lunedì 5 settembre 2016

IL POPOLO SI TRASTULLA NELL'INUTILE POLEMICA DELLA TELECAMERA, IL GUFO ELENCA QUELLO CHE E' IL VERO PROBLEMA DELLA SUPER AFFOLLATA ZONA DELLA VALCALEPIO

"Mettiamo una telecamera per multare quelli che se ne fregano del divieto di svolta in via Piave"  (e magari un'altra telecamera per quelli che aggirano gli spartitraffici tra la Piazza Vittorio Veneto e Via Marconi):  su questa bufala,  come sempre,  pontificano e imperano politici demagoghi di maggioranza e di opposizione,  oltre a furbetti scribacchini della stampa locale  (che fingono di essere imparziali ma che spesso sono  "di parte"  molto più del Gufo)   che gettano in pasto al popolo l'esca inutile e demagogica  (la telecamera)  in modo che il popolo si dimentica del problema VERO  (l'intera organizzazione della viabilità a Tagliuno è un caos,  via Piave è solo una parte del caos,  e per ottenere tutto questo caos è già stata spesa una somma vicina al milione di euro,  alla quale deve essere aggiunto il mezzo milione di euro della rotatoria tra la S.P. 91  e  la discesa verso Località Porto nella curva della chiesetta di San Rocco).   LA TELECAMERA NON SI PUO'  METTERE,  PUNTO,  ALTRIMENTI LA POLIZIA MUNICIPALE L'AVREBBE GIA'  MESSA DA TEMPO.   Non è che un tizio si alza una mattina e decide  "domani metto una telecamera":   la normativa della videosorveglianza è molto complessa,   una telecamera si trascina con sè diversi problemi.   Primo problema:  l'acquisto,  l'installazione e la manutenzione degli impianti di videosorveglianza ha un costo,  le risorse del bilancio sono sempre più scarse e impongono scelte  (spesso drastiche)  su come distribuire le spese,  e i manutentori e utilizzatori delle telecamere devono essere scelti tra persone affidabili e individuate dalla legge,   una telecamera non può essere maneggiata da un politico qualsiasi.   Secondo problema:  le informazioni acquisite con le telecamere devono essere visionate,  utilizzate  (per le sanzioni delle infrazioni)  e  poi distrutte  (per ragioni di rispetto della privacy)  entro poche ore,  e questo determina il fatto che almeno una persona deve essere costantemente impegnata nella visualizzazione delle immagini,  nella valutazione delle immagini sulla base delle quali quella persona deve capire quale tipo di infrazione è stata commessa e le singole sanzioni da inviare al trasgressore  (non tutti quelli che svoltano verso via Piave sono  "in divieto":  quelli che provengono da Grumello del Monte possono svoltare verso via Piave),   peraltro il Gufo ricorda che dopo alcuni minuti di continua visualizzazione delle telecamere la capacità di concentrazione della persona addetta alla telecamera ha un calo fisiologico,  e la possibilità di commettere errori umani aumenta.    Terzo problema:  si deve studiare bene le normative e il Codice della Strada,  le telecamere possono essere utilizzate solo in alcuni casi limitati  (e molto gravi)   per rilevare determinate infrazioni e non in qualsiasi caso per qualsiasi infrazione,   per tutti gli altri casi la telecamera può essere un supporto tecnico ma per contestare in diretta l'infrazione e staccare la contravvenzione è necessaria la presenza fisica degli agenti,  che ovviamente non possiedono il dono dell'ubiquità  e  non possono presidiare solo quella zona 24 ore su 24.

