La vicenda della "lotta del bollito e dell'amatriciana" ha fatto "bollire" molti scrittori, commentatori improvvisati e scribacchini: sulla stampa locale (e sui social network) è stato il trionfo degli strafalcioni e delle parole in libertà. Ha esordito l'Eco di Bergamo con il primo strafalcione, quando ha scritto che Fiorenzo Falconi era un assessore: in realtà Fiorenzo, anche se meriterebbe più di altri la nomina ad assessore, è un semplice consigliere comunale (non è la prima volta che l'Eco si confonde con i nomi degli assessori di Castelli Calepio, quando Clementina Belotti si era dimessa aveva detto che sarebbe stata sostituita da Monica Novali che invece è la segretaria di sezione della Lega e non ha la carica di assessore). "Via con il liscio" anche su Bergamo News con Clementina Belotti "consigliere comunale in quota Lega Nord": nella cronaca politica, "in quota" di un partito significa essere nominati in rappresentanza di quel partito, ad esempio in una Giunta esistono assessori "in quota" di un partito e in un c.d.a. di un'azienda municipalizzata possono essere nominati amministratori "in quota" di un partito; i consiglieri comunali sono eletti con le preferenze dei cittadini, non sono nominati da nessuno e quindi sono tesserati di un partito, non "in quota" al partito. Sempre su Bergamo News il sindaco parla di "tradizione a chilometro zero": sicuramente la pasta all'amatriciana fa parte della tradizione di Amatrice, ma al Gufo non risulta che il bollito faccia parte della tradizione (a chilometro zero) di Castelli Calepio, oppure che il bollito sia il piatto tipico di Castelli Calepio. La telefonata di Falconi sembra che abbia scatenato l'inferno: in realtà nessuno sapeva nulla di questa vicenda prima della pubblicazione dell'articolo sull'Eco di Bergamo, e poi lo sfortunato Fiorenzo ha solamente detto "ambasciatore non porta pena" che non è certamente una frase incendiaria tale da scatenare un inferno di polemiche.
Sui social network grazie a Angelo Morotti e ai "comunisti" è stato ricostruito qui negli Stati Uniti di Castelli Calepio il Muro di Berlino: in questa vicenda si è riesumata la mitica "disinformazione della sinistra" con riferimento storico anche alle litigate storiche di don Camillo e Peppone; chi legge il diluvio di commenti di Angelo Morotti ha la sensazione che siamo tornati in piena guerra fredda e che la destra deve essere immediatamente "richiamata alle armi" contro il pericolo dei comunisti che sfruttano questa vicenda per rovesciare con un colpo di Stato la maggioranza liberamente eletta dal popolo sovrano (mancava solo la pronuncia della mitica parola "complotto" e poi eravamo al gran completo). Si parla sui giornali di festa dei bolliti di fine estate, dimenticando un piccolo particolare: l'estate è quasi finita (siamo al 7 settembre e l'estate ufficialmente termina il 21 settembre) quindi per organizzare la mitica cena a base di bolliti restano solamente meno di due settimane di tempo: praticamente il sindaco si era "dimenticato" di avvisare i leghisti di qualcosa che è vicinissimo alla data di scadenza da lui stessa indicata; peraltro il Gufo si permette di segnalare che una festa estiva forse è più indicato il gelato oppure un piatto freddo rispetto a un piatto gustoso di carne bollita, che è un piatto caldo autunnale e invernale. Infine, nella descrizione e nei numerosi commenti e post sulla vicenda, tutti (fatta eccezione per il blog del Gufo) si sono dimenticati che esiste un assessore con delega alle associazioni, una brava ragazza di nome Laura Chiari che proviene dal mondo delle associazioni di volontariato, che in teoria e anche in pratica avrebbe dovuto essere la prima a essere informata di questa vicenda e l'unica titolata a decidere se la festa all'amatriciana si doveva svolgere in collaborazione con il Comune: ma i soliti uomini cafoni e maleducati (sindaco in testa) se ne sono completamente fregati di lei, hanno deciso per tutti, e anche sugli articoli dei due giornali (Bergamo News ed Eco di Bergamo) con i resoconti