sabato 11 novembre 2017

LA PROPOSTA CHOC DEL GUFO ''ABOLIAMO IL MECCANISMO OBSOLETO DEL SOSTITUTO DI IMPOSTA''

E'  stata pubblicata una interessante intervista su  ''La Repubblica''  del direttore dell'Agenzia delle Entrate Ruffini che dichiara che tra alcuni anni le dichiarazioni dei redditi Modello 730  e  Modello  ''Unico''  saranno finalmente sepolcrate in modo definitivo,   gli uffici fiscali infatti avranno nelle loro mani diversi dati  e  potranno calcolare e liquidare le imposte inviando i conteggi a casa del contribuente che controllerà l'elaborazione dati,   provvederà a confermarla oppure a rettificarla integrando con dati che non furono elaborati dagli uffici fiscali,   e  quindi verserà le imposte dovute  oppure  richiederà il rimborso degli importi che emergono a suo credito.     Secondo il Gufo tutto ciò è assai difficile perchè  OGNI DICHIARAZIONE DEI REDDITI PER SUA NATURA E'  ''PERSONALE''  e  contiene una marea di variabili,   di opzioni e scelte,   di singoli casi che sono diversi per ogni singola persona  e  per ogni singolo nucleo familiare  e  questo fatto rende assai difficile creare  ''programmi informatici standardizzati''  che hanno senso per situazioni simili ma non nel caso di dichiarazioni dei redditi che sono per loro natura  e  per definizione personali.  

Il Gufo si lancia a precipizio e afferma  ''la vera e propria rivoluzione fiscale sarà la sparizione del sostituto di imposta''.    Il concetto di  ''sostituto di imposta''  è infatti tecnicamente truffaldino perchè esistono persone in Italia che calcolano le tasse con il meccanismo della auto liquidazione  (si tratta dei contribuenti con partita I.V.A.)  e  le devono versare da soli oppure con l'assistenza di commercialisti  e  professionisti,   e  altre persone che invece sono tassate  ''alla fonte''  (lavoratori dipendenti,  professionisti in regime di ritenuta di acconto  e  pensionati)  ma questo implica che esiste tutta una serie di  ''cirenei fiscali'',   i mitici e mitologici  ''sostituti di imposta'',   che sono obbligati a fare gli esattori per conto dello Stato nemmeno gratuitamente,   ma a pagamento perchè per questi adempimenti devono avvalersi delle prestazioni di consulenti del lavoro  e  di commercialisti,   e  questo fa già venire a meno il principio costituzionale dell'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge in quanto alcuni cittadini calcolano e versano da soli oppure con assistenza di professionisti le loro imposte  mentre  altri cittadini non calcolano  e  non versano materialmente nulla in quanto è stato deciso che qualcun altro deve provvedere per conto loro,   in pratica un datore di lavoro ha  ''un doppio adempimento''  perchè deve calcolare  e  versare le proprie imposte  e  al tempo stesso anche calcolare e versare le imposte sulla busta paga lorda dei propri dipendenti e collaboratori.    Il  ''sostituto di imposta''  in pratica presta un servizio che va a favore dello Stato,  in quanto trattiene le imposte al lavoratore dipendente  oppure  la ritenuta di acconto al professionista,   esegue i conteggi relative a queste imposte,   mediante il Modello 730 rimborsa queste imposte ai dipendenti sempre per conto dello Stato,   compila le dichiarazioni fiscali Modello 770  relative ai sostituti di imposta  e  alla fine di tutto questo servizio svolto a vantaggio dello Stato non solamente non viene nemmeno ringraziato,   ma viene addirittura costretto a mettere in piedi una struttura amministrativa  e  burocratica costosa per assolvere a tutti questi adempimenti che non solo ha un costo notevole a carico del  ''sostituto di imposta''  ma lo mette anche a rischio di pesanti sanzioni in caso di errori nelle pratiche,   inadempimenti vari  e  addirittura  ''la caduta in tentazione''  che si verifica quando il sostituto di imposta trattiene le imposte ma poi non provvede a versarle,   inguaiando il lavoratore dipendente che viene chiamato in causa quando credeva di essere già in regola perchè l'imposta era stata effettivamente trattenuta sulla sua busta paga  (il lavoratore dipendente non può infatti verificare se il sostituto,   dopo avere trattenuto le imposte dovute,   provvede realmente al versamento  oppure  è inadempiente verso gli uffici fiscali).

Il Gufo chiede in pratica che ai lavoratori dipendenti sia liquidato e versato l'importo lordo della busta paga,   e  che i lavoratori dipendenti provvedano poi mediante dichiarazione fiscale a calcolare l'imposta dovuta sul reddito lordo incassato  e  quindi l'imposta netta da versare,   oppure il credito a loro favore,   che emerge sottraendo dall'imposta lorda le detrazioni per familiari a carico  e  le altre detrazioni per spese fiscalmente deducibili.    A carico dei datori di lavoro deve essere lasciato solamente il compito di versare le buste paga lorde ai loro dipendenti con strumenti bancari tracciabili  (bonifico bancario  oppure  assegno bancario con dicitura  ''non trasferibile')  e  poi sarà compito del lavoratore dipendente procedere al calcolo delle imposte  e  al loro versamento,   da solo se ha conoscenze tecnologiche tali da procedere con programmi che sono sempre più veloci  ed  evoluti  oppure  scegliendo di avvalersi della collaborazione dei Centri di Assistenza Fiscale  messi a disposizione  da sindacati,   associazioni di categoria  e  anche dagli stessi Enti fiscali e previdenziali nelle loro sedi operative locali.   

