mercoledì 1 novembre 2017

L'UNICA VITTIMA DEL CONSIGLIO COMUNALE E' STATO L'ECOMUSEO, IMPALLINATO BRUTALMENTE NELLE ORE NOTTURNE

Il Consiglio Comunale di ieri sera ha prodotto una vittima,  dopo il Distretto del Commercio di cui questa maggioranza se ne è completamente fregata lasciando al Comune di Sarnico il comando delle operazioni  e  dopo l'Unione dei Comuni sciolta nel novembre 2009 dalla ex Giunta del  ''Patto per Castelli Calepio''   il nostro paesello continua nell'operazione di chiudersi tra le proprie quattro mura  e  di isolarsi dagli altri Comuni limitrofi gettando nel cestino della carta straccia anche l'Ecomuseo.     Una delibera di Consiglio Comunale arrivata dopo la mezzanotte ha deciso che Castelli Calepio recede dal ruolo di Comune capo fila dell'Ecomuseo  e  da sede legale dell'Ente,   cede il comando delle operazioni al Comune di Sarnico che dopo il Commercio diventa Comune leader della zona anche nel settore Ambiente e Territorio,   ma quello che è più ridicolo è che  ''si ferma a metà del guado''  non avendo l'onestà intellettuale di uscire definitivamente da un Ente a cui non crede più perchè  ''si riserva di restare nell'Ecomuseo''  a  fare numero  e  a contare meno del mitico  ''due di picche''  in quanto è evidente che la parola e l'opinione di un Comune che recede dal ruolo di capo fila  e  di sede legale sarà tenuta nella considerazione che merita,   ossia vicina allo zero assoluto.    Si va avanti nella mentalità feudale e medioevale di questi paeselli secondo la quale si va sempre in ordine sparso,  ognuno che procede per conto proprio   e   pensando esclusivamente ai propri interessi,    del resto anche sull'iniziativa di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite da calamità naturali Castelli Calepio aveva voluto procedere per conto proprio  e  distinguersi dalla massa con la mitica e mitologica  ''sagra dei bolliti''   e   quindi non ci si deve più sorprendere del dilagare di questa mentalità isolazionista  e  indipendentista di chi pensa sempre di essere al centro dell'universo  e  invece si avvia a contare sempre di meno nel contesto della zona della Val Calepio  e  del Basso Sebino.         

Del resto il comunicato della Lega Nord emesso la sera del 29 ottobre parla chiaro.   All'alleato non interessa letteralmente una mazza dei settori come Manutenzioni e Ambiente / Territorio, perchè per loro l'unica cosa che conta è realizzare la mitica variantina alla S.P. 91 a TAUU  e  quindi tutto il resto può tranquillamente finire al macero  e  nel cestino della carta straccia,   sacrificato sull'altare del sogno impossibile della  ''madre di tutte le strade''.     Si deve andare in campagna elettorale per le imminenti elezioni regionali  (nelle quali i candidati devono raccogliere anche i voti di preferenza individuali,   e  quindi anche i voti dei cittadini di Casteli Calepio)   avendo in mano il mitico  ''progetto''  su carta straccia in modo da turlupinare gli elettori ancora una volta con  ''la madre di tutte le promesse'',    si deve fare un bellissimo spot elettorale  e  tutto il resto può attendere.     Si alzeranno ancora alte grida nei prossimi giorni,  lamentazioni sepolcrali  e  urla terrificanti,   ma intanto quello che conta è che da ieri sera è stato deliberato  ''nero su bianco'',    con l'impallinamento brutale dell'Ecomuseo avvenuto nelle ore notturne,   che al Comune di Castelli Calepio a maggioranza Forza Italia - Lega Nord della tutela dell'Ambiente e del Territorio non interessa una cippa lippa,   visto che la delega stessa nel corso degli anni è passata diverse volte di mano in mano

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