domenica 3 luglio 2016

"BISOGNA MANDARE A CASA RENZI" MA SAREBBE MEGLIO EVITARE DI MANDARE IN ROVINA LA NAZIONE SOLO PER CACCIARE VIA RENZI DAL GOVERNO

"BISOGNA MANDARE A CASA RENZI":  questo è diventato ormai  "il Verbo"  del M5S e della Lega Nord,  di Fratelli d'Italia e della destra  "dura e pura",  di alcuni esponenti di Forza Italia  (altri esponenti di Forza Italia,  con in prima linea il pragmatico presidente della Fininvest Fedele Confalonieri,  che deve gestire un'azienda e quindi ha l'obbligo di essere pratico e concreto nei suoi ragionamenti senza cedere alla facile demagogia disfattista),  dello scribacchino Alessandro Sallusti del grande giornalista Giampaolo Pansa  (al quale Renzi sta sulle palle in modo evidentissimo),  della sinistra estremista infantile che ha nostalgie da Unione Sovietica,  della Camusso e della parte più retrograda della C.G.I.L.,   delle vecchie cariatidi del Partito Democratico  (in prima linea l'ex  comunista Massimo D'Alema il quale dopo aver vissuto per oltre 30 anni di stipendi pubblici e di poltrone politiche non si rassegna ancora a dire la frase più seria e sensata,  "ho già dato quello che potevo dare e mi ritiro a vita privata",   ma continua a tramare contro il giovane rampante che ha osato sfidarlo e rottamarlo);   il paradosso è che più si arricchisce di personaggi e di soggetti questo fatiscente  "Esercito della salvezza nazionale"   più il Gufo diffida di queste ammucchiate da quattro soldi e simpatizza per il Renzi assediato che ricorda al Gufo i tempi in cui il Silvio B.  assediato dal mondo intero alla fine vinceva le elezioni non perchè la gente stravedeva per lui,  ma perchè i cittadini ne avevano le tasche piene di ascoltare la fesseria che Silvio B.  prima  (e Matteo Renzi adesso)  è la fonte e l'origine di tutti i mali della nazione.    In Italia,  alle elezioni politiche,  spesso l'elettore a sorpresa simpatizza contro quello che si è tirato addosso le critiche del mondo intero e lo elegge,  giusto per far  "rosicare"  i gufi  (e magari anche il Gufo).

Il Gufo ha notato che il livello di irresponsabilità politica dei più estremisti tra quelli che  "vogliamo mandare a casa Renzi"  è arrivato a un passo dal trascinare la nazione allo sfascio e alla paralisi.   Il Gufo elenca due vicende inquietanti,  sulle quali se il popolo non inizia seriamente a ragionare prima di esprimere il proprio voto ai prossimi referendum potremmo avere la soddisfazione di  "mandare a casa Renzi",  ma a fronte di questa soddisfazione si manderanno allo sfascio le finanze pubbliche aprendo la strada al ritorno di un  "governo Monti bis di emergenza nazionale"  (con stangate fiscali annesse e connesse)

PRIMA VICENDA  "VOTIAMO NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE PER MANDARE A CASA IL GOVERNO RENZI E ANDARE A NUOVE ELEZIONI"  -  è una truffa politica e lo sanno per primi,  mentendo e sapendo di mentire,  quelli che dicono  "NO"  al referendum costituzionale senza entrare nel merito della riforma e senza avere altri argomenti politici:  il governo non è obbligato a dimettersi in caso di sconfitta al referendum della scelta  "SI"  alle riforme,  e se sceglierà di non dimettersi magari farà una figuraccia politica,  ma nessuno potrà obbligare Renzi alle dimissioni perchè un governo resta in carica fino a quando gode della fiducia della maggioranza dei parlamentari delle due Camere.   L'unica conseguenza tecnica e politica della vittoria del  "NO"  al referendum è che la riforma costituzionale è bocciata definitivamente dal voto popolare e quindi rimane esattamente tutto come adesso:  resta in vigore bicameralismo perfetto  (con le leggi che devono essere approvate in doppia lettura da Camera e Senato),   restano in carica tutti gli attuali 315 senatori più i senatori a vita,  resta in vita il carrozzone C.N.E.L.  con tutti i suoi dirigenti e i suoi mega stipendi,  la legislatura non finisce  (anche in caso di dimissioni di Renzi,  il Presidente della Repubblica non è obbligato a sciogliere le Camere ma deve aprire formali consultazioni per verificare se un altro presidente incaricato è in grado di nominare un nuovo governo e ottenere la fiducia di Camera e Senato),   non esiste più il tempo materiale in questa legislatura  (che scade tra solo un anno e mezzo,  nel marzo 2018)  di produrre riforme costituzionali ed elettorali più sane e condivise,  e  infine abbiamo la certezza della paralisi e dell'instabilità politica nel 2018,  in quanto restano in vigore due Camere con due leggi elettorali diverse  (il famigerato  "Italicum"  per la Camera dei Deputati,  sul quale peraltro pende la spada di Damocle di diversi ricorsi per incostituzionalità alla Corte Costituzionale,   e il sistema proporzionale puro al Senato dopo che la Corte Costituzionale aveva bocciato in parte la vecchia legge elettorale)  che produrranno alle prossime elezioni due diverse maggioranze nelle due diverse Camere obbligando i partiti alla scelta tra il famigerato  "governo tecnico di unità nazionale"  oppure il rifacimento di nuove elezioni  (con il rischio di produrre in Italia la medesima situazione politica che si sta verificando in Spagna)      

SECONDA VICENDA  la segretaria della C.G.I.L.  Susanna Camusso annuncia trionfalmente di aver raccolto tre milioni di firme per tre referendum abrogativi che se non saranno bocciati dalla Corte di Cassazione  (che controlla la regolarità della raccolta di firme)  oppure dalla Corte Costituzionale  (che decide se il referendum abrogativo è tecnicamente ammissibile)  dovranno essere votati dagli elettori italiani nel 2017:  il sindacato  "rosso"  vuole abolire la riforma dell'articolo 18,  vuole abolire i voucher lavoro accessorio e vuole ripristinare la responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore attenuata dalla riforma Poletti del  "Jobs Act".    Sarebbe una grave sciagura per il popolo,  soprattutto l'eliminazione dei voucher lavoro che porterebbe alla conseguenza più logica:  quei lavoratori  "occasionali"  non sarebbero MAI assunti a tempo indeterminato dopo l'eliminazione del voucher,  ma sarebbero costretti a lavorare  "in nero"  oppure aprendo partita I.V.A.  come contribuenti forfettari  (e questo non è altro che un  "lavoro nero legalizzato":   una partita I.V.A.  di un nulla tenente in grave difficoltà economica e senza proprietà di beni immobili,  spesso cittadino straniero,  non è in grado di pagare tasse e contributi e non le paga,  perchè Equitalia non può fare nulla contro chi è  "nulla tenente").    Si passerebbe dalla  "foglia di fico"  del voucher,  che però prevede un minimo di copertura assicurativa I.N.A.I.L.  e  un minimo di versamenti I.N.P.S.,   al  "lavoro nero"  totale oppure alla occupazione sotto forma  (truffaldina)  di  "dipendente nulla tenente mascherato da partita I.V.A.  con regime agevolato"   a cui è concesso,  di fatto,  il  "via libera"  per non pagare tasse e contributi:   questo la Camusso e la sinistra sovietica lo sanno benissimo,  ma di fronte alla goduria politica di  "dare la spallata a Renzi"  non interessa niente a loro  di mandare in malora la nazione e produrre altre tensioni sociali pesantissime dopo la famigerata riforma delle pensioni Fornero

Il quadro è completato dalla grottesca vicenda di  "Roma capitale"  nella quale gli incompetenti arrivisti del M5S,  che dopo il primo turno delle elezioni comunali  (concluso in nettissimo vantaggio sul candidato del Partito Democratico Giachetti)  sapevano benissimo che sarebbero stati chiamati a governare la città,  in un mese di tempo sprecato in risse interne,  litigate e polemiche inutili e improduttive non hanno ancora nominato lo straccio di una Giunta,  unica città tra tutte quelle chiamate alle elezioni amministrative 2016 a essere ancora inadempiente a questo compito fondamentale senza il quale non si può nemmeno iniziare a governare;   il popolo romano è costretto ad assistere al triste spettacolo della neo sindaca Virginia Raggi in balìa delle beghe interne tra i vari Di Battista,  Di Maio,  Taverna,  Lombardi,  Davide Casaleggio  (con il Grande Guru Beppe Grillo che è intervenuto  "dall'alto"  con una telefonata per imporre alla Raggi che un ex esponente della Giunta Alemanno non doveva essere nominato)  i quali esattamente come gli ex democristiani della Prima Repubblica premono e pressano per piazzare in Giunta qualche amico,  parente,  simpatizzante,  "uomo di fiducia".   Il Gufo non stravede per Matteo Renzi e per le sue fanfaronate e proclami troppo spesso  "da spaccone",  ma stravede ancora meno  (anzi,  è preoccupato)  per l'inquietante spettacolo degli sfasciacarrozze irresponsabili che pur di mandare a casa Renzi sono disposti a qualsiasi cosa,  ad esempio a raccontare fanfaronate sul referendum costituzionale oppure a raccogliere firme per far votare i referendum più assurdi e retrogradi  (come quelli della C.G.I.L.)  oppure a far eleggere nella Capitale d'Italia persone talmente improvvisate che in due settimane non hanno ancora tirato insieme una Giunta di 15 - 20 persone da scegliere su un bacino potenziale di tre milioni di romani 

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