domenica 28 gennaio 2018

LA RICOSTRUZIONE STORICA DEL GUFO: "INTRIGHI INGLESI A PALAZZO NEL MESE DI MAGGIO 1940", LA CADUTA DI NEVILLE CHAMBERLAIN E DEL VISCONTE LORD HALIFAX E L'ASCESA DI CHURCHILL

Questa sera il Gufo nel suo post di ricostruzione storica analizza la successione cronologica degli eventi  "inglesi"  del mese di maggio / giugno 1940,   che furono decisivi per l'ascesa al potere di Winston Churchill il quale ha impresso alla guerra un ritmo diverso,   e  ha rovesciato le sorti di una situazione che sembrava precipitare verso una rapida vittoria della Germania nazista in Europa.   Il 9 maggio 1940 la situazione in Europa sembra compromessa,   il trionfo della Germania nazista sembra inevitabile  e  addirittura più facile  e  rapido del previsto:   i tedeschi hanno già militarmente invaso  e  costretto alla resa nazioni come la Norvegia,   il Belgio  e  l'Olanda  mentre  l'esercito inglese e francese subisce sconfitte a ripetizione  ed  è praticamente in ritirata verso i porti francesi di Dunquerque  e  di Calais,   dove la Marina militare inglese si prepara a evacuare i reduci della disfatