Era scritto nel destino che questa legislatura non si deve concludere in modo normale, magari ''tirando a campare'' e trascinandosi stancamente fino alla fine senza fare una mazza ma almeno senza fare ulteriori danni e senza sprofondare totalmente nel ridicolo. Arriva in anticipo di un mese e mezzo rispetto a Babbo Natale ''la chiamata alle armi anti comunista'', un repertorio che non manca mai a destra quando la situazione è grave ma è anche poco seria, e che infatti fu inaugurato dall'ottantunenne Silvio B. nel lontano mese di gennaio 1994 e viene ripresentato a 23 anni di distanza qui nel paesello da un esponente delle maggioranze democristiane del secolo scorso. Questa volta l'invito è solenne, siccome tira una brutta aria a causa di alcuni leghisti ''ribelli'' che minacciano di andare fino in fondo alla loro ribellione salta fuori il sermone che partendo da numeri inesatti e strampalati (nelle elezioni comunali 2014 la Lista Benini ha raccolto poco più di 2.020 voti e non 2.070 voti come è scritto nel sermone, inoltre Forza Italia e Lega Nord alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo che si tenevano lo stesso giorno delle elezioni comunali con sistema proporzionale puro avevano raccolto circa 2.400 voti dei quali solamente 2.020 sono finiti sul candidato sindaco della coalizione, a dimostrazione che circa il 20% degli elettori di destra a Castelli Calepio si erano già stancati di Benini ancora prima che lui iniziasse a governare) si conclude con un invito agli esponenti della lista civica ''Patto per Castelli Calepio'' che annuncia ''nella situazione attuale, 'Patto per Castelli Calepio' ha una grande responsabilità verso i suoi elettori, è obbligata ad assumersi l'onere di impedire che il Comune vada in mano alla sinistra che non è la maggioranza in assoluto'' e qui il Gufo si mette letteralmente a ridere. PUNTO PRIMO nessuno ''è obbligato'' a fare nulla in politica, esistono solo libere scelte da parte dei singoli consiglieri e dei singoli esponenti di ogni lista, cambiare idea è legittimo se non fosse per il fatto che uno che in passato ha sempre accusato il Gufo di avere cambiato idea adesso sta suggerendo lui stesso ai consiglieri del ''Patto'' di fare la medesima cosa che fece il Gufo in passato, con la differenza che il Gufo se ne andò via prima delle elezioni quando non aveva alcuna carica pubblica formale e nemmeno cariche elettive. PUNTO SECONDO in realtà alcuni elettori del ''Patto per Castelli Calepio'' vorrebbero un centro destra migliore al governo del paesello, ma prima di costruirlo vogliono fare ''tabula rasa'' della sceneggiata attuale, mentre esistono altri elettori del ''Patto per Castelli Calepio'' che non vedono l'ora di girare pagina e di archiviare questa legislatura arrivata ormai abbondantemente ''alla frutta''. PUNTO TERZO nessuno nelle elezioni del 2014 può dire di avere preso la maggioranza assoluta dei consensi elettorali, esistevano tre liste che hanno preso ciascuna di esse meno di un terzo dei voti considerando il rapporto tra consensi presi dalla lista e numero complessivo degli elettori aventi diritto al voto, pertanto quella che è al governo rispetto al numero complessivo degli elettori è solo una minoranza dal punto di vista puramente numerico. PUNTO QUARTO di solito questi appelli accorati anti comunisti si concludono con il mitico slogan ''non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani'' perchè la sinistra è vista come ''quelli delle tasse'' ma qui non è stato possibile farlo per evidenti ragioni, perchè la peggiore stangata fiscale che ha portato al record storico assoluto di tasse locali a Castelli Calepio è stata decisa in data 30 luglio 2015 proprio dall'attuale sindaco e dalla maggioranza attualmente al governo. PUNTO QUINTO nella precedente legislatura l'ex sindaco del "Patto per Castelli Calepio" fu ripetutamente definito in aula di Consiglio Comunale dall'attuale sindaco che in quel momento era consigliere di minoranza con epiteti come "comunista, disfattista e dittatore di sinistra" ma tutto questo passa in secondo piano perché quando si devono salvare piccole e grandi poltrone ci si mette tranquillamente una pietra sopra al passato. Questi appelli demagogici non sono una novità perché purtroppo la mentalità politica di alcune persone è rimasta ferma alla Prima Repubblica e non si è accorta che il Muro di Berlino è crollato esattamente 28 anni fa nel lontano 1989, ma siccome tirare in ballo la paura del comunismo aiuta a raccattare quattro voti in più arriva sempre il momento in cui qualcuno ripropone questo repertorio trito e ritrito in cui si utilizzano argomenti vecchi e decrepiti dei quali agli elettori più giovani non interessa letteralmente una cippa lippa
NOTA FINALE DEL POST - in realtà il Gufo pensa che tirare insieme un'ammucchiata con dentro il sindaco attuale ex fascista, Forza Italia, un pezzo della Lega Nord e una lista civica come il ''Patto per Castelli Calepio'' dove il leader politico è di centro destra ma convivono anche persone di centro sinistra sarebbe un minestrone peggiore dell'alleanza attuale. Certamente si impedirebbe a ''Castelli Calepio Cambia'' di vincere le elezioni, ma dopo pochi mesi saremmo di nuovo punto e a capo a parlare di risse politiche interne alla maggioranza, di dimissioni per casi personali e di paralisi amministrativa e politica perchè per vincere è sufficiente fare numero e imbarcare tutto e tutti, ma poi governare è un'altra cosa e richiede persone che creano un gruppo che va d'accordo e non un'accozzaglia litigiosa che litiga da mattina a sera a volte anche per futili motivi
NOTA FINALE DEL POST - in realtà il Gufo pensa che tirare insieme un'ammucchiata con dentro il sindaco attuale ex fascista, Forza Italia, un pezzo della Lega Nord e una lista civica come il ''Patto per Castelli Calepio'' dove il leader politico è di centro destra ma convivono anche persone di centro sinistra sarebbe un minestrone peggiore dell'alleanza attuale. Certamente si impedirebbe a ''Castelli Calepio Cambia'' di vincere le elezioni, ma dopo pochi mesi saremmo di nuovo punto e a capo a parlare di risse politiche interne alla maggioranza, di dimissioni per casi personali e di paralisi amministrativa e politica perchè per vincere è sufficiente fare numero e imbarcare tutto e tutti, ma poi governare è un'altra cosa e richiede persone che creano un gruppo che va d'accordo e non un'accozzaglia litigiosa che litiga da mattina a sera a volte anche per futili motivi
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