lunedì 23 ottobre 2017

REFERENDUM AUTONOMIA REGIONE LOMBARDIA, IL GUFO ELENCA LE RAGIONI PER CUI IL RISULTATO E' STATO ''UN MEZZO FLOP''

I dati sono definitivi,   l'affluenza ufficiale alle urne in Regione Lombardia non arriva nemmeno a quel 40%  che si era sbandierato nel tentativo di  ''cantare vittoria''  ma si ferma a un modesto 38,25% che è lontanissimo dalla soglia della metà più uno degli elettori.    Si canta vittoria sui giulivi giornali  e  nelle sedi dei partiti della destra,   ma esistono ragioni assai profonde che purtroppo fanno pensare non a una disfatta politica ma in ogni caso  ''a un mezzo flop''  sul quale sarà importante riflettere a fondo  e  analizzare i fatti senza pregiudizi.   

CAOS TECNOLOGICO  -  nella prima importante votazione elettronica crolla il mito dell'efficienza della Regione Lombardia,   che è stata in grado di fornire i dati praticamente definitivi su affluenza alle urne  e  risultati elettorali solo dopo oltre dieci ore drammatiche di smentite,   inghippi tecnici e tecnologici del sistema  ''centralizzato''  e  battute ironiche che nel frattempo si sprecavano fino a diventare ormai leggendarie di attacchi dei mitici e famigerati  ''hacker informatici''  che non mancano mai in queste circostanze.    La Regione Veneto con il suo arcaico sistema di votazione tradizionale e cartaceo  e  nonostante una percentuale di persone che hanno votato decisamente superiore a quella della Regione Lombardia è riuscita a fornire questi dati  e  questi risultati in poche ore  e  con largo anticipo  e  maggiore attendibilità rispetto alla Regione Lombardia  e  una delle condizioni tecniche preliminari perchè una Regione possa fare richiesta di una maggiore autonomia teoricamente sarebbe proprio quella di saper fornire in tempi decenti i risultati definitivi di una elezione il cui scrutinio è una semplice scelta tra un  ''SI''  e  un  ''NO''  e  non versare in una situazione di caos e di improvvisazione che si trascina per diverse ore dopo l'orario di chiusura ufficiale delle urne

POCO PIU'  DI UN TERZO DEGLI ELETTORI HA DETTO  ''SI''  ALL'AUTONOMIA  -  se si tiene conto del dato definitivo dell'affluenza alle urne,   nettamente inferiore a quello che è stato strombazzato fino a poche ore prima,   è  circa il 38% e  quindi nettamente inferiore non solo alla mitica  ''metà più uno dei votanti''  largamente superata dalla Regione Veneto ma anche alla soglia del 40% dei votanti,    e  del dato di quelli che hanno votato  ''NO''  all'autonomia della Regione Lombardia solo poco più di un terzo degli elettori lombardi ha pronunciato un  ''SI''  chiaro e inequivocabile alla voglia di autonomia della Regione.    A Milano e a Bergamo città il dato dell'affluenza crolla nettamente sotto la media regionale,   nel capoluogo della Regione Lombardia è andato a votare solamente un terzo di elettori  e  anche nella città di Giorgio Gori favorevole al referendum l'affluenza alle urne si è fermata a un deludente 35%.    Tutti questi numeri non entusiasmanti arrivano nonostante si erano espressi a favore del  ''SI''  facendo anche campagna elettorale per mesi partiti come la Lega Nord,  Forza Italia,  i centristi di Alleanza Popolare di Bergamo,  il M5S  e  quella parte di Partito Democratico bergamasco che sostiene la candidatura di Giorgio Gori a governatore regionale.    Questi partiti raccolgono circa i due terzi dei voti degli elettori lombardi ma alla prova dei fatti non sono riusciti a trascinare alle urne nemmeno il 40% degli elettori della Regione Lombardia,    quindi diverse centinaia di migliaia di elettori di questi partiti hanno deciso di non recarsi a votare,   è  sempre più drammatica la crisi di rappresentanza dei partiti che nelle scelte  ''libere''  dei referendum  e  delle elezioni locali nel singolo paesello non riescono più 

