Il Gufo, parlando della questione posta all'ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato in data 25 gennaio 2018 che ha come unico punto all'ordine del giorno la contestazione di una causa di incompatibilità nei confronti della consigliera della Lega Nord ed ex sindaco del paesello Clementina Belotti, ci tiene a fare una precisazione importantissima perchè rappresenta la base principale per inquadrare quella vicenda e per giudicare positivamente oppure negativamente i comportamenti e l'operato dei consiglieri comunali che saranno chiamati a intervenire la sera del 25 gennaio 2018 in aula di Consiglio Comunale.
"Cari consiglieri,
parlando con voi di questa vicenda ho la sensazione molto netta che state sbagliando a inquadrare la natura della questione che sarete chiamati a discutere in aula la sera del 25 gennaio. Il punto chiave, fonte e origine di tutti i ragionamenti che sarete tenuti a fare e che si concretizzeranno con l'esercizio del vostro diritto di voto, è che quel voto E' UN VOTO POLITICO. Non è una decisione "tecnica" e tanto meno "giudiziaria", non è una presa d'atto, non significa stabilire se nella vicenda dei depuratori Clementina Belotti aveva ragione oppure torto, se doveva essere l'unica a subire delle sanzioni oppure se altri soggetti ed Enti avrebbero eventualmente dovuto essere coinvolti insieme a lei; non dovrete decidere se le ragioni portate avanti dagli avvocati dell'Ente sono più valide di quelle portate avanti dalla diretta interessata e dai suoi legali oppure se è vero il contrario. Non dovrete fare i giudici e nemmeno i giuristi, non siete gli avvocati e nemmeno i pubblici ministeri di nulla, non siete l'accusa e nemmeno la difesa della diretta interessata. SIETE E SARETE, QUELLA SERA, CONSIGLIERI COMUNALI CHE DEVONO STABILIRE SE SECONDO VOI QUELLA VICENDA E' RAGIONE VALIDA E SUFFICIENTE PER DELIBERARE LA DECADENZA DI UNA PERSONA ELETTA DAI CITTADINI DALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE: certamente per deliberare in tal senso è utile e proficuo che voi vi informate su come è andata la vicenda dei depuratori e su quali sono stati i passi e i passaggi cronologici che hanno portato alla sentenza che impone il pagamento della famosa sanzione di 58.000,00 euro ma alla fine la natura della domanda è semplicemente "la consigliera Clementina Belotti ha a proprio carico una questione che presenta profili di incompatibilità con la carica di consigliere comunale?? deve essere quindi dichiarata decaduta oppure deve rimanere in carica??".
Per aiutarvi a comprendere meglio, si può fare il paragone con il caso più famoso di decadenza in Italia, quello di Silvio B. dal Senato. Esisteva una legge (peraltro approvata dagli stessi parlamentari del Popolo della Libertà di cui faceva parte Silvio B. stesso), la famosa "legge Severino", che indicava tra i casi di decadenza dalla carica una sentenza definitiva di condanna passata in giudicato per alcune tipologie di reati a carico di colui che ricopriva la carica pubblica elettiva. Se fosse stato vero il concetto di "questione tecnica" e di "presa d'atto", la decadenza sarebbe stata automatica senza nessun voto da esprimere in aula. Addirittura, in teoria si potrebbe dire che "il caso era chiaro" (Silvio B. era stato effettivamente e senza discussioni condannato in via definitiva con sentenza giudiziaria) e quindi in teoria la votazione si doveva concludere con voto unanime dei senatori a favore della decadenza. Invece non fu così e oltre 100 senatori votarono contro la decadenza proprio perchè era UN VOTO POLITICO e in aula ogni senatore votava a favore oppure contro la decadenza PER RAGIONI POLITICHE. Nessuno dei senatori fece il pubblico ministero oppure l'avvocato della difesa, nessuno disse "è colpevole" oppure "era innocente", addirittura molti di essi se ne fregarono completamente della vicenda e arrivarono a dire che votavano contro la decadenza di Silvio B. perchè secondo loro un voto del genere avrebbe stravolto l'esito di un voto popolare che lo aveva portato al Senato grazie a milioni di voti dei cittadini. Nessuno si sognò di perseguire gli oltre 100 senatori che avevano votato contro la decadenza di Silvio B. proprio perchè essi avevano esercitato il proprio diritto a esprimere un voto politico con motivazioni politiche in un'aula della politica, il loro compito era ragionare "da senatori" e non "da giudici, da tecnici e / o da avvocati".
Questa (quella del VOTO POLITICO) e non altre è la natura reale del vostro voto del 25 gennaio 2018. E quello che il Gufo afferma è talmente vero che il Consiglio Comunale del 25 gennaio 2018 non dichiarerà formalmente decaduto proprio nessuno in quella seduta: se la maggioranza dei consiglieri lo deciderà (e già il fatto che si parla di "maggioranza" è un'altra dimostrazione della natura politica del voto, perchè le "prese d'atto tecniche" sono unanimi e automatiche e non hanno bisogno di voti a maggioranza per reggersi in piedi) il Consiglio Comunale contesterà alla diretta interessata l'esistenza di una causa di incompatibilità, quindi la diretta interessata potrà presentare le proprie contro deduzioni e le proprie considerazioni e solo nella seduta successiva di Consiglio Comunale avrà luogo la decisione definitiva che porterà, sempre con voto a maggioranza, alla dichiarazione di decadenza dalla carica oppure al mantenimento della carica stessa da parte della consigliera Clementina Belotti. Magari a qualcuno di voi che sognava procedure automatiche e ratifiche oppure bocciature altrettanto automatiche con improbabili convocazioni di urgenza, oppure che voleva improvvisarsi giudice e / o avvocato difensore in merito a una vicenda su cui i giudici dei Tribunali si sono pronunciati in passato e potrebbero doversi pronunciare anche in futuro se essa si trascinerà avanti, suona male la natura di "VOTO POLITICO" ma ahimè in Consiglio Comunale si fa politica e qualunque discussione, deliberazione e votazione che avviene all'interno di quell'organo elettivo è per sua stessa natura una vicenda politica che vive di voti politici espressi a maggioranza dei presenti e sotto la condizione che vi sia il numero legale minimo previsto dai regolamenti per poter discutere e deliberare. E la premessa fondamentale di tutto, proprio perchè si tratta di un voto politico espresso da un ben preciso organo politico, è che il Consiglio Comunale deve essere validamente convocato (con procedura seria, non con le "modalità farsa" del 17 gennaio) e deve essere distribuita ai consiglieri tutta la documentazione che essi richiederanno in modo da consentire a ognuno di loro di formarsi la propria opinione e il proprio convincimento personale in merito alla sussistenza oppure alla non sussistenza della causa di incompatibilità e di decadenza a carico della consigliera comunale Clementina Belotti, e siccome si tratta di un "VOTO POLITICO", questo si esprime anche nella libera scelta (posta a carico di ogni singolo consigliere, che è quindi legittimato a fare anche questa scelta preliminare) di essere presente perchè vuole partecipare alla votazione oppure di essere assente magari perchè dissente da qualcosa che non lo convince all'interno della procedura, comprese le assenze motivate dal desiderio di fare venire a meno il numero legale
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