Alcuni affermano che in tal caso esisterebbe il rischio materiale che il dipendente non provvede a versare l'importo dovuto  oppure  che dipendente e datore di lavoro possano  ''accordarsi''  per far figurare buste paga fittizie in modo da aggirare gli obblighi fiscali.    Sono obiezioni risibili,   con il sistema attualmente in vigore infatti esiste il rischio concreto e reale che i sostituti di imposta dopo avere trattenuto gli importi in busta paga non provvedano loro stessi a versare il dovuto a causa di carenza di liquidità oppure di volontà truffaldina di tenersi questi importi,    e  in secondo luogo l'obbligo di versare la busta paga con strumenti di pagamento  ''tracciabili''  farebbe venire a meno strane tentazioni perchè ormai gli uffici finanziari hanno libero accesso alle movimentazioni bancarie  e  possiedono una serie di banche dati telematiche da cui possono attingere diverse informazioni su qualsiasi contribuente,   e  quindi quando i dati dichiarati dal dipendente non corrispondono con i movimenti bancari si potrebbero facilmente riscontrare anomalie e incongruenze che finirebbero sotto l'occhio di controllori attenti e scrupolosi.    La reale resistenza  ''politica''   a questa semplificazione che sarebbe epocale è quella che se il dipendente dovesse incassare l'importo lordo  e  poi provvedere lui stesso al calcolo delle imposte dovute e al relativo versamento delle stesse,    sarebbe in grado di  ''toccare con mano e in tempo reale''  il peso fiscale esistente in Italia  e  la percentuale effettiva di tasse che viene trattenuta calcolata sul reddito lordo,   e  ne sarebbe indignato e scandalizzato contro i politici nazionali e locali sanguisughe  e  tassatori,   inoltre ne trarrebbero beneficio anche i datori di lavoro che liberati dal peso degli adempimenti fiscali e burocratici posti a loro carico come  ''sostituti di imposta''  potrebbero reinvestire nella loro azienda queste minori spese amministrative e burocratiche impiegandole nello sviluppo della loro attività produttiva oppure a vantaggio dei dipendenti più bravi e meritevoli creando un sistema interno di premi e di incentivi a favore di questi dipendenti.     In realtà il Fisco italiano sta vivendo una trasformazione epocale con l'introduzione di diversi strumenti telematici  e  il Gufo ritiene giusto aprire una discussione su questi temi,   facendo presente che la proposta di abolire il sostituto di imposta non è nuova ma nel 1994 fu addirittura portata avanti con raccolte di firme da parte dell'ex Partito Radicale  e  della Lega Nord ma poi quel referendum fu dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione perchè  ''referendum in materia fiscale''  (motivazione assai dubbia e pretestuosa visto che non si proponeva la soppressione di imposte e la modifica di aliquote fiscali ma solamente un diverso modo di procedere alla riscossione non più in modo indiretto mediante  ''sostituto di imposta''  ma in modo diretto mediante  ''dichiarazione dei redditi presentata dal lavoratore dipendente")  e  quindi conviene chiedersi se ha ancora senso,   nell'anno 2017 in cui la grande maggioranza dei cittadini possiede strumenti informatici come telefoni cellulari  e  computers  e  li sa anche usare con grande abilità,    tenere in piedi il carrozzone della struttura burocratica dei  ''sostituti di imposta''  (che è pesante e oneroso soprattutto per le aziende di medie e grandi dimensioni che hanno alle loro dipendenze diverse persone)   per operazioni che potrebbero svolgere da soli diversi dipendenti nel caso di semplificazione di norme fiscali oppure svolte dagli stessi dipendenti avvalendosi dell'assistenza dei Centri di Assistenza Fiscale  che  hanno diversi uffici operativi su tutto il territorio nazionale  

NOTA FINALE DEL POST  -  la eventuale abolizione dei sostituti di imposta  e  della marea di adempimenti fiscali  e  burocratici di questo carrozzone non farebbe venire a meno la figura professionale degli addetti paghe  e  dei consulenti del lavoro,   i quali sarebbero chiamati a quel punto a svolgere compiti ben più importanti e gratificanti per loro  e  anche per le aziende,   non più  ''esattori delle tasse''  ma  veri e propri consulenti che forniscono preziosi consigli e informazioni in materia di valutazione dei dipendenti,   proposte di redistribuzione delle mansioni  e  di organizzazione interna dei carichi di lavoro,   consulenze in materia di incentivi e premi ai dipendenti  e  di un  ''servizio welfare  e  assicurativo''  che l'azienda di medie e grandi dimensioni sarà chiamata sempre di più a fornire e a garantire per trattenere presso la propria struttura i dipendenti migliori  e  fidelizzare clienti e dipendenti.      Il consulente del lavoro sarà quindi colui che contribuisce realmente allo sviluppo dell'azienda  ''facendo la differenza''  rispetto alla concorrenza nel momento in cui riesce ad aiutarla a organizzare bene turni e orari di lavoro,   organizzazione degli uffici  e  distribuzione efficiente delle mansioni,   valutazione dei dipendenti con un sistema di premi e di incentivi alla carriera per i più meritevoli   e  a dotare l'azienda di un  ''sistema welfare e benessere''  a  favore dei propri dipendenti che possa rendere quell'azienda estremamente competitiva,   e  non sarà più considerato un  ''esattore delle tasse'',   definizione che purtroppo in questo sistema fiscale non riesce a liberarsene in quanto è costretto a dedicare troppo tempo ad assolvere a una marea di adempimenti fiscali  e  burocratici inutili  e  molto costosi per l'azienda  e  anche per lo stesso consulente del lavoro   

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