IL CONFRONTO CON LA REGIONE VENETO E'  QUASI IMBARAZZANTE  -  nella Regione Veneto è stata superata nettamente,   sia come percentuale di affluenza alle urne  che  come percentuale di voti favorevoli all'autonomia rispetto agli aventi diritto al voto,   la quota della metà più uno degli elettori  e  quindi il governatore Luca Zaia ha nelle sue mani un mandato inequivocabile e fortissimo ad aprire una trattativa con il governo centrale per una maggiore autonomia sorretta dalla soglia del 50%  che in politica assume da sempre un significato quasi decisivo.    La Lombardia perde quindi nettamente il confronto diretto con la Regione Veneto  e  il divario tra le due percentuali di voti favorevoli all'autonomia che si sono registrate nelle due diverse Regioni è molto ampio,    e  non si riduce a pochi punti percentuali

SI APRE UN  ''CASO''  PER LA LEADERSHIP NAZIONALE DI CENTRO DESTRA  IN  LOMBARDIA  -   i leaders nazionali del centro destra sono due signori lombardi ed esattamente Silvio B.  e  Matteo Salvini,   che non sono riusciti a convincere nemmeno la metà degli elettori della loro Regione ad andare a votare,   con l'aggravante che il milanese Silvio B.  ha convinto solo un terzo dei cittadini milanesi a recarsi a votare,   mentre il loro collega veneto Luca Zaia ha convinto più della metà dei suoi concittadini  e  degli elettori della sua Regione di origine ad andare a votare per il medesimo referendum.    Il varesino Roberto Maroni non ha convinto nemmeno la metà dei suoi concittadini ad andare a votare  e  addirittura a Bergamo città la destra e Giorgio Gori sindaco in carica per il Partito Democratico hanno convinto poco più di un terzo dei cittadini bergamaschi ad andare a votare.    Le leadership nazionali sono deboli nei propri territori di provenienza  e  nei propri  ''feudi elettorali'',   figuriamoci in quali condizioni penose di credibilità politica e personale possono venirsi a trovare nel momento in cui devono intavolare trattative politiche con un governo nazionale  oppure  con altri governi di nazioni  ''forti''  a  livello internazionale     

Qui a Castelli Calepio la destra fa festa perchè l'affluenza alle urne ha superato il 54%,   è stata certamente un'ottima percentuale se paragonata alla media provinciale  e  regionale ma si sbaglia a pensare che tutti gli elettori che hanno votato  ''SI''  automaticamente voteranno a favore dei partiti della destra locale nelle ormai imminenti elezioni politiche nazionali  e  regionali  e  nelle non lontane elezioni comunali.     Certamente questo dato conferma che la Lega Nord del paesello può contare su un bacino di voti di non meno di 2.000 - 2.200 potenziali elettori anche nell'ipotesi di una corsa  ''solitaria''  alle prossime elezioni comunali arricchita dalla presentazione di un candidato sindaco valido e conosciuto sul territorio  e  da una squadra giovane  e  di buona qualità.     Qualcuno questa sera guardando i risultati nella sezione leghista locale potrebbe iniziare a  ''lustrarsi gli occhi''  e  a cadere in tentazione,   perchè una teorica battaglia a tre oppure addirittura a quattro liste nelle prossime elezioni comunali non è più  ''una battaglia persa in partenza''  ma può diventare una sfida affascinante e anche capace di produrre un risultato finale sorprendente.    Si aprono diversi scenari politici tutti da valutare già da questa sera anche qui a Castelli Calepio,    e  lo stesso scenario che il Gufo pone davanti a sè stesso nella sua veste di cronista "cireneo" non è più drammatico e sepolcrale ma diventa un'incognita la cui soluzione è meno scontata di quella che sembrava profilarsi come inevitabile fino a pochi giorni fa....   




       

Nessun commento:

Posta un commento