Ci risiamo: la sinistra miliardaria salottiera "ricade per l'ennesima volta nel vizio", si auto proclama depositaria unica della Virtù e della Verità, monopolista assoluta dell'intelligenza e della capacità di analisi politica, e "bacchetta" i vecchi pensionati inglesi "poco istruiti" (contadini, operai, pescatori dei paeselli più remoti del Regno Unito, ubriaconi da pub e tutto il resto di quelli che certa sinistra "salottiera" e miliardaria definisce con disprezzo "il popolo") che avrebbero votato in massa per la "Brexit" fregando il futuro alle giovani generazioni. Intanto in premessa il Gufo non avrebbe tutte le certezze assolute che hanno loro: come diceva un vecchio democristiano italiano, "nell'urna solo Dio ti vede, Stalin no", il voto è segreto, e le analisi dei sondaggisti che affermano con certezza che la maggioranza assoluta dei "vecchi" ha votato per la "Brexit" mentre la maggioranza assoluta dei "giovani" ha votato per rimanere nell'Unione Europea è solo una semplice (e inattendibile) analisi teorica; si tratta degli stessi sondaggi i quali, sbagliando previsioni per l'ennesima volta, nei giorni scorsi avevano detto che avrebbe vinto con il 52% circa dei voti favorevoli l'opzione di rimanere nel Regno Unito, e quindi il Gufo non si fida dei dati "stimati" di sondaggisti che hanno sbagliato clamorosamente e rumorosamente la previsione dei risultati reali dei referendum. Inoltre la distinzione tra "vecchi" e "giovani" è spesso fuorviante: il Gufo rigidissimo conservatore tecnologicamente decrepito e dalle idee antiche ha 45 anni, non è un "vecchio" dal punto di vista anagrafico e dell'età, ma è sicuramente "meno giovane" dal punto di vista del dinamismo e dell'apertura mentale del dirigente di azienda oppure di banca 60enne che continua a girare il mondo intero per tutto l'anno per ragioni di lavoro, di approfondimento culturale e di aggiornamento professionale.
Il problema vero è che i suddetti "tromboni della sinistra salottiera" non hanno capito e compreso due questioni fondamentali, che sono state alla base del risultato del referendum inglese. La prima questione è che il cittadino inglese (esattamente come il cittadino olandese) di qualsiasi età e provenienza sociale sono "CITTADINI DEL MONDO", eredi storici di Imperi commerciali e militari che hanno dominato per secoli i mercati mondiali, con capitali cosmopolite come Amsterdam e Londra che sono esempi di accoglienza, di integrazione tra cittadini di diverse provenienze geografiche e di diverse religioni, esempi di civiltà e di grande avanzamento nel campo dei diritti civili e delle libertà delle singole persone. L'Europa sta stretta, terribilmente stretta (soprattutto se "Europa" significa avere a che fare con classi politiche penose, culturalmente retrograde, corrotte e inefficienti come quelle di nazioni come Grecia e Italia, due nazioni che non rispettano mai le regole, espressione di popoli che sono abituati da anni a vivere sopra le proprie possibilità economiche e a "fare i furbi", due nazioni con bilanci statali indebitati vicini al collasso finanziario e alla bancarotta fraudolenta, due nazioni dominate da una burocrazia clientelare in cui dominano le parentele e le amicizie e non il concetto di meritocrazia), a inglesi e olandesi che dominano i mari e gli oceani, a due nazioni che commerciano con il mondo. Il Regno Unito "parla inglese, e fa politica estera e commercio internazionale in primis con quelli che a loro volta parlano inglese": i partner economici, storici, politici, culturali del Regno Unito si chiamano Stati Uniti, Canada, Australia, Repubblica Sudafricana, India e Pakistan; il Commenwealth presieduto dalla Regina inglese è un mercato potenziale e reale più grande e più forte dell'Unione Europea. La seconda questione è che la democrazia nelle nazioni "che parlano inglese" e nella piccola Olanda è un fatto serio, la classe politica è molto più seria dei politicanti cialtroni e dei demagoghi da strapazzo italiani e greci: i risultati elettorali delle elezioni politiche e dei referendum nelle nazioni "che parlano inglese" e nella piccola Olanda sono un fatto serio, il risultato elettorale va rispettato e non aggirato (magari gridando al "colpo di Stato comunista" come fa la destra italiana oppure dicendo "il popolo ha sbagliato a votare" come fa la sinistra italiana), i governi tecnici e simili menate truffaldine non esistono e non sono nemmeno prese in considerazione, quando un politico perde le elezioni in modo clamoroso come David Cameron prende atto pubblicamente della sconfitta, si dimette e va a casa in meno di 24 ore senza urlare allo scandalo e al complotto. Le cazzate del Silvio B. che quando perde le elezioni tira fuori la trita e ritrita scusa dei "brogli elettorali della sinistra" e del complotto dei giudici comunisti oppure dei "salottieri miliardari" della sinistra che quando perde le elezioni spara stupidaggini pazzesche sulla "destra razzista e becera" sono una specialità italiana della quale bisogna vergognarsi, perchè dimostra la pochezza culturale di una classe politica e di una classe dirigente che si dimostra troppe volte inaffidabile e cialtrona.
Questi tromboni di casa nostra dovrebbero rispettare il verdetto del referendum e semmai battersi e auspicare un ricambio della mentalità da cialtroni che ha rovinato la politica e la nazione italiana; dovrebbe incitare i politici italiani "a entrare in Europa" avvicinandosi alla mentalità delle nazioni più evolute e serie (Germania e Regno Unito) e togliendo di mezzo giochini di Palazzo, squallidi trasformismi politici, tentativi truffaldini di aggirare i risultati elettorali accampando cavilli e formalismi. E' totalmente irresponsabile, in una nazione civile, soffiare sul fuoco dei presunti e reali "conflitti generazionali" mettendo giovani generazioni contro vecchie generazioni: il Gufo può farlo nei suoi post di analisi, ma il politico e il dirigente pubblico hanno l'obbligo di mediare e di trovare soluzioni equilibrate che tengono conto e soddisfano buona parte delle richieste di entrambe le generazioni di cittadini. In una democrazia vera il popolo è sovrano e le questioni decisive per la sovranità nazionale devono essere affidate agli elettori, le promesse elettorali (tra le quali quella di celebrare il referendum) sono serie e devono essere mantenute, la parola data da un politico è sacra e non è una barzelletta, e quando si perdono rovinosamente le elezioni si va a casa: sarebbe questa la vera e unica lezione che i politici italiani e gli scribacchini di regime devono imparare nel più breve tempo possibile, invece di "fare orecchie da mercante" e di pretendere in modo assurdo di dare lezioni di democrazia (da un pulpito marcio e squalificato come quello italiano) a una nazione civilissima come il Regno Unito dalla quale l'Italia può solamente ricevere lezioni di democrazia liberale e di buon governo
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