Ogni volta che si avvicinano le elezioni e man mano si procede nella campagna elettorale, ha inizio sempre la grande sfida tra una certa destra, quella del "Family Day" e dei "difensori della famiglia tradizionale", contro una certa sinistra "da salotti elitari" portabandiera delle "unioni civili e laiche" che in sostanza sono rappresentate dalle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali e dalle loro famiglie. Ci si affronta a duello, con i difensori della famiglia tradizionale che rivendicano le tradizioni cattoliche e guardano agli avversari come fossero peccatori e debosciati, mentre gli avversari spesso hanno facile gioco a rispondere che all'interno del fronte dei difensori della famiglia tradizionale la maggior parte di essi predica bene ma razzola male perchè sono quasi tutti separati, uniti in secondo oppure terzo matrimonio, non sposati e quindi uniti in "coppie di fatto" e in alcuni casi addirittura veri e propri puttanieri (ma presenti in prima fila al "Family Day" a pontificare e a predicare grandi valori e grandi virtù dei quali essi per primi se ne fregano nella loro vita privata). Poi ci sono i peggiori di tutti, quelli della Grande Ipocrisia della famiglia da sbandierare al mondo intero nelle fotografie pubbliche piene di sorrisi e di frasi fatte: in realtà spesso sono politici che vogliono solamente dare un'immagine di pura apparenza ma sono quelli che soffrono più di tutti, quelli che fanno parte del numeroso gruppo delle "famiglie per forza" in cui nonostante il rapporto da diverso tempo di fatto si è già praticamente esaurito viene trascinato avanti in modo forzato, per questioni di convenienza oppure magari perchè ci si vergogna (magari vittima di condizionamenti familiari e / o di alcuni pregiudizi personali) a scrivere la parola "FINE" a ciò che nella realtà non esiste più.
Fuori dalla discussione, solitari come nel resto della loro vita, in un angolino ai margini di queste sfide e disfide c'è l'esercito silenzioso e solitario dei "single". Alcuni di essi sono "single" per scelta, la maggior parte sono "single" per sfortuna: non hanno ancora trovato la propria anima gemella, oppure l'hanno perduta a causa di una dolorosa separazione, oppure in alcuni casi sono quelli contro cui la vita si è accanita in modo durissimo facendoli restare vedovi/e in giovane età. Nella loro condizione non esiste solo la difficoltà economica e pratica di chi si deve organizzare da solo e provvedere a sè stesso (economicamente e nella vita di tutti i giorni) senza alcun aiuto, affrontare lunghe serate piene di lacrime e di dolore nella stanza chiusa e in quella postazione in cui si sogna lungamente l'arrivo della mitica "Civetta Bianca" che pone fine alla solitudine del "single". Non si sente mai parlare di una politica per assistere i "single", di agevolazioni e strumenti da mettere a disposizione di chi si accontenta di poco (magari solo di un po' di attenzione in più) perchè deve procedere da solo con il proprio passo da bradipo, un passo lento ma assiduo e costante. I "single" non fanno notizia eppure non rappresentano un numero esiguo di cittadini, è una condizione che colpisce molti di noi per una fase abbastanza lunga della propria esistenza, ma ahimè è una condizione che non si presta a salire su un pulpito e a predicare, che non ti investe dell'aureola del "santo difensore della famiglia tradizionale" e non ti investe nemmeno del trionfalismo "politically correct" dei difensori delle coppie e unioni di fatto e della laicità nella visione della vita (compresa quella sentimentale e familiare). Il "single" è una condizione di solitudine fino alla fine, viene vissuta "da single" e quindi, proprio perchè solitaria, non trova nemmeno difensori e politici schierati a battaglia per fare qualcosa a favore dell'infinito e silenzioso esercito dei "cuori solitari" e delle loro anime spesso sofferenti.....
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