martedì 17 ottobre 2017

LA RICOSTRUZIONE STORICA DEL GUFO, CHE PARLA DEL BRANO DI VANGELO DEL MIRACOLO DELLE NOZZE DI CANA ANALIZZANDO LA FIGURA DEL ''MAESTRO DI TAVOLA''

La ricostruzione storica di questa sera del Gufo,   nella giornata del suo 47mo compleanno,   analizza uno dei più famosi brani del Vangelo dell'evangelista Giovanni,   quello che conoscono praticamente tutti che è il miracolo del banchetto delle nozze di Cana quando era venuto a mancare il vino  e  Gesù ha risolto il problema trasformando l'acqua contenuta nelle giare in vino buono.    Di solito questo brano si presta a tre considerazioni che vanno per la maggiore,   quella  ''tradizionale''  lo considera come il brano preferito tra quelli scelti per il giorno della Santa Messa in cui si celebrano i matrimoni in quanto richiama nella mente degli sposi il clima di festa della cerimonia,   e  la certezza che grazie alla fede la festa non finirà mai perchè Gesù è in grado di intervenire quando manca il vino a compiere il miracolo che permette la considerazione della festa.    Si fanno anche considerazioni su quel dialogo piuttosto strano tra Gesù e la Madre,   quando arriva la risposta piuttosto sgarbata  ''che vuoi da me,  donna'' quasi a fare intendere che non è ancora arrivato il momento della rivelazione attraverso il miracolo  dopo che la Madre aveva fatto presente che non c'è più vino da servire in tavola,    ma malgrado questa risposta secca la Madre non si scompone e con calma e tranquillità dice ai servi  ''fate quello che Lui vi ordinerà di fare''  perchè grazie alla sua immensa fede nel Figlio è praticamente certa di quello che accadrà pochi minuti più tardi.      Infine,   gli amanti dell'arte vanno alla ricerca di quadri straordinari che riproducono questo brano di Vangelo,   ne abbiamo uno custodito nel più famoso museo del mondo che è il Museo Louvre di Parigi,     si tratta dell'immenso capolavoro  ''Le nozze di Cana''  di Paolo Caliari detto  ''il Veronese'',    perchè l'Arte e in particolare la pittura italiana per secoli interi è stata strumento di testimonianza  e  di riproduzione grafica dei sacri testi del Vangelo  e  l'Arte italiana ha portato la sua testimonianza in tutto il mondo  e  in particolare in Europa contribuendo a rendere prestigiosi musei internazionali grazie al linguaggio universale della pittura sacra.

Il Gufo analizza due aspetti poco considerati di questo brano.    Non viene quasi mai messo in evidenza il ruolo fondamentale del terzo personaggio più importante della scena delle nozze di Cana,   che non è lo sposo e nemmeno i commensali e gli invitati,   ma è il  ''maestro di tavola''.   La festa è stata predisposta da lui che ha assaggiato i vini  e  ne conosce la qualità,   la provenienza,   le proprietà  e  sulla base della sua conoscenza tutta l'organizzazione della festa va avanti come un orologio,   come dice lui stesso alla fine  ''di solito si serve in tavola all'inizio il vino buono e poi,   quando gli sposi e gli invitati sono brilli,   si lascia da ultimo il vino meno buono''  perchè l'esperienza del maestro di tavola suggerisce che verso la fine la condizione di ubriachezza di molti invitati al matrimonio non permetterà loro di degustare i vini serviti nei momenti finali della cerimonia  e  di apprezzare la qualità del vino,   e quindi in quel momento si preferisce servire un vino meno buono che ha scopi meramente  ''digestivi''.    Gesù,  in apparenza uno degli invitati,   irrompe nella festa  e  stravolge anni di esperienza con il miracolo che consente la trasformazione di quella che è semplice acqua contenuta nelle giare in vino di altissima qualità,   ma il  ''maestro di tavola''  esattamente come la Madre non si scompone ed elogia lo sposo dicendo tranquillamente  ''di solito si preferisce servire in tavola il vino buono e quando tutti sono un po'  brilli il vino meno buono,   tu invece hai conservato per ultimo il vino buono''   facendo capire che ha apprezzato questa  ''variante sul tema''  che era inaspettata e sorprendente per tutti,   compreso per lui stesso.

Il Gufo non è un teologo  e  nemmeno uno studioso di testi sacri  e  in particolare dei Vangeli,  e  quindi ha ancora dubbi assai profondi sulle interpretazioni che sono state date al comportamento del maestro di tavola nelle varie fasi della festa in cui è descritta la sua figura  ed  è  chiamato in causa per emettere il verdetto finale in cui elogia l'altissima qualità del vino prodotto grazie al miracolo della trasformazione dell'acqua contenuta nelle giare,   e  peraltro il maestro di tavola non essendo direttamente venuto a conoscenza dell'avvenuto miracolo emette un giudizio tecnicamente impeccabile perchè non è condizionato da questo evento  e  quindi giudica la qualità del vino senza alcun pregiudizio esclusivamente sulla base della propria competenza  e  della propria esperienza.     Eppure il ruolo di questo personaggio è fondamentale perchè è lui,   con il suo inappellabile giudizio nel quale sentenzia che si tratta di vino di ottima qualità,   che certifica che proprio in quel banchetto di matrimonio delle nozze di Cana,   è avvenuto realmente il primo miracolo di Gesù  e  quindi ha avuto formalmente inizio la più straordinaria predicazione religiosa della storia dell'Umanità    


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