Pertanto prima di stracciarsi le vesti sul fatto che la telecamera non è stata posizionata negli incroci relativi ai divieti di svolta in Via Piave  oppure  per rilevare gli aggiramenti di spartitraffico tra la piazza Vittorio Veneto e Via Marconi sarebbe bene chiedere informazioni in merito agli agenti di polizia municipale,  prendere le decisioni sulla viabilità  "in cordata"  e  in collaborazione costante tra corpo della Polizia Municipale  e  Giunta Comunale  (e prima ancora,  condividendo le decisioni all'unanimità oppure a grande maggioranza all'interno della coalizione Lega Nord - Forza Italia):  certamente il modo di procedere solitario,  per ordinanze sindacali  "scavalcando la Giunta",   oppure Forza Italia infischiandosene del fatto che qualche consigliere leghista non era d'accordo,   non è stato il modo migliore di affrontare e tentare di dare una soluzione al problema della viabilità tra Tagliuno e Calepio.   Il popolo può andare avanti a trastullarsi sul giochino della telecamera,  il Gufo ahimè pensa che il problema è un insieme complesso di vicende  (soppressione dei semafori pedonali a chiamata,  una rotatoria che costa oltre mezzo milione di euro,  qualcuno che vuole gettare al vento inutilmente altri 170.000,00  tra spese per spostare il monumento ai Caduti dalla Piazza Vittorio Veneto alla piazzetta di Via Castellini  e  la creazione dell'ennesimo e inutile parcheggio nella zona dell'ex campo di tamburello di Tagliuno,   i  "lavori a spezzatino"  eseguiti in questi due anni senza una programmazione preliminare e senza prima avere previsto un  "piano del traffico",   che spesso hanno costretto gli amministratori a correre dietro a problemi inaspettati derivanti da questa mancanza di programmazione,  la farsa dei dossi prima messi sulla S.P. 91  e  poi tolti dalla Provincia dopo mesi di inutili proclami e di sterili polemiche tra sindaco e tecnici della Provincia)  che richiedere di procedere più lentamente,  con programmazione e con un  "piano completo del traffico e della viabilità"  e senza improvvisazione,   senza decisioni autoritarie e solitarie,   ma il Gufo ormai  "predica nel deserto"  perchè il popolo ha sentenziato che il problema è mettere una telecamera....   

POST SCRIPTUM  -  per puro caso,  per qualche centimetro,  dopo l'incidente estivo con feriti sono stati evitati altri  "investimenti di pedoni"  e  in molti casi il pedone,  pur sulle strisce pedonali,  deve aspettare che l'automobilista passa,  altrimenti quello tira giù il finestrino,  si incazza  e  magari vuole anche avere ragione....    il bello è che questi automobilisti,  quasi tutti non residenti a Castelli Calepio,  siccome hanno fretta di arrivare a casa pretendono semafori spenti,  nessun ostacolo sulla strada,  traffico scorrevole,  ma quando poi tornano al loro paesello e diventano  "pedoni che attraversano la strada",   sono loro i primi a incazzarsi e a stracciarsi le vesti se qualcuno di Castelli Calepio preme il pedale dell'acceleratore nei loro paeselli perchè ha fretta,  e chiedono ai loro sindaci di sanzionare gli indisciplinati,  di mettere semafori che rallentano il traffico  (nel loro paesello,  non a Castelli Calepio).   Funziona in questo modo,  il complesso mondo degli automobilisti,  dei pedoni  e  della viabilità....   ognuno guarda al proprio orticello,  e tutto il resto chi se ne frega,   ed è per questa incapacità di  "fare squadra", unita alla voglia di procedere in modo solitario e individuale con rotatorie a raffica nel loro singolo paesello  (adesso costruiscono la rotatoria di Villongo e poi arriviamo noi con la rotatoria di Castelli Calepio,  dopo che abbiamo già fatto ridere il mondo con le due mega rotatorie,  una a Tagliuno e una a Grumello del Monte,  posizionate a cento metri di distanza tra loro),  unita al ragionare per singolo paesello e per singola frazione,  e  unita alla totale incapacità di tutti i sindaci della zona della Valcalepio di pensare a trasporti alternativi  e  a soluzioni come il tele lavoro  e  di porre fine agli scempi edilizi continui del consumo illimitato di territorio per fare spazio a immobili che spesso restano vuoti e inutilizzati per anni,  che la zona della Valcalepio nel suo complesso,  già penalizzata geograficamente dal fatto che si susseguono sei paeselli sovraffollati uno attaccato all'altro con una densità altissima di popolazione per chilometro quadrato,   non sono niente altro che asfalto,  cemento,  parcheggi,  una marea di autovetture in movimento,  automobilisti sempre incazzati e urlanti,  pedoni spesso a rischio di essere investiti  e  il caos di chi da oltre 30 anni non riesce a fare pressione su Provincia e Regione per completare quel maledetto ultimo tratto della variante generale alla S.P. 91   

3 commenti:

  1. Continuare la battaglia Gufo o cambiare Valle ?
    Questo il dilemma.....

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  2. Gufo, ma in giunta non c'è un architetto? Cosa architetta l'architetto?

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  3. Milano, nasce il Grande parco Forlanini: a piedi o in bici dal centro fino all'Idroscalo.
    Per fortuna non tutti sono ottusi, anche a Milano cambiano linea rispetto agli anni passati, copiare a volte è la cosa migliore da fare.

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