venerdì 9 settembre 2016

IL GRANDE ANNUNCIO "REALIZZEREMO IL NUOVO BOCCIODROMO DA 1.800 METRI QUADRATI CON SALA POLIVALENTE" E IL GUFO RICORDA QUELLA FRASE ANTICA "NON ESISTONO I DEBITI, SI CHIAMANO INVESTIMENTI PUBBLICI E RILANCIANO L'ECONOMIA"

Da quando Clementina si è auto impallinata dal Bilancio,  il paesello è ricco e piovono soldi a volontà;   sono ormai lontani e dimenticati i momenti sciagurati della  "serata delle tasse"  e  dei due milioni di euro di disavanzo tecnico straordinario derivante dal riaccertamento dei residui di bilancio.   L'Imperatore chiama  e  "Araberara"  scrive:   tutto è pronto per il nuovo bocciodromo da 1.800 metri,  sarà costruito  (insieme a una sala polivalente che sarà utilizzata per le sedute dei Consigli Comunali  e  per riunioni pubbliche)  in un terreno limitrofo rispetto al nuovo centro anziani di Tagliuno di Villa Colleoni,   il costo presunto dell'opera ammonta a circa un milione e mezzo di euro;   500.000,00  euro arriveranno dalla piena attuazione  (con qualche anno di ritardo)  della convenzione firmata dalla ex Giunta del  "Patto per Castelli Calepio"  con la Parrocchia di Tagliuno,   il resto dovrà essere recuperato non si sa bene in quale modo,  ma è inutile chiedere al sindaco  "dove vai a prendere i soldi",   lui ha già detto che i soldi per il nuovo bocciodromo e per l'ampliamento della scuola di Cividino ci sono senza problemi,  quindi  AMEN,   al popolo e ai consiglieri di opposizione non resta altro da fare che aspettare  e  passare alla cassa.  

Dunque ci siamo:  si faranno la variantina alla S.P. 91  (sette milioni di euro),  l'ampliamento della scuola di Cividino  (oltre due milioni di euro)  e  il nuovo bocciodromo,  si ristrutturerà il cinema di Tagliuno  (un altro milione di euro da trovare),  in totale si devono trovare circa undici milioni di euro.   Nessun problema secondo il sindaco:  i soldi ci sono,  e qui il Gufo deve riesumare e rendere pubblica ai lettori del blog una conversazione privata nei tempi in cui lui era  "il braccio destro"  dell'Imperatore.    "NON SI CHIAMANO DEBITI,  SI CHIAMANO INVESTIMENTI PUBBLICI"  diceva l'Imperatore,  e citava Nerone,  Cesare Augusto  e  anche Giulio Cesare:  i grandi che hanno fatto la storia e la leggenda di Roma costruivano strade,  realizzavano opere pubbliche straordinarie,  bonificavano aree paludose,  e nel caso di Nerone  (calunniato e accusato spesso ingiustamente di ogni nefandezza dagli storici,  dall'alta borghesia e dai palazzinari romani ma amatissimo dal popolo delle periferie)  addirittura è riuscito in pochi anni a ricostruire la città dopo un incendio devastante,  utilizzando pietre ignifughe e tecniche di architettura innovative.    Il Gufo a sorpresa approvava questo discorso!!!   "Un sindaco non deve perdere tempo a rompere le palle ai dipendenti,   a litigare con assessori e consiglieri;   dipendenti comunali,  funzionari,  assessori e consiglieri sanno quello che devono fare senza bisogno del suggeritore.   Un sindaco deve reperire le risorse,  deve andare in giro nei Palazzi della Politica a cercare i finanziamenti,  non deve avere paura di indebitarsi perchè i popoli hanno sempre fatto i debiti e li hanno sempre pagati,   un sindaco deve  'pensare in grande',   deve progettare opere importanti,  deve parlare al popolo con il linguaggio dell'ottimismo  e  non deve fare il comunista"  (si riferiva a Flavio e alla sua gestione molto prudente del bilancio)  e  poi la conclusione finale all'insegna dell'ottimismo era  "la folla è femmina,  devi saper governare la folla  e  il popolo seguirà il suo pesce pilota".    Non potete immaginare le idee strampalate che il Gufo aveva nella sua mente,  il Gufo era  "fertile"  nella sua fantasia di scrittore in quel momento silenzioso,   e immaginava addirittura scenari più ambiziosi di quelli di Benini,  il Gufo voleva realizzare anche il piccolo  "polmone verde"  pieno di alberi e di fiori,   voleva costituire un piccolo centro di ascolto per le persone che soffrono di depressione,   e non voleva limitarsi semplicemente alle opere nude e crude,   ma le voleva abbellire con grandi capolavori dell'arte locale,   e poi alla fine  (come  "colpo di scena di fine legislatura")  fare contenta anche la Lega Nord creando un piccolo spazio dedicato alle tradizioni antiche della Lombardia e realizzando diverse serate storiche  (con approfondimenti  e  citazioni di documenti inediti)  dedicate alle figure più controverse come quella di Nerone,  di Mussolini,  dell'analisi della teoria delle  "piccole patrie"  di Massimo Fini  e  con progetti di sensibilizzazione sul tema della depressione.    Il Gufo,  a differenza di Benini,  una parte dei suoi progetti  (quelli dedicati alle figure storiche e alla sensibilizzazione sui temi della depressione)  è riuscito a realizzarli con uno strumento arcaico e tecnologicamente decrepito come questo blog,  quindi se esiste la volontà e se sei assistito dalla fortuna,   teoricamente nulla esclude che si possano realizzare anche i progetti più impensabili,  più ambiziosi,  quelli da megalomani che solo gli uomini di destra  (quella arcaica e antica)  possono concepire:  in teoria la clamorosa vicenda umana del Gufo che è guarito in modo inaspettato e miracoloso dalla depressione e in soli tre anni ha girato l'Europa in pullman dimostra che nulla è impossibile,  tutto è nelle nostre mani,  il destino possiamo costruirlo anche noi stessi,  anche con mezzi sorprendenti,  imprevedibili,  grazie a una fantasia potenzialmente illimitata e a pensieri liberi che volano nell'immenso cielo come uccelli in migrazione verso i sicuri rifugi della stagione invernale....                      

