Il colore giallo che domina la scena (sullo sfondo azzurro di un cielo limpido), la "Casa Gialla" di Arles, la limpidezza di colori vivissimi e vivaci, la sensazione di grande quiete e tranquillità che il Gufo ha provato osservando quel quadro. Poi, a poche decine di metri di distanza, nel piano inferiore, un quadro oscuro e tetro, colori oscuri, una stanza buia illuminata solo da una luce tenue e flebile, contadini con i volti dai lineamenti durissimi e provati dalla fatica, che consumano la più povera di tutte le cene (un piatto di patate, da poco raccolte dopo una durissima giornata di lavoro, arricchito solamente da una donna che versa il caffè in una tazza ai commensali). La "Casa Gialla" affittata ad Arles, in attesa dell'amico Paul Gauguin, per dare vita a un circolo di artisti e di pittori, la "Casa Gialla" dello stesso colore dei campi di grano, dei girasoli, dei fiori di mandorlo, e la buia stanza dei "mangiatori di patate", la durissima fatica del lavoro manuale, gli sguardi e le espressioni dei volti provate che trovano ristoro solamente nel piatto di patate (casualmente, un alimento di colore giallo) in un ambiente buio che appare senza speranze, in una casa dominata dalla miseria della povera condizione in cui versavano quei contadini olandesi. Il Gufo questa sera non scrive altri post politici e di cronaca locale, il Gufo si limita a queste poche righe di ricordo e di commemorazione per il pittore olandese "depresso e mentalmente instabile" Vincent Van Gogh, il più grande pittore di tutti i tempi; da una postazione solitaria (che è quella del blog) il Gufo ravviva la memoria e il ricordo di pagine straordinarie di arte descritte in un museo meraviglioso, il Museo Van Gogh ad Amsterdam, nel quale il Gufo ha trascorso due ore intense ed emozionanti la domenica di Pasqua del 2016, incantato davanti ai capolavori di una persona che i suoi contemporanei giudicavano "matto e mentalmente instabile" e che invece ha prodotto, grazie anche alla condizione di grande sofferenza della sua mente (e alle sue precarie condizioni di salute psicologiche e fisiche), insieme all'altro straordinario interprete della pittura olandese Johannes Vermeer, i capolavori inimitabili e unici di una mano felice e ricchissima di talento
Diceva Nietzsche che la malattia è uno stimolo straordinario per il pensiero, quello più prfondo. Grazie Gufo per questo bel post.
RispondiEliminaIl Gufo ha visto salire vertiginosamente la propria creatività durante la depressione... senza la depressione il Gufo non si sarebbe mai messo a scrivere, a viaggiare, a creare la sua straordinaria pagina Facebook... il depresso è fisicamente debilitato e stremato, ma la sua mente ha quasi sempre "una marcia in più"
EliminaDiceva Nietzsche che la malattia è uno stimolo straordinario per il pensiero, quello più prfondo. Grazie Gufo per questo bel post.
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