Siamo in piena emergenza terremoto (ed è la terza volta che accade in soli sette anni, dopo il terremoto dell'Aquila nel 2009 e quello dell'Emilia Romagna), si muovono i cittadini con la loro generosità, le associazioni e le banche con raccolte di fondi e iniziative di solidarietà, si muove il Governo e anche le Regioni, mentre solo un carrozzone è ancora "fermo al palo": l'A.N.C.I., che rappresenta (almeno teoricamente e sulla carta) i Comuni, in primo luogo quelli devastati dalle calamità naturali. Il Gufo ritiene che per affrontare l'emergenza la volontà solidale e la generosità dei cittadini deve essere un aiuto indispensabile, ma che in primo luogo queste emergenze devono essere affrontate dalla forza di azione dello Stato centrale e dei Comuni. Senza aspettare sempre le decisioni "calate dall'alto" dal governo centrale, l'A.N.C.I. potrebbe prendere un'iniziativa straordinaria: costituire un "conto corrente di solidarietà" (sul quale nessuno può mettere le mani, nemmeno lo Stato e altre Pubbliche Amministrazioni ed Enti di qualsiasi livello, fatta eccezione per i Comuni; il Gufo immagina infatti la creazione di un vero e proprio fondo di solidarietà tra Comuni) esclusivamente dedicato alle emergenze da ricostruzione di edifici pubblici devastati e danneggiati dalle calamità naturali, al quale i singoli Comuni potranno attingere rapidamente in situazioni di emergenza come quella attuale, senza doversi sobbarcare la lunga estenuante trafila delle richieste di finanziamenti dallo Stato e dalle Regioni, senza doversi confrontare con patti di stabilità e i vincoli contabili rigidi che male si conciliano con situazioni di emergenza dove è decisivo poter disporre di soldi in modo rapido per poter affrontare la fase delicata della ricostruzione e "messa in sicurezza" degli edifici pubblici distrutti oppure danneggiati. Naturalmente l'A.N.C.I. non è un organo astratto "calato dall'alto" ma è un organo formato dai singoli sindaci dei singoli Comuni, e una iniziativa di questo genere deve quindi essere attivata dall'iniziativa personale di un sindaco oppure meglio ancora dall'iniziativa condivisa di più sindaci (anche di diverse maggioranze politiche) che assumono il coraggio politico di proporre pubblicamente una soluzione come questa e di portarla avanti: e sarebbe un atto straordinario se il sindaco di Castelli Calepio, che di solito è un uomo di azione, potesse prendere in prima persona l'iniziativa (anche in modo clamoroso, per iscritto oppure acquistando pagine di giornali locali e nazionali), magari coinvolgendo anche altri sindaci di destra della Lega Nord e di Forza Italia, e "richiamare al dovere" l'A.N.C.I. ricordando che accanto alle iniziative di solidarietà dei singoli cittadini e associazioni deve essere portata avanti, con la forza che può avere solamente la politica, l'azione di governo delle amministrazioni pubbliche (non solo quella statale, ma anche quelle degli Enti locali) e il dovere della solidarietà tra i singoli Comuni
Concordo!!!! Un fondo versato direttamente dai Comuni per i Comuni a esclusivo utilizzo dei Comuni per stato di calamità naturali. Pensa Gufo 10 centesimi procapite ( Castelli Calepio verserebbe mille euro anmui)per oltre 59 milioni di abitanti. Si potrebbe utilizzare il fondo anche per prevenzione e mitigazione di questi eventi. Gufo troppo semplice...dev'esserci qualche inghippo politico-burocratico! !!
RispondiEliminaBravo Gufo, concordo.
RispondiEliminaMagari voi due, come consiglieri comunali, potreste iniziare a fare dei passi (interessando i partiti come la Lega Nord oppure il Partito Democratico, oltre alle liste civiche) per fare in modo che nei singoli paeselli i Consigli Comunali possano portare avanti iniziative e richieste in questo senso nei confronti dell'A.N.C.I.: per arrivare al risultato, a volte si può partire dal livello amministrativo più basso
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