domenica 3 luglio 2016

LA STRAGE DEL BANGLADESH (E L'APERTURA DEL SANTO GIUBILEO IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA) FIGLIE DEL DRAMMA DEGLI "STATI FALLITI"

Il Gufo prende come spunto per il suo post due episodi che sono lontanissimi e opposti tra di loro,  ma che sono figli dello stesso problema:  la decisione di Papa Francesco di aprire le celebrazioni dell'anno del Santo Giubileo straordinario della Misericordia aprendo la porta della Cattedrale di Bangui  (capitale della Repubblica Centroafricana)  e  la strage al ristorante della capitale del Bangladesh Dacca nella quale sono stati uccisi nove italiani.   Le due nazioni teatro dei due episodi di cronaca hanno una caratteristica in comune tra loro:  fanno parte della famigerata lista delle  "NAZIONI FALLITE".    Noi semplici cittadini confondiamo spesso il termine  "fallimento"  come una situazione di mero dissesto economico e di collasso finanziario di un'azienda,  di una banca,  perfino di una nazione;   in realtà una  "nazione fallita"  è una vera e propria bomba a orologeria sociale pronta a esplodere e a essere fonte di guerra e di stragi.    La  "nazione fallita"  è una nazione al collasso totale:  l'autorità statale ha perso il controllo del suo territorio,  in mano a bande di ribelli oppure a situazioni di guerra civile;  la situazione di mancanza di libertà e di diritti civili è disastrosa ed è degenerata in dittatura feroce e spietata;   la situazione economica,  sociale  e  militare è allo sfascio completo al punto che lo Stato non è in grado di garantire i servizi essenziali ai cittadini nemmeno a un livello medio basso.   

Repubblica Centroafricana,  Bangladesh  e  almeno altre 20 nazioni sono nella famigerata lista di  "nazioni fallite"  che versano in una situazione di dittatura e di totale collasso economico,  sociale,  finanziario,  sanitario  e  di sicurezza militare interna.   All'interno delle nazioni allo sfascio  (non a caso recentemente un altro attentato sanguinario si è verificato in Somalia,  dove è stato sventrato un hotel da una bomba,  con numerose vittime,  e anche la Somalia da diversi anni è nella famigerata lista delle  "nazioni fallite",   e non a caso dopo gli attentati del 11 settembre 2001 diversi terroristi si rifugiarono in un'altra  "nazione fallita",  l'Afghanistan)  si creano ovviamente le condizioni ideali per il dilagare di estremismo,  fanatismo religioso,  terrorismo,   guerra civile,  ideologie violente,  dittature spietate.   Il reale problema di politica internazionale,  il più grave di tutti  -  ma quello più sottovalutato di tutti  -  è quello di riportare ordine nelle  "nazioni fallite".    Sono quei famosi interventi di  "ingerenza umanitaria"  che in passato sono stati sollecitati non solo dalle Nazioni Unite,  ma anche da diversi Pontefici,   che sono stati messi  (in modo criminale e politicamente irresponsabile)  all'ultimo posto delle agende politiche dell'Unione Europea e della Nazioni Unite,  ormai dominate da temi di natura economica e finanziaria,   ma irresponsabilmente carenti su questioni di sicurezza internazionale.    La lista delle 20  "nazioni fallite"  (si tratta solo della lista dei casi peggiori,  visto che esiste una seconda lista di almeno 30 - 40 nazioni che pur non essendo ancora considerate tecnicamente  "fallite",   versano in condizioni di degrado tali da essere a rischio imminente e grave di entrare a far parte delle  "nazioni fallite")   è nota a tutti i governi da diversi anni,  e le nazioni che sono inserite in questa lista purtroppo sono sempre le stesse da almeno dieci anni:   perchè non si prende in mano la situazione inviando forze militari di sicurezza in quelle nazioni in modo da ripristinare le condizioni minime di ordine e per quale ragione non si sospendono immediatamente forniture di armi e di denaro a governi che non sono in grado di controllare nulla?   Il Gufo non ha la soluzione su un tema molto complesso e molto più grande di lui,  ha semplicemente posto in essere una riflessione  (che trae origine dal tragico attentato del Bangladesh in cui sono morti diversi nostri connazionali)  che è diversa dalle solite analisi sul terrorismo internazionale,  ma che serve a ricordare che il terrorismo non potrebbe mai dilagare se non potesse disporre di un territorio statale  "fuori controllo"   e  totalmente fuori legge dove in assenza dell'ordine imposto da un'autorità statale il vuoto di potere viene colmato da organizzazioni terroriste e da bande armate di criminali        

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