Il referendum del Regno Unito si è concluso con un risultato straordinario e storico, le conseguenze sono potenzialmente clamorose: DA QUESTA SERA COSA ACCADRA'? La straordinaria idea e la meravigliosa intuizione di un mercato comune europeo, di una moneta unica, della libera circolazione delle persone e dei capitali, della libertà nel commercio e nei viaggi (per ragioni di studio, di lavoro oppure turistiche) è definitivamente "morta e sepolta"? Il Gufo non è drastico, non chiude "la porta del sogno", non è pessimista. Probabilmente (ma non ne sentiremo la mancanza, visti i danni epocali che hanno prodotto con i loro gravissimi errori politici) è conclusa la carriera politica dei "padri della Patria" democristiani e socialisti in politica da oltre 30 anni: i vari Juncker, Barroso, Van Rompuy, Martin Schultz, Wolfgang Schauble, Romano Prodi oppure Mario Monti, i "falchi" e le cornacchie varie, con la loro rigidità e la loro completa incapacità di ascoltare i disagi dei cittadini e delle singole nazioni, non hanno prestato ascolto alle disperate richieste di aiuto che provenivano dai governi nazionali, e anzi (ne è la prova più evidente e clamorosa quella del crollo del Governo Berlusconi nel novembre 2011, e quella delle continue sostituzioni di governi in Grecia prima dell'avvento del demagogo di sinistra Alexis Tsipras) hanno spesso manovrato in modo ambiguo con trattative "sotto banco" di Palazzo per favorire cambi di governi passando dai governi scaturiti da libere elezioni a misteriosi "governi tecnici" presieduti da burocrati statali e da banchieri. Il Nigel Farage "fascista" che fu spernacchiato e preso in giro dai mass media e dai "salotti buoni" della Grande Finanza e delle burocrazie europee per il suo discorso al Parlamento Europeo nel 2011 nel quale accusava l'ex commissario europeo Van Rompuy (in quel momento in carica alla guida della Commissione Europea) è lo stesso Nigel Farage che cinque anni più tardi, con il decisivo appoggio dell'ex sindaco conservatore di Londra Boris Johnson, ha assunto la leadership del movimento di opinione che ha convinto la maggioranza degli elettori inglesi a votare per l'uscita formale del Regno Unito dalla Commissione Europea.
PER "FARE DAVVERO L'EUROPA DEI POPOLI E DEI CITTADINI" SI DEVONO QUINDI LIQUIDARE LE DUE GRANDI FAMIGLIE POLITICHE EUROPEE (PARTITO SOCIALISTA EUROPEO E POPOLARI EUROPEI): il Gufo suggerisce caldamente di prendere atto delle conseguenze politiche molto gravi del voto nel Regno Unito (con il medesimo senso di responsabilità nazionale che ha indotto David Cameron a rassegnare le dimissioni da premier) e sciogliere l'attuale Parlamento Europeo, che di fatto non rappresenta più la situazione reale dell'Europa perchè di fatto uno dei gruppi più numerosi (quello formato dagli eurodeputati inglesi) sarà chiamato a discutere e ad approvare leggi e provvedimenti che non interessano più nulla alla loro nazione, e magari alla fine i voti di quei deputati che non rappresentano più nulla potrebbero risultare decisivi per l'approvazione di alcuni provvedimenti. Si deve andare, secondo l'opinione del Gufo, a elezioni europee anticipate: e quella campagna elettorale, alla luce del referendum del Regno Unito, sarà finalmente l'occasione per tutti di "mettere le carte sul tavolo" e di presentarsi ai propri elettori dicendo quali intenzioni hanno nei confronti dell'Unione Europea. Potrebbe essere questo il vero "referendum popolare" che i cittadini aspettano con ansia: quello di mandare nel Parlamento Europeo (con i loro voti) i partiti e i movimenti "nuovi" in modo da costringerli a passare dalla demagogia di slogan di pura protesta alla prova dei fatti reali e del governo dell'Unione Europea. Se avessero intelligenza politica e lungimiranza, tutti i personaggi citati dal Gufo in questo post potrebbero capire che questo è il momento buono (per loro) di uscire di scena in modo decoroso e "in silenzio" per fare spazio al rinnovamento e a una nuova classe politica europea legittimata dal voto popolare; ma siccome quasi certamente non avranno lungimiranza e come tutti i vecchi democristiani resteranno inchiavardati fino all'ultimo sulle proprie poltrone ben retribuite (e in tal modo saranno sempre più distanti dalla realtà e sempre più a rischio di commettere nuovi devastanti errori pieni di conseguenze politiche molto gravi) e allora toccherà ai singoli governanti nazionali, se non vogliono rischiare di essere a loro volta travolti - come è accaduto a David Cameron - dal crollo del consenso popolare, procedere alla loro rottamazione e al loro pensionamento: potrebbe iniziare Matteo Renzi, in Italia, a dire ai vari Romano Prodi, Massimo D'Alema e Mario Monti "mi dispiace per voi, ma la vostra storia politica è finita ed è meglio che vi ritirate, perchè fino a quando io sarò il premier e il segretario del Partito Democratico non prenderò mai più nella minima considerazione il vostro nominativo per candidature e nomine a cariche pubbliche di qualsiasi natura e di qualsiasi livello politico e amministrativo"
Rottamare spesso vuol dire "gettare il bambino insieme all'acqua sporca"
RispondiEliminaNon è l'idea o la singola persona che vanno rottamate se giuste e buone ( qualsiasi idea, qualsiasi persona ) ma le persone che quell'idea l'hanno tradita.
Ci fosse oggi Sandro Pertini non lo rottamerei...oggi parlando di Comunità Europea rottamerei Romano Prodi e Gianni Pittella, giusto per restare in tema di democristiani e socialisti
Per il bene della nazione Italia Gianni Pittella dovrebbe essere "rottamato" immediatamente. Nel settembre 2015 Pittella (in quel momento presidente del gruppo dei socialisti europei al Parlamento Europeo) ha commesso l'incredibile errore politico di chiedere la sospensione dal gruppo socialista del premier slovacco Robert Fico, colpevole di aver detto lo slogan "alla Bossi" "la Slovacchia è per gli slovacchi e non per le minoranze". Guarda caso nel semestre più importante della storia europea, il prossimo (quello che avrà inizio il primo luglio 2016), quello che dovrà gestire la situazione che si è creata dopo il referendum inglese, la presidenza di turno dell'Unione spetta alla Slovacchia (per il meccanismo della rotazione il cui calendario è già noto a tutti fin dall'inizio di ogni legislatura europea e che dovrebbe conoscere anche Gianni Pittella) e al suo premier Robert Fico. Dobbiamo solo sperare che il premier slovacco non si sia "legata al dito" l'imprudente richiesta del nostro europarlamentare Pittella e che non faccia pagare all'Italia, lasciandola fuori dalle riunioni decisive, questo clamoroso errore di valutazione politico
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