mercoledì 25 ottobre 2017

CONTINUA LA FARSA DI CASTELLI CALEPIO, STANNO ANCORA LITIGANDO SULLA ''MADRE DI TUTTE LE INTERROGAZIONI'' E SULLE VICENDE GROTTESCHE DELLA DELIBERA DI GIUNTA PUBBLICATA CON SEI MESI DI RITARDO

Facciamo l'ipotesi di scuola che un tizio che arriva per la prima volta a Castelli Calepio si limita a leggere la ormai famosa e  ''famigerata''  delibera di Giunta numero 49 del 12 aprile 2017.   In pratica la ex assessora al Bilancio e consigliera di maggioranza con delega al Personale Clementina Belotti fa protocollare una proposta di riorganizzazione degli uffici dell'Area Tecnica che secondo questa sua valutazione vanno suddivisi in tre distinti settori,   e precisamente il settore Manutenzioni e Ambiente / Ecologia,   il settore Edilizia Privata  e  il settore Urbanistica / Lavori Pubblici e Opere Strategiche,  con riassegnazione dei ruoli e delle competenze tra i vari dipendenti in quel momento in organico.     La proposta del consigliere delegato al Personale è accompagnata da una relazione del segretario comunale che evidenziava il fatto che la situazione precedente a tale proposta presentava  ''diverse criticità'',   in pratica il segretario suggeriva l'accoglimento della proposta come situazione migliorativa rispetto al caos e al marasma esistente in quella data.    La proposta non comportava costi aggiuntivi e oneri a carico del bilancio comunale,   la Giunta era al completo con sindaco e assessori presenti senza che si registrasse nessuna assenza,   il voto favorevole era unanime  e  nel verbale di Giunta non era evidenziata alcuna critica oppure proposta alternativa avanzata da uno dei componenti della Giunta.    Si passava a votare l'immediata eseguibilità della delibera  e  tutto sembrava avviato verso la riorganizzazione degli uffici dell'Area Tecnica  con  la redistribuzione di compiti e mansioni proposta da Clementina Belotti.

Poi arriva l'inghippo,   la delibera non viene pubblicata su albo pretorio telematico del sito internet comunale  e  resta  ''lettera morta'',   giace per mesi inerte in un cassetto.    Si va quindi avanti per altri sei mesi nel caos e nel marasma determinato da una situazione che evidenziava  ''diverse criticità'',   e  accadeva di tutto e di più.    La proponente veniva impallinata e silurata a mezzo tentativo ridicolo di una rivalsa che ormai si è trasformata in  ''falso in bilancio''  perchè in data 29 giugno il Consiglio Comunale ha votato l'inserimento di 58.000,00  euro in entrata da esercizio di azione di rivalsa  e  quei soldi non sono ancora entrati,   anzi per essere precisi non entreranno MAI nelle casse comunali entro il 31 dicembre 2017 perchè l'azione di rivalsa è rimasta impantanata nel caos degli uffici  ma  nel frattempo ha prodotto incredibili risse interne alla maggioranza  e  grottesche dichiarazioni del sindaco sui giornali locali,   c'era tempo cinque anni per esercitare la rivalsa  ma  si ha fretta perchè i consiglieri di Forza Italia hanno fatto inserire a bilancio un'entrata presunta da 58.000,00 che adesso è fortemente in dubbio,   aprendo di fatto in modo politicamente irresponsabile un  ''mini buco di bilancio''  di 58.000,00  euro.     Il 31 luglio altro giro di valzer e altro regalo,   salta fuori un debito fuori bilancio di quasi 17.000,00  euro per i lavori di spostamento del vano caldaia della scuola media di Piazza Vittorio Veneto,   altra rissa interna alla maggioranza con un assessore e consigliere comunale che si defila  e  si astiene rifiutandosi di approvare quel debito fuori bilancio.    Salta fuori un'altra polemica politica quando dopo le ferie estive il vice sindaco restituisce la delega al Patrimonio dichiarando su un giornale locale che dopo due anni in cui richiede documenti relativi alla certificazione di sicurezza di edifici pubblici anche con numerose richieste protocollate non riesce a ottenere gli stessi da parte degli uffici,   il sindaco minimizza ma intanto la delega al Patrimonio viene restituita al mittente.     La giostra impazzita della politica locale va avanti senza tregua  e  sull'Eco di Bergamo si apprende che i Carabinieri si sono recati negli uffici dell'Area Tecnica per acquisire documenti  e  che un funzionario è indagato per gravi motivi,    si cincischia  e  si mena il can per l'aia per alcuni giorni prima che il sindaco scenda finalmente dalla pianta  e  si decida a sospendere dall'incarico il funzionario indagato assegnandolo ad altra mansione in attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda dell'indagine.   Infine,   colpo di scena,   guarda caso proprio il giorno successivo la pubblicazione dell'articolo dell'indagine della Procura della Repubblica sull'Eco di Bergamo viene pubblicata su albo pretorio telematico del sito internet comunale la delibera che era rimasta sepolcrata per mesi in qualche cassetto,   ma quando la giornalista di  ''Araberara''  chiede al sindaco il motivo del ritardo nella pubblicazione della delibera lui fa il Ponzio Pilato e dice che non ne sa nulla.    Nel frattempo i consiglieri di minoranza di  ''Castelli Calepio Cambia''  presentano interrogazioni scritte  e  fanno alcuni accessi agli atti e ai documenti per semplici verifiche tecniche e contabili che in altre situazioni  e  in contesti più seri sarebbero  ''di ordinaria amministrazione'',   ma ovviamente non ottengono risposte serie  perchè  in questa vicenda di serio non esiste proprio niente visto che il comportamento di alcuni personaggi è a dir poco grottesco e ambiguo.    

Il Gufo consiglia alla maggioranza di non provarci nemmeno a spiegare le ragioni di questa marea di vere e proprie puttanate che si sono verificate in una sequenza di date troppo  ''strana''  per non sembrare anomala nello svolgimento.    Non esiste spiegazione logica che ha un minimo di senso e di serietà,   esiste solo l'improvvisazione  e  un modo di fare che sarebbe discutibile in un contesto di gestione privata  e  che diventa inammissibile in un'amministrazione pubblica dove esiste un obbligo di trasparenza delle procedure che deve essere superiore rispetto alle gestioni private nelle quali chi sbaglia risponde personalmente delle proprie azioni.    Il Gufo vorrebbe dire  ''in qualsiasi paesello diverso dagli Stati Uniti di Castelli Calepio un sindaco piuttosto che assistere a questa sequenza di assurdità si sarebbe già dimesso''  ma non lo può dire perchè negli altri paeselli accade molto raramente,   anzi non accade quasi mai,   che si possa verificare una incredibile farsa politica come quella dei sei mesi che abbiamo vissuto pericolosamente in modo molto avventuroso.    E mentre cala la notte  e  si litiga in modo furibondo in una maggioranza dove stanno letteralmente volando gli stracci perchè nessuno si assume la responsabilità di volere rispondere a quella maledetta interrogazione comunale che li sta facendo letteralmente sclerare e dare fuori di matto tra di loro come aquile ferite a morte  e  perchè tutti giocano allo  ''scarica barile''  delle responsabilità da accollare all'alleato considerato infido e traditore,   il Gufo cala il sipario su questo ennesimo post che descrive la situazione degli Stati Uniti di Castelli Calepio ormai ridotta a una vera e propria buffonata,   grazie alla quale negli altri paeselli si ride di gusto quando si parla della nostra tragicomica situazione politica

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