Il 16 febbraio si parte, prima rata di contributi I.N.P.S. fissi e prima rata del premio annuale I.N.A.I.L., poi trascorre solamente un mese e il 16 marzo si deve versare il saldo I.V.A. annuale dell'anno precedente, poi il 16 maggio si riparte con I.N.P.S. fissi trimestrali e seconda rata del premio I.N.A.I.L. annuale a cui si aggiunge il versamento I.V.A. del primo trimestre, quindi il 16 giugno ci si trastulla con la prima rata dell'I.M.U. sul negozio commerciale, sul piccolo laboratorio artigianale oppure sull'ufficio, a fine giugno oppure a fine luglio con scelta tra versamento in rata unica e versamento fino a un massimo di cinque rate si prosegue con le tasse che scaturiscono dalla dichiarazione dei redditi, le addizionali comunali e regionali, il saldo e il primo acconto I.R.A.P. e i diritti annuali della Camera di Commercio, quindi a metà agosto in piene vacanze estive irrompe la terza rata dei contributi I.N.P.S. fissi e del premio annuale I.N.A.I.L. e versamento dell'I.V.A. del secondo trimestre, si vivono tre mesi di tregua prima della ''maratona fiscale di fine anno'' con la quarta rata dei contributi I.N.P.S. fissi e del premio annuale I.N.A.I.L. oltre al versamento dell'I.V.A. del terzo trimestre entro il 16 novembre, quindi il 30 novembre in rata unica va versato l'acconto delle tasse e dell'I.R.A.P. per l'anno successivo, il 16 dicembre rientra in scena l'I.M.U. con la seconda rata della tassa locale e il 27 dicembre si chiude l'anno trionfalmente versando l'acconto I.V.A. sull'ultimo trimestre. Se qualcuno è ''ricco'' e produce un reddito superiore ai minimali previsti dall'I.N.P.S. prima a giugno / luglio e poi entro il 30 novembre deve anche versare saldi e acconti I.N.P.S. calcolati in percentuale ormai vicinissima al 30 per cento sulla parte di reddito che eccede i minimali previsti dall'Ente previdenziale. In mezzo a questa bolgia di versamenti fiscali ''a rotta di collo'' ogni trimestre, arrivano gli adempimenti cartacei che iniziano con la dichiarazione I.V.A. annuale riepilogativa da inviare entro il 28 febbraio dell'anno successivo, lo spesometro riepilogativo annuale da inviare entro il 30 aprile dell'anno successivo, quattro dichiarazioni I.V.A. periodiche trimestrali e quattro spesometri periodici trimestrali, la dichiarazione dei redditi e la dichiarazione I.R.A.P. da inviare entro il 30 settembre dell'anno successivo, la dichiarazione I.M.U. da inviare al Comune nel caso si verificano variazioni di situazioni dell'immobile che determinano la variazione della base imponibile su cui calcolare l'imposta, quando si compila la dichiarazione dei redditi annuale si devono anche compilare i famosi studi di settore che dal 2018 saranno sostituiti dagli indicatori sintetici di affidabilità, e la dichiarazione riepilogativa dei sostituti di imposta che va a sua volta inviata entro il 30 settembre dell'anno successivo. Ovviamente in questo marasma di scadenze fiscali non vi è nulla di certo perchè non è affatto rara la concessione di proroghe che spesso vengono decise il giorno precedente a quello della scadenza, e se la piccola impresa oppure il professionista ha alle proprie dipendenze almeno una persona ci si deve aggiungere tutta la marea di adempimenti e di scadenze mensili derivanti dall'elaborazione delle buste paga, mentre a carico dei commercialisti e dei centri di assistenza fiscali si aggiunge anche la compilazione delle dichiarazioni dei redditi Modello 730 per lavoratori dipendenti e pensionati.
Quello che il Gufo ha descritto sono gli adempimenti di un piccolo artigiano, di un piccolo commerciante, di un autotrasportatore oppure di un professionista in regime di contabilità semplificata e in liquidazione I.V.A. trimestrale che è anche proprietario del negozio oppure dell'ufficio dove lavora quotidianamente, ossia persone che fatturano meno di 400.000,00 euro lordi annuali. Non c'è bisogno di un genio e nemmeno di un'aquila per comprendere come la vita di una piccola partita I.V.A. è spesso simile a un delirio con una marea di tempo speso a correre dietro a una burocrazia ormai diventata insostenibile e ai limiti della vessazione fiscale, e che la possibilità di incorrere anche in errori in buona fede che determinano sanzioni non esigue è abbastanza rilevante. Michele Serra, giornalista di ''Repubblica'' e quindi di sinistra, è arrivato a scrivere spesso sul giornale che accanto all'evasione fiscale vera e propria di diversi milioni di euro e di truffe bancarie e internazionali esiste ed è assai diffusa ''la piccola evasione fiscale da sopravvivenza'' senza la quale queste piccole partite I.V.A. sarebbero spesso di fronte all'alternativa drammatica tra indebitarsi per pagare le tasse oppure chiudere la propria attività, e Serra rimprovera spesso la sinistra di essere troppo burocratica e di non ascoltare con sufficiente attenzione il grido di dolore che nasce fortissimo dal mondo della piccola impresa e dei professionisti. Il Gufo dedica tutta la sua giornata informativa del blog e della pagina Facebook a rilanciare in modo pressante e addirittura drammatico, chiudendo con la frase ''FATE PRESTO'' a liberare la piccola impresa dall'arbitrio della scartoffia, perchè dobbiamo intervenire tutti insieme a favore della piccola impresa e della partita I.V.A. che fattura meno di 400.000,00 euro lordi, per evitare che la parte più vitale della nazione possa trasformarsi rapidamente in un ''cimitero fiscale'' che farebbe un danno gravissimo e irreparabile alla stessa economia nazionale italiana
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