Quando si discute, come in questi giorni, di computers in numero insufficiente in un'aula informatica di una scuola, la memoria del Gufo scivola indietro di un anno, a ricordare un episodio grottesco e di totale esibizionismo che è costato al paesello una piccola somma, magari proprio la somma mancante per risolvere alcuni piccoli problemi quotidiani. In piena "rivoluzione del traffico" a Tagliuno il sindaco fece mettere dei dossi sulla S.P. 91 vicino all'incrocio tra Piazza Vittorio Veneto e via Marconi (dossi peraltro inutili, visto che in quella zona esiste già "la strettoia" del negozio di biciclette della piazza che rallenta il traffico) con il solito sistema "sul territorio comunale il sindaco è sovrano quindi decido io", ignorando il parere negativo e contrario dei tecnici della Provincia di Bergamo che è proprietaria della strada. Infatti la Provincia con ripetute lettere di sollecito chiedeva la rimozione dei dossi, e in Consiglio Comunale anche i consiglieri di minoranza di "Castelli Calepio Cambia" avevano fatto presente che se la Provincia non aveva autorizzato preventivamente l'inserimento dei dossi sulla S.P. 91, prima o poi avrebbe ordinato la loro rimozione, quindi i consiglieri di minoranza consigliavano prudentemente di adeguarsi alla volontà della Provincia e procedere alla rimozione dei dossi. Fu tutto inutile: il sindaco spavaldamente dichiarava su "Araberara" che lui quei dossi non li avrebbe mai rimossi, e in Consiglio Comunale disse addirittura che nel caso la Provincia li avesse rimossi di autorità, avrebbe pagato lui la rimozione a sue spese. Qualche mese più tardi i dossi furono rimossi per volontà della Provincia, ma al Gufo non risulta che il sindaco abbia provveduto a pagare di tasca propria la rimozione: questa promessa, esattamente come quella "non aumenteremo mai le tasse, è una roba da comunisti" era destinata evidentemente a finire nel calderone delle parole in libertà e delle promesse a vanvera che ogni tanto i politici fanno convinti che prima o poi tutto finisce "a tarallucci e vino" e che la gente si dimentica di questi fatti (e misfatti).
In pratica, soldi inutilmente gettati al vento per mettere e rimuovere (a spese del Comune) dossi che non potevano essere messi e una inutile "prova di forza" contro la Provincia che, guarda caso, da quel momento invece che collaborare alla stesura e alla redazione del progetto della variantina comunale se ne è lavata le mani (come dicono spesso il sindaco e gli stessi consiglieri di "Farsa Italia" quando dichiarano che per il progetto e il tracciato hanno dovuto fare tutto loro visto che la Provincia non ha collaborato). E' una piccola somma, non si tratta certamente di una somma che da sola avrebbe cambiato il destino di Castelli Calepio, ma è uno spreco di soldi che avrebbero potuto essere spesi in modo molto più utile per risolvere i piccoli problemi quotidiani dei cittadini, e il sindaco ha potuto tranquillamente continuare nella sua lunghissima serie di annunci sui giornali e grandi proclami solamente perchè ha trovato - per sua fortuna - un'opposizione seria e responsabile che si è limitata alle critiche politiche e non ha approfittato dell'occasione per fare una segnalazione alla Corte dei Conti per verificare se l'eventuale spreco di denaro pubblico fosse da considerare tecnicamente come "danno erariale"; peraltro il Gufo consiglia caldamente alla maggioranza e al sindaco di non sfidare la buona sorte per la seconda volta con altre iniziative improvvise e imprudenti (oltretutto, con l'aggravante di dichiarazioni ancora più imprudenti rilasciate ai giornali locali e in Consiglio Comunale!!!), perchè l'opposizione che la prima volta si è comportata in modo serio e politicamente responsabile magari la prossima volta si sente presa in giro, si incazza e fa la segnalazione alla Corte dei Conti. Purtroppo quando scarseggiano le risorse per la gestione dell'ordinaria amministrazione, spesso questo accade perchè i politici si sono aumentati le proprie indennità da sindaco e da assessori a inizio legislatura oppure perchè hanno sprecato qualche piccola somma in vicende come questa dei dossi (ma in Consiglio Comunale, davanti ai giornalisti e al popolo è più comoda stracciarsi le vesti contro i tagli del Governo Monti oppure del Governo Renzi sperando di distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dalla propria gestione e trovare un colpevole "nazionale" a cui appioppare la colpa dei propri insuccessi) e magari il risparmio di piccole somme di denaro pubblico può iniziare proprio da questo, dal fare quello che è davvero "utile e necessario" e soprattutto dal "non fare" quello che si sapeva già in partenza che qualcuno, pochi mesi più tardi, avrebbe disfatto
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