lunedì 8 gennaio 2018

IL LUNGO VOLO DEL GUFO CHE SE NE E' ANDATO VIA, PER RAGGIUNGERE FELICEMENTE "IL MONDO DELLE FAVOLE"

Ho visitato le meraviglie del creato,   nello stesso giorno ho attraversato l'inferno sulla terra del filo spinato  e  il paradiso del Santuario della Madonna Nera.    Il mio tempo è stato scandito dai migliori orologi del mondo,   gli orologi astronomici  e  gli orologi di legno a cucù.    Ho attraversato immense distese di fiori,   infinite strisciate di tulipani colorati,     straordinarie praterie sferzate dai mulini a vento,    e poi sono entrato nel piccolo tempietto ad ammirare campi di grano,   fiori di mandorlo bianchi   e   strepitosi girasoli gialli.     Il mio sguardo ha incontrato,   fisso e immobile,    gli occhi sfuggenti e sognanti della ragazza con l'orecchino di perla  e  l'espressione laboriosa della lattaia  e  della merlettaia;    sono salito sul sacro colle a Parigi  e  sono sceso nelle bellissime grotte slovene  e  nelle miniere di sale polacche a esplorare le viscere  e  i misteri del sottosuolo.     Senza esitare  e  senza stancarmi ho attraversato bellissimi laghetti azzurri,    fantastiche distese di acqua lisce come degli specchi che restituivano l'immagine del mio sguardo incantato;   sulle barchette di legno ho raggiunto isole minuscole con chiesette pittoresche  mentre  le carrozze imperiali mi hanno accompagnato nelle vie eleganti della capitale più bella d'Europa.    I canali e le vie che ti trascinano verso il mercatino dei fiori,   placidi come dolci carezze che ti sfiorano il viso,   aprono davanti allo sguardo il luminoso brillare dei diamanti olandesi,   mentre dall'altra parte della cartina geografica non regna il diamante,   ma le bellissime chiese della città dell'oro  e  del  "Vicolo d'Oro".     Li ho incrociati tutti,   i loro capolavori;   sono apparsi uno dopo l'altro davanti ai miei occhi:   francesi  e  olandesi,   italiani  e  sloveni,   tedeschi  e  fiamminghi;    quadri oscuri  e  pennellate dai colori meravigliosi,   straordinari volti di fanciulle  e  austeri ritratti di personaggi famosi....      Nella terra elvetica ho attraversato il piccolo ponte di legno popolato da incantevoli cigni bianchi che somigliavano a quelli del  "lago dei cigni"  di Tchajkovsky,   nella nazione dei poeti ho attraversato il maestoso Ponte Carlo,   nella straordinaria capitale magiara ho attraversato il ponte delle catene.    Bellissimi cavalli lipizzani hanno dato vita insieme ai loro cavalieri a un grande spettacolo equestre in terra ungherese,   mentre quieti cavalli tedeschi popolavano i piccoli villaggi della Foresta Nera.      

Sono sceso trionfale e trionfante nei più lussuosi palazzi di Francia,   i palazzi del Re  e  quelli dell'Imperatore,   i saloni degli specchi  e  gli specchi dei saloni;    poi dalla pianura lo sguardo si è alzato  ed  è bastato percorrere a piedi pochi metri sulla collina per immergermi nell'atmosfera incantata dei  "Castelli delle Favole"  sospesi nell'aria come se una mano invisibile avesse fissato il paradiso in quell'esile tratto di terra rialzata.    Nella Piccola Venezia francese erano serviti in tavola meravigliosi vini,   nella Grande Birreria bavarese interi boccali traboccavano di schiuma  e  rendevano chiassosa l'atmosfera,   riscaldando l'autunno di Germania.     Musei di automobili con i modelli più lussuosi si sono alternati a cantine sociali vinicole francesi,   immensi parchi hanno dipinto di verde intere giornate;   e  per raggiungere il paradiso,   ho riposato ore intere mentre con gli occhi chiusi in un sonno pieno di sogni il mezzo di trasporto più lento di tutti macinava chilometri,   attraversava frontiere  e  nazioni,    si lasciava alle spalle aree di servizio  e  parcheggi.

Qualche anno fa il Gufo giaceva inerte e agonizzante senza più speranza di uscire dal proprio inferno,    era solitario nella sua postazione esattamente come adesso mentre trascrive i ricordi dei suoi bellissimi viaggi  e  compone una sua piccola opera letteraria  e  descrittiva con la quale concluderà anche questa faticosa giornata.    Il Gufo,  artista illuminato dalla mente fertile  e  dalla mano felice come pochi altri,   dotato di grande estro  e  di immenso talento naturale,    ha avuto la fortuna  irripetibile di trascorrere ore intere nei luoghi incantati dei suoi  "Castelli delle Favole",   della sua vita sospesa idealmente nella nuvoletta di orizzonti  e  scenari sepolcrali  e  di infiniti capolavori prodotti da fantasie più fertili  e  da mani più felici di quelle dello scrittore solitario.     Chi ha vissuto questa incredibile favola nel breve spazio di quattro anni,    alternando questi momenti meravigliosi alle lunghe interminabili serate di stanchezza psicologica  e  alle indicibili sofferenze dell'umore depresso,    chi ha alternato momenti di enfasi descrittiva ardente e piena di emozioni  a  lunghe lamentazioni che esternavano e formalizzavano il proprio dolore,     ha raggiunto il più alto grado di libertà  e  come quel piccolo uccellino che è riuscito a scoprire una piccola fessura nella gabbia che lo teneva imprigionato da diversi anni,    ha raccolto le forze per aprire le ali  e  con ampie falcate è volato via,   se ne è andato verso il suo orizzonte dal quale non tornerà più indietro  e  nel quale quando finalmente  (stanco ed esausto)  chiuderà per sempre i suoi occhi,   fisserà l'immagine di migliaia di fotografie  e  dei momenti di pura sublimazione della mente descritti da quelle piccole istantanee da viaggio....        

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