della vicenda Laura non viene nemmeno menzionata, nonostante è ormai evidente che è stata proprio questa "dimenticanza" (insieme alle solite decisioni solitarie del sindaco che ha sproloquiato di feste di fine estate a base di bolliti senza prima consultarsi con il resto della maggioranza, al punto che alcuni esponenti della maggioranza hanno appreso di questa vicenda dalla stampa e dalla lettura dei social network) una delle motivazioni dell'incazzatura della Lega Nord e delle polemiche che si sono accese su questa vicenda. Il Gufo chiude la vicenda del bollito non prima di avere preso atto, mestamente e tristemente, che prima della carne e delle verdure a "bollire" sulla brace delle polemiche sono stati i troppi strafalcioni che non fanno altro che confermare che questa, in tutti i suoi passaggi principali, dalle vicende solenni del Consiglio Comunale a quelle meno importanti, è la "legislatura dei refusi formali e degli errori materiali"
Sui social network grazie a Angelo Morotti e ai "comunisti" è stato ricostruito qui negli Stati Uniti di Castelli Calepio il Muro di Berlino: in questa vicenda si è riesumata la mitica "disinformazione della sinistra" con riferimento storico anche alle litigate storiche di don Camillo e Peppone; chi legge il diluvio di commenti di Angelo Morotti ha la sensazione che siamo tornati in piena guerra fredda e che la destra deve essere immediatamente "richiamata alle armi" contro il pericolo dei comunisti che sfruttano questa vicenda per rovesciare con un colpo di Stato la maggioranza liberamente eletta dal popolo sovrano (mancava solo la pronuncia della mitica parola "complotto" e poi eravamo al gran completo). Si parla sui giornali di festa dei bolliti di fine estate, dimenticando un piccolo particolare: l'estate è quasi finita (siamo al 7 settembre e l'estate ufficialmente termina il 21 settembre) quindi per organizzare la mitica cena a base di bolliti restano solamente meno di due settimane di tempo: praticamente il sindaco si era "dimenticato" di avvisare i leghisti di qualcosa che è vicinissimo alla data di scadenza da lui stessa indicata; peraltro il Gufo si permette di segnalare che una festa estiva forse è più indicato il gelato oppure un piatto freddo rispetto a un piatto gustoso di carne bollita, che è un piatto caldo autunnale e invernale. Infine, nella descrizione e nei numerosi commenti e post sulla vicenda, tutti (fatta eccezione per il blog del Gufo) si sono dimenticati che esiste un assessore con delega alle associazioni, una brava ragazza di nome Laura Chiari che proviene dal mondo delle associazioni di volontariato, che in teoria e anche in pratica avrebbe dovuto essere la prima a essere informata di questa vicenda e l'unica titolata a decidere se la festa all'amatriciana si doveva svolgere in collaborazione con il Comune: ma i soliti uomini cafoni e maleducati (sindaco in testa) se ne sono completamente fregati di lei, hanno deciso per tutti, e anche sugli articoli dei due giornali (Bergamo News ed Eco di Bergamo) con i resoconti della vicenda Laura non viene nemmeno menzionata, nonostante è ormai evidente che è stata proprio questa "dimenticanza" (insieme alle solite decisioni solitarie del sindaco che ha sproloquiato di feste di fine estate a base di bolliti senza prima consultarsi con il resto della maggioranza, al punto che alcuni esponenti della maggioranza hanno appreso di questa vicenda dalla stampa e dalla lettura dei social network) una delle motivazioni dell'incazzatura della Lega Nord e delle polemiche che si sono accese su questa vicenda. Il Gufo chiude la vicenda del bollito non prima di avere preso atto, mestamente e tristemente, che prima della carne e delle verdure a "bollire" sulla brace delle polemiche sono stati i troppi strafalcioni che non fanno altro che confermare che questa, in tutti i suoi passaggi principali, dalle vicende solenni del Consiglio Comunale a quelle meno importanti, è la "legislatura dei refusi formali e degli errori materiali"
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