Un commentatore anonimo fa il punto della situazione, con due esempi, quello dell'automobilista contro mano che fa una manovra pericolosa nella zona degli spartitraffici tra la piazza Vittorio Veneto e via Marconi e quello della signora che pur trovandosi in prossimità delle strisce pedonali ha dovuto aspettare nove autovetture prima di poter attraversare. Il Gufo ha già fatto in passato alcuni esempi, e se fosse "sadico" e cattivo potrebbe continuare con il giochino al massacro aprendo una piccola rubrica in cui registra giornalmente luogo e ora nelle quali, mentre torna dal lavoro da Sarnico, assiste a qualche manovra spericolata del furbetto di turno che nell'impunità generale se ne frega del divieto di svolta in via Piave, passa velocemente facendo aspettare il pedone oppure compie manovre azzardate e spericolate nella zona degli spartitraffici vicino a Piazza Vittorio Veneto: questa rubrica si riempirebbe rapidamente di misfatti e di episodi a cui il Gufo da mesi assiste direttamente e quotidianamente. Il Gufo non fa il giochino al massacro per un semplice motivo: la situazione è ormai abbondantemente nota a tutti, compreso il sindaco, ed è evidente che chi dovrebbe provvedere non può farlo, come è evidente che la frase "dobbiamo educare gli automobilisti" pronunciata dal consigliere con Delega ai Lavori Pubblici in un lontano Consiglio Comunale del 2015 è ormai diventata una delle tanti frasi in libertà candidate a riempire la rubrica "Le ultime parole famose" della Settimana Enigmistica, visto che qui a Castelli Calepio, in barba a tutti questi provvedimenti sulla viabilità, l'educazione civica degli automobilisti in transito sulla S.P. 91 è vistosamente peggiorata negli anni della "Lista Benini".
Quale è la soluzione? Semplice: se ci fosse il buon senso ordinario del "padre di famiglia", il sindaco dovrebbe prendere atto che l'eliminazione dei semafori pedonali a chiamata e l'inserimento del divieto di svolta verso via Piave hanno velocizzato il traffico (agevolando i non residenti) e creato caos per i residenti (i pedoni hanno difficoltà ad attraversare, quelli che risiedono nelle zone limitrofe di via Piave oppure a Cividino allungano il loro percorso di un chilometro e quando rientrano a Tagliuno dopo essersi immessi dalla rotatoria sulla via Locatelli (zona industriale) procedono a grande velocità su quella via, aumentando le potenziali situazioni a rischio di incidente. Quando una soluzione crea caos e peggioramento rispetto alla situazione precedente, di solito si azzera tutto e si torna al punto di partenza: fuori dalle palle l'assurdo divieto di svolta verso via Piave (due agenti impiegati quotidianamente per elevare, secondo i dati dell'Eco di Bergamo, 350 multe in poco più di due mesi a fronte di migliaia di infrazioni reali significa il clamoroso fallimento di questa operazione) e ripristinare i tre semafori pedonali a chiamata nella zona della pasticceria di Tagliuno, a Calepio e vicino alla farmacia di Tagliuno. Poi a quel punto, ritornati a una situazione meno caotica, sarebbe auspicabile ragionare e accogliere anche i suggerimenti degli altri consiglieri di maggioranza (soprattutto quelli che non erano d'accordo con queste scellerate decisioni) e smetterla di agire in modo solitario con ordinanze sindacali. La soluzione sarebbe questa, ma siccome sarebbe il primo passo verso il ritorno del buon senso che in due anni è totalmente mancato, il Gufo è praticamente sicuro che questa soluzione non sarà minimamente presa in considerazione e che tutto andrà tranquillamente avanti come adesso, e il Gufo è praticamente certo che oggi stesso, quando prenderà l'automobile, assisterà in diretta per l'ennesima volta alla scena di qualcuno che se ne frega del divieto e svolterà in via Piave
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