martedì 4 ottobre 2016

SERATA PUBBLICA A CASTELLI CALEPIO SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 14 OTTOBRE 2016: LE DOMANDE DEL GUFO

Innanzitutto la notizia:  la serata di venerdì 14 ottobre alle ore 20:30 presso la sala civica di Calepio il  "comitato per il SI alla riforma costituzionale di Castelli Calepio"  (è stato costituito formalmente questo comitato,  il portavoce del comitato è il consigliere comunale capogruppo di  "Castelli Calepio Cambia"  Fabio Perletti)   organizza la prima serata pubblica informativa sul tema della riforma costituzionale,   la cui data definitiva del referendum è stata ormai decisa  e ufficializzata  (si voterà domenica 4 dicembre,  il referendum costituzionale non ha quorum e quindi il risultato è valido qualunque sia il numero dei votanti),   organizza il dibattito il giovane Enrico Previtali  -  che fa parte del comitato  -  e l'ospite politico sarà il parlamentare del Partito Democratico Giovanni Sanga.   Enrico Previtali ha chiesto di far pervenire  (sul suo numero di cellulare,  sulla sua pagina Facebook  oppure  con altri mezzi)  domande,  dubbi,  suggerimenti sui temi che saranno discussi la sera del 14 ottobre.   Il Gufo ne approfitta per porre tre domande e dubbi che ha  "raccolto per strada"  nelle prime discussioni che stanno nascendo tra gli elettori ancora indecisi  e  tra quelli che,  pur teoricamente favorevoli,   sono perplessi su uno o più argomenti della riforma costituzionale  

IL NUOVO SENATO NON CONTA NULLA,  ERA MEGLIO ABOLIRLO  il dubbio principale raccolto sul Senato è semplice:  si è scelta  "la via di mezzo".   Il nuovo Senato non sarà più eletto dai cittadini ma nominato dai partiti,   i suoi poteri e le sue funzioni saranno drasticamente ridotti,  avrà meno poltrone con 100 senatori anzichè gli attuali 315 senatori,   ma il carrozzone  (dipendenti pubblici,  strutture,  uffici  e  tutto il resto)  rimane in piedi,  con i suoi costi che si riducono ma di poco;   secondo l'obiezione di questi cittadini era meglio tenersi il  "vecchio Senato"  con i  "vecchi poteri"  oppure  "fare tabula rasa"  e abolire completamente il Senato,  tenendo un sistema a una sola Camera

UN DUBBIO DIFFUSO RIGUARDA L'IMMUNITA'  PARLAMENTARE  molti cittadini si chiedono:  per quale motivo un amministratore locale  (sindaco,  consigliere regionale)  dovrebbe accollarsi  "a stipendio zero"  (il senatore non percepirà uno stipendio proprio legato alla funzione da parlamentare,  ma continuerà esclusivamente a percepire l'indennità da sindaco oppure da consigliere regionale)  la responsabilità gravosa derivante dall'impegno di senatore,  che andrà a sommarsi alla responsabilità e agli impegni da amministratore locale??  il dubbio dei cittadini  (quelli che  "pensano male")  è semplice:  l'amministratore locale  "furbetto"  farà di tutto per diventare senatore in modo da garantirsi l'immunità parlamentare e un  "mini scudo"  per i suoi eventuali misfatti  (soprattutto eventuali denunce per le solite dichiarazioni politiche avventurose e offensive  "a rischio denuncia per diffamazione e calunnia")  compiuti nell'esercizio della sua funzione di amministratore locale.  Secondo i cittadini che hanno questo dubbio infatti i Consigli Regionali tenteranno di regalare la carica di senatore e la relativa immunità da parlamentari ai loro componenti più  "a rischio di processi",   e se veramente si andrà in questa direzione paventata dai cittadini  "che pensano male",   la qualità media dei componenti del nuovo Senato sarà ancora più bassa di quella  (non esaltante e non entusiasmante)  delll'attuale Senato  

IL NUOVO STATO CHE NASCE DALLA RIFORMA E'  CENTRALISTA  MA  MANTIENE IN VITA I 20 CARROZZONI REGIONALI  e  sottrae poteri alle Regioni:  alcune materie considerate  "strategiche"  (politiche delle grandi reti di trasporti,  distribuzione e produzione dell'energia elettrica,  turismo e beni culturali,  sicurezza sul lavoro,  protezione civile,  previdenza complementare)  tornano di competenza statale  e  questo fa incazzare a morte i federalisti.   Il Gufo in linea di principio non è contrario a uno Stato  "forte"  ma la logica conseguenza di questo  "nuovo accentramento di poteri"  avrebbe dovuto essere la drastica riduzione dei fatiscenti carrozzoni burocratici chiamati Regioni:   tolti questi poteri alle Regioni,   alcune piccole Regioni di fatto risultano inutili  e  dovevano essere abolite ed accorpate alle altre creando le famose  "macro regioni omogenee"  che proponeva il professor Miglio nel secolo scorso,  arrivando a una soluzione finale che prevedeva un massimo di 12 - 15 Regioni.     Come sempre,  purtroppo,  si è scelta  "la via di mezzo"  (si portano via poteri alle Regioni,   ma si mantengono in piedi tutti gli attuali 20 carrozzoni burocratici)    

Il Gufo ci aggiunge due dubbi personali,  uno derivante da un  "Senato a maggioranze continuamente variabili e ballerine"  (ogni volta che una grande Regione va alle elezioni la nuova maggioranza regionale provvede alla nomina di nuovi senatori e nel caso in cui in quella Regione cambia la maggioranza politica in conseguenza delle elezioni questo può determinare nuove maggioranze anche in Senato)  e  l'altro sulla competenza a ratificare e discutere trattati internazionali che,  se il Gufo ha capito bene,  sarà in carico del Senato:  in questo caso avremmo più poteri allo Stato centrale  e  al tempo stesso il potere importantissimo di discutere e ratificare trattati internazionali in mano a un Senato  "regionale".    I dubbi sono tanti e il Gufo ne ha proposti alcuni;   toccherà ai relatori di quella serata presentare con chiarezza i singoli punti della riforma in modo da chiarire questi e anche altri dubbi e aspetti non ancora ben analizzati della riforma,   ma il Gufo auspica caldamente che siano presenti in aula diversi cittadini ed elettori,   perchè un punto deve essere ben chiaro e non discutibile:  si vota su una riforma costituzionale,   per decidere se quella riforma può migliorare la situazione attuale oppure se è dannosa e fonte di nuovo caos politico,  e non  "per mandare a casa Renzi"  

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