Il Gufo, quando è nell'esercizio delle proprie funzioni, deve trattare spesso argomenti legati alla crisi economica. Rateizzazioni di imposte e di tasse pregresse, richiesta di mutui e di finanziamenti, difficoltà ad assolvere regolarmente le scadenze per mancanza di liquidità, difficoltà a incassare i crediti e margini di guadagno ridotti rispetto al passato sono argomenti praticamente all'ordine del giorno del Gufo, rappresentano il tema della maggior parte delle conversazioni di lavoro e anche delle discussioni del tempo libero, sono gli argomenti della vita quotidiana. Il nostro paesello probabilmente è un'oasi felice dove ''la crisi non esiste e i ristoranti sono pieni'', del resto nella precedente legislatura quando era sindaco Flavio Bizzoni e quando Benini era consigliere di minoranza è accaduto diverse volte di ascoltare in aula di Consiglio Comunale nelle serate dedicate alla discussione e all'approvazione del bilancio la frase ''la crisi non esiste'', e si era negli anni terribili del Governo Monti in cui il governo centrale aumentava a raffica le imposte e tagliava pesantemente i trasferimenti agli Enti locali. Negli Stati Uniti di Castelli Calepio in tre anni e mezzo di Consiglio Comunale si è parlato quasi esclusivamente della variantina alla S.P. 91, delle rotatorie e dei parcheggi, dei lavori in Piazza Vittorio Veneto e in via Castellini, delle beghe politiche tra i due partiti di maggioranza, delle dimissioni di assessori e delle assenze ''per motivi personali'', dei mega progetti e di mega promesse. Non si è mai parlato seriamente dei temi legati alla crisi economica e alla lotta alla povertà, che non è mai entrata realmente nei primi posti della lista delle priorità dell'agenda politica di Castelli Calepio, e quando si è parlato di tasse locali è stato solamente per comunicare una raffica di aumenti nelle aliquote, con I.M.U. e addizionale comunale portate al massimo livello previsto dalle leggi nazionali. In compenso una delle prime decisioni della maggioranza appena insediata nel lontano mese di luglio 2014 fu quella di aumentare le indennità di funzione rispetto alla legislatura precedente, portate anche esse al massimo livello previsto dalla legislazione nazionale. Gli argomenti della crisi e del lavoro non sono mai stati al primo posto dell'agenda di governo di questa maggioranza, e in compenso sono state aumentate le tasse locali e le indennità di funzione di sindaco e assessori, e anche questo nel suo piccolo è stato uno degli elementi di crisi interna della maggioranza, perchè esistevano persone che avrebbero voluto provvedimenti diversi da questi e purtroppo furono ''messe in minoranza e messe anche a tacere'', ma si crearono già in quei provvedimenti anti sociali dei primi dodici mesi della legislatura i primi motivi di dissenso che poi, lentamente ma inesorabilmente, hanno trascinato la situazione della politica locale verso la crisi attuale
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