vie comunali   

In realtà il Gufo scrive da due anni e mezzo che il problema della viabilità di Tagliuno è molto più complesso e non si risolve in questo modo improvvisato correndo dietro ai singoli problemi e alle singole emergenze,   il problema si risolve elaborando un  "piano del traffico"  in modo completo e ordinato  (con elencazione delle singole problematiche  e  delle soluzioni a tutti i problemi,  compreso quello degli attraversamenti pedonali che devono essere resi più sicuri  e  della velocità a volte troppo elevata di automobilisti  e  motociclisti che attraversano il centro di Tagliuno),     ma qui il Gufo non insiste in quanto anche oggi,  sull'articolo dell'Eco di Bergamo,  il sindaco ha dichiarato e ribadito che un sindaco deve risolvere i problemi e non ne vuole sapere di commissioni comunali  (quindi la saggia richiesta del consigliere di minoranza di  "Castelli Calepio Cambia"  Fabio Perletti,  che chiedeva ancora una volta la commissione temporanea sulla viabilità  e  la soluzione del problema viabilità nel suo complesso  e  non solo con riferimento a un singolo divieto di svolta di una singola via,   è stata per l'ennesima volta respinta al mittente).  

Purtroppo gli agenti della Polizia Municipale non possono rimanere fisicamente tutti i giorni della settimana e 24 ore su 24 a presidiare via Piave,  e gli agenti non hanno nemmeno la caratteristica dell'ubiquità:  quelli che sono impegnati per due ore al giorno in via Piave sono sottratti ad altri compiti e ruoli di vigilanza su un territorio comunale,  quello di Castelli Calepio,  che è molto ampio e molto complesso.   L'ordinanza di divieto di svolta è stata emessa nel mese di maggio  e  se i dati effettivi corrispondono esattamente a quelli riportati oggi sull'articolo dell'Eco di Bergamo,   più che a una  "stangata",   siamo di fronte al fallimento di un'operazione di controllo nella quale,  dati alla mano,  la minoranza dei cittadini che trasgrediscono il divieto di svolta riceve la multa e paga regolarmente,  mentre la maggioranza di quelli che hanno fatto i furbi non ha ricevuto la multa,   con l'aggravante costituita dal fatto che molti dei  "furbetti"  che hanno aggirato il divieto  (magari anche più volte)  senza ricevere la multa sono dei cittadini non residenti nel nostro Comune che hanno potuto fare  "il bello e il cattivo tempo"  sul territorio del nostro paesello,  creando pericoli per l'incolumità dei cittadini residenti a Castelli Calepio  

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