mercoledì 12 ottobre 2016

IL GUFO PRENDE TRISTEMENTE ATTO DELLA "SECESSIONE" TRA TAGLIUNO E CIVIDINO NELLA SCUOLA, CON LA RINUNCIA A REALIZZARE UN UNICO POLO SCOLASTICO COMUNALE

Si parla di scuola su  "Sei di Castelli Calepio se...",   dei problemi quotidiani:  nelle aule di informatica non è presente un numero sufficiente di personal computers per tutti gli studenti,  e magari qualche computer è anche tecnologicamente decrepito.   Questa non è una settimana qualsiasi,  cari lettori del blog del Gufo:  esattamente venerdì scorso il sindaco ha spopolato e imperversato su  "Araberara"  e  sulla televisione locale,  e ha annunciato che il Comune acquisterà dalla Parrocchia l'immobile del cinema,  lo trasformerà nel  "polo scolastico di Tagliuno e Calepio"  mentre Cividino e Quintano avranno il loro polo scolastico.   Due poli scolastici,  e quindi questa maggioranza ha firmato  "nero su bianco"  e  certificato di fatto la secessione tra Tagliuno / Calepio  e  Cividino / Quintano:   con la rinuncia a progettare e a realizzare il polo scolastico unificato per l'intero Comune,   saremo condannati per anni ad avere un doppione,  gli stessi problemi e le stesse spese di manutenzione e di funzionamento moltiplicate per due,   due diversi comitati genitori,   due dirigenti scolastici e due corpi insegnanti,   quando in uno dei due poli si realizzerà un miglioramento oppure un'innovazione immediatamente anche dall'altro polo si alzerà la voce per chiedere  "la par condicio".    E'  stato messo  "nero su bianco"  al perenne spreco di risorse e di tempo,   ai bambini che inizieranno la loro carriera da studenti non come  "bambini di Castelli Calepio"  ma come  "noi di Tagliuno e voi di Cividino"  (e viceversa)  e  si perpetuerà il meccanismo dei  "maneggioni locali della politica e delle preferenze",   ognuno legato all'orticello  (gli interessi della propria frazione dove va a raccattare i consensi)  e  quindi contro gli interessi generali dell'intero Comune.    Avremo un Comune che a livello formale,  quando deve partecipare a bandi di gara e a richieste di finanziamento,  si deve presentare come un unico Comune mentre in realtà le esigenze concrete saranno quelle di due distinti  "micro Comuni"  e  infatti già adesso le somme sono semplicemente folli e assurde:  oltre due milioni di euro per ampliare la scuola materna di Cividino,  un milione e 100 mila euro per acquistare dalla Parrocchia l'immobile del cinema di Tagliuno al quale vanno sommati non meno di altri due milioni e mezzo oppure tre milioni di euro per trasformare quell'immobile in un edificio scolastico  "a norma di legge"  sia come impianti  (che dovranno essere realizzati  "a risparmio energetico")  che come arredi  (in termini di mobili e di tecnologie informatiche)   e anche per rispettare le nuove norme di sicurezza anti sismiche.        

Con quella somma avremmo potuto progettare un unico polo scolastico posizionato fuori dal centro di Tagliuno,  e anche organizzare sul territorio un servizio di trasporti interni con mezzi pubblici efficiente per tutti i giorni e per la copertura di tutti gli orari e i luoghi  "strategici"  delle quattro frazioni:   in questo modo,   non avremmo solamente risolto il problema della realizzazione di un unico polo scolastico che  "unificava il territorio e le sue frazioni già nella fase della crescita degli studenti nei primi anni del loro cammino scolastico e lavorativo",   avremmo anche avuto un unico edificio  (quindi costi  "unici"  ed esigenze di manutenzioni ordinarie e straordinarie  "uniche"  riferibili a quell'edificio senza le solite inutili duplicazioni e moltiplicazioni di esigenze tra le due frazioni),   avremmo avuto un unico corpo di dirigenti e insegnanti  -  e anche comitati di genitori  -  con cui relazionarsi per la soluzione dei singoli problemi,   e magari ci saremmo anche accorti che levando di mezzo le scuole medie dalla Piazza Vittorio Veneto a Tagliuno  e  trasportando gli studenti delle diverse frazioni nel nuovo polo scolastico grazie alle corse  (organizzate sulla base alle nuove esigenze,  e magari concedendo agevolazioni e sconti sui prezzi degli abbonamenti e dei biglietti per incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico in sostituzione dell'autovettura personale dei genitori)  dei mezzi pubblici,   il  "caos della viabilità di Tagliuno"  nell'ora critica,   quella dalle 7:30  alle 8:30  della mattina,   sarebbe crollato di almeno un 10 - 15 per cento,   rendendo a quel punto del tutto inutile e superflua la realizzazione della variantina da 7 milioni di euro.

Esistono scelte politiche negative e sbagliate che,  sia dal punto di vista economico che delle conseguenze organizzative e amministrative,  pur messe in atto da una singola maggioranza di governo,   trascinano i loro effetti anche nelle legislature successive  "legando le mani"  non solo alla maggioranza che prende la decisione,   ma anche alle generazioni future.   Il Gufo non è contrario alle grandi opere,   e nel momento in cui proponeva un polo scolastico unificato questa è la dimostrazione che il Gufo stesso riconosce l'importanza di una grande opera  e  di un forte investimento in materia di edilizia scolastica,   ma deve anche fare notare  (purtroppo)  che questa decisione e questi progetti arrivano  "fuori tempo massimo":   il treno delle grandi occasioni è passato dal 2014 fino alla fine del 2016  quando  per una serie di circostanze favorevoli eccezionali e irripetibili sono state messe in campo dal governo nazionale e dalla Regione Lombardia legislazioni come i finanziamenti statali per l'edilizia scolastica,   l'agevolazione fiscale  "art bonus"  per la ristrutturazione di siti culturali  (musei,  biblioteche  e  teatri),   il bonus a favore degli insegnanti,  tutte le iniziative culturali legate alla manifestazione internazionale di EXPO MILANO 2015  e  quelle legate alla riapertura ufficiale dell'Accademia Carrara a Bergamo.   I Comuni che sono saltati sul  "treno delle occasioni"  e che si sono fatti trovare pronti con progetti di ristrutturazione degli edifici scolastici,  con richieste di finanziamenti  oppure  con eventi culturali legati ai grandi eventi sono stati premiati;  chi come Castelli Calepio in questi due anni ha cincischiato in materia di scuola e di cultura,  è rimasto  "fermo al palo"  e  non gli resta che versare le classiche  "lacrime di coccodrillo"  per piangere una grande occasione gettata al vento

NOTA FINALE DEL POST  -  si parlerà di scuola quando sarà portato in Consiglio Comunale per l'approvazione il piano di diritto allo studio 2016 / 2017,   e Castelli Calepio da qualche anno ha la pessima abitudine di approvarlo nel mese di novembre quando l'anno scolastico è già iniziato da circa due mesi;   il Gufo peraltro ricorda che il Consiglio Comunale si è riunito per l'ultima volta il 22 luglio  e  quindi non è più operativo e attivo da quasi tre mesi,  e anche questo è un altro segnale dei problemi interni che stanno gravemente logorando e compromettendo l'efficacia e l'efficienza dell'azione di governo di questa maggioranza    

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