L'annuncio della revoca dell'incarico che ricopriva all'interno degli uffici dell'Area Tecnica al funzionario indagato dalla Procura della Repubblica, annunciata oggi dall'Eco di Bergamo, è una notizia politica in quanto il provvedimento non è giustificato da motivazioni giudiziarie ma dalla necessità di ''tutelare il Comune anche senza attendere la conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica'', ed è indubbiamente una valutazione politica perchè il provvedimento è stato firmato dal sindaco dopo riunione con la Giunta che ha condiviso in modo collegiale questa decisione. Non è necessario scrivere papiri perchè era un provvedimento ampiamente prevedibile dopo che la notizia dell'indagine è stata pubblicata con grande clamore ed evidenza sui giornali locali a più ampia diffusione come l'Eco di Bergamo e ''Araberara'', ma due semplici inequivocabili considerazioni politiche emergono senza timore di smentita. Gli uffici dell'Area Tecnica saranno riorganizzati come proposto da Clementina Belotti dopo la sua riassunzione della delega al Personale nella relazione fatta protocollare al numero 8926 del 12 aprile 2017 e adottata con delibera di Giunta votata in data 12 aprile 2017 con voto unanime di tutti gli assessori che erano presenti a quella riunione, e se quella delibera della quale era stata votata anche l'immediata eseguibilità è rimasta non pubblicata su albo pretorio telematico e quindi ''lettera morta'' per almeno sei mesi il sindaco dovrà dare in aula di Consiglio Comunale spiegazioni politiche di questo fatto, magari per una volta sarebbe meglio se facesse atto di coraggio e di ''pubblica ammenda'' assumendo su di sè almeno la responsabilità politica per non essere rapidamente intervenuto già ad aprile nonostante la Giunta gli avesse dato lo strumento per farlo, visto che lui in qualità di delegato ai Lavori Pubblici e all'Urbanistica doveva procedere senza indugio alla riorganizzazione degli uffici come da deliberazione di Giunta da lui stesso votata insieme agli altri assessori. Peraltro il Gufo si spinge oltre e chiede a questo punto, in modo provocatorio ma anche assai inquietante, quali erano le reali ragioni tecniche, amministrative e politiche della incredibile fretta di impallinare Clementina Belotti con un'azione di rivalsa che a luglio sembrava urgentissima e non più rinviabile mentre in questi giorni è incredibilmente evaporata e si è praticamente liquefatta passando in secondo piano sotto l'incalzare rapidissimo di eventi non entusiasmanti. In secondo luogo emerge senza più alcun dubbio che alcune valutazioni politiche su singoli funzionari e alcuni provvedimenti in materia di riorganizzazione degli uffici dell'Area Tecnica che si sono rese necessarie in queste giornate sotto l'incalzare degli eventi erano già state fatte dall'ex sindaco Flavio Bizzoni nel suo mandato amministrativo dal 2009 al 2014, e anche in questo caso sarebbe buona cosa se qualcuno ammetterà in aula che quando i consiglieri del ''Patto per Castelli Calepio'' in questi tre anni parlavano di alcune situazioni a dir poco critiche nella gestione degli uffici le loro critiche non erano strampalate ma erano purtroppo fondate su elementi certi. Flavio Bizzoni e Clementina Belotti ne escono certamente bene avendo fatto in periodi diversi e soprattutto in tempi non sospetti delle valutazioni politiche che erano ''al passo con i tempi'', mentre quelli che in questi giorni hanno intenzione di continuare a menare il can per l'aia con inverosimili e poco credibili ''spiegazioni di fine stagione'' rilasciate a tempo abbondantemente scaduto farebbero meglio a considerare seriamente l'ipotesi, per non rischiare di incorrere in altri scivoloni politici ancora più drammatici di quelli del passato, di scegliere di prolungare il silenzio fino a fine legislatura e di trovare il modo più rapido e dignitoso per pianificare la propria uscita di scena e il proprio congedo, si spera definitivo, dalla politica attiva di Castelli Calepio
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