Il Gufo è pronto a scommettere che i lettori proveranno inquietudine a leggere queste righe,  ma chi se ne frega,  il Gufo non deve dire quello che piace al popolo,  il Gufo non deve andare a caccia di consensi,  ma deve esporre e formalizzare idee e teorie apparentemente stravaganti,  ma che contengono un fondamento di realtà  e  che spiegano gli avvenimenti molto meglio delle solite frasi da salottieri  "politically correct".   Questa è la grande scommessa politica dell'Imperatore locale:  non importa quanti soldi ci vogliono e gli interessa meno di zero degli equilibri di bilancio,  del patto di stabilità,  delle menate e dei tecnicismi da ragionieri statali;   la teoria è quella antica e liberista che può essere sintetizzata nella formula  "il debito non esiste,  è investimento pubblico in opere,  l'investimento mette in azione gli  'uomini del fare'  e  fa girare l'economia,   la ripresa economica genera risorse che estinguono il debito  e  fanno nascere nuovi investimenti".    Il Gufo si rende conto che questo post è  "impopolare"  e  strano,   ma questo era  (qualche anno fa,  probabilmente anche oggi)  il pensiero politico del nostro sindaco fanfarone e farfallone,  grande annunciatore e spesso traditore di promesse,  arrogante e a volte strafottente,  generoso ma pasticcione e a volte inconcludente,  continuamente sulla brace delle polemiche a causa di incredibili strafalcioni lessicali e di scivoloni imbarazzanti e al tempo stesso  capace di organizzare nel paesello più sfigato della bergamasca un evento sportivo straordinario come la famosa gara di motocross.    Nei prossimi due anni pioveranno gli annunci clamorosi e sensazionali,  i progetti di grandi opere,   e al Gufo non resterà altro che compiere il suo dovere da  "cronista cireneo dell'informazione locale",  descrivere con precisione fatti e misfatti,   e  scrivere sul blog tutti i colpi di scena che si verificheranno già nei prossimi giorni,  visto che da una prima ricostruzione pare che alcuni esponenti della maggioranza  (come al solito)  non sapevano niente delle novità sulla questione del nuovo bocciodromo e anzichè apprendere il fatto dal blog del Gufo oppure dal tradizionale e antico strumento del "piccione viaggiatore"  ne sono venuti a conoscenza,  come spesso accade in questa legislatura,  dal numero del venerdì del bisettimanale  "Araberara"  

NOTA FINALE DEL POST  -  per chi se ne fosse dimenticato,  nella sua prima campagna elettorale a Castelli Calepio  (quella del 2009 in cui fu sconfitto da Flavio Bizzoni)  lo slogan di Benini era  "grandi uomini per grandi decisioni";   per lui questi annunci a sorpresa,  gli slogan clamorosi  e  i grandi proclami,  proprio come la storia della festa dei bolliti di fine estate e della incredibile gara di motocross,   sono ordinaria amministrazione.    La sfida informativa del Gufo è quella di riuscire,  nei prossimi mesi,  a capire e a descrivere gli eventi che precipitano verso la crisi finale,  partendo dalla personalità e dal carattere dell'uomo solo al comando e illustrando ai lettori le reali motivazioni che stanno facendo precipitare velocemente gli eventi verso una svolta politica che in questo momento è assolutamente imprevedibile anche per un informatore attento e per un cronista pignolo come il vecchio Gufo  

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