lunedì 8 gennaio 2018

"SONO GLI SCRITTORI A ESSERE IMMORTALI E NON I RE, PERCHE' LE GRANDI GESTA DEL RE SONO RACCONTATE E IMMORTALATE DA UMILI SCRITTORI"

"Sei troppo intelligente  e  gli altri sono gelosi di te,   per questo non farai mai carriera,   qualche volta dovresti fare finta di essere un cretino,   dare ragione a tutti   e  poi fare quello che hai voglia tu".    NO caro amico,   il problema non è che io sono  "troppo intelligente",   il problema il numero infinito  e  indefinito di somari che si circondano di incapaci.    Ma poi cosa vuol dire  "fare carriera"??    Forse significa salire tutti i gradini della scala  (sociale)  arrivando stanchi e trafelati fino all'ultimo piano,   alla Sala del Trono,   dove davanti alla tua augusta presenza camerieri  e  servitori si inchinano riverenti  mentre  "i buffoni di corte"  ti prendono in giro  (irriverenti).    Vuol dire salire in quel luogo dove toccare il cielo con un dito è facile  e  pieno di ebbrezza,   mentre ruzzolare giù nel precipizio  e  cadere rovinosamente è un evento improvviso ma che quando si verifica fa realmente male,   colpisce a morte l'orgoglio ancora prima di distruggere il fisico  e di logorare  l'anima.

"Faremo qualcosa di epocale,   il mondo parlerà di noi".     Perchè il mondo possa parlare di te,   devi iniziare tu stesso a parlare,   e  magari anche a scrivere,   rompendo il muro del pianto  e  travolgendo la barriera del silenzio;   magari quella piccola e insignificante goccia che erode lentamente la roccia non fa rumore come il mare impetuoso mentre è in tempesta,   ma scava profondamente fino alle viscere della terra  e  quando penetra a fondo esplode come un boato liberatorio.    E'  la grande forza della parola  e  di chi ne è un artista che ti rende immortale,   è  l'impronta originale  e  indelebile che lascia lo scritto a trasformare l'anonimato in grandezza,     l'immagine sbiadita  e  tiepida in qualcosa che resiste per l'Eternità.    E'  l'Arte creata dal pensiero  e  formalizzata con la mano che scolpisce per sempre i suoi capolavori,   li rende irripetibili nello spazio  e  nel tempo,   capaci di occupare ogni piccolo angolo del Creato,    come se tutto fosse stato creato solo aspettando quel momento,    il sipario che si apre  e  il protagonista che si prende per intero la scena recitando meravigliosamente sul palcoscenico che fu preparato solamente per lui.

Sono gli scrittori a essere immortali  e  non i Re,   perchè le gesta del Re sono sempre raccontate  e  immortalate da un umile scrittore;    ma per tracciare la via non è sufficiente procedere con la penna,    serve l'immaginazione che con la sua forza apre la strada  e  consente al pensiero di scorrere lungo gli argini di quella singola storia.    Il talento  e  il genio sono due mani che bussano alla porta,   che aspettano che si possa aprire quella stanza per esaminare il contenuto  e  arricchirlo con la grazia che solo le Arti Creative possiedono;   la fantasia è la chiave che riesce velocemente a dischiudere quella porta.     Non comprenderemo mai quanto grande possa essere lo spazio davanti a noi,    sepolcrale scenario che si apre all'Immensità,    se il nostro occhio stanco prima di riposarsi  e  di andare a dormire non riesce a fissare un piccolo punto,   all'interno dello spazio infinito,   che possa essere l'origine  e  l'arrivo del cammino che abbiamo deciso di compiere a passo lento,   ma assiduo  e  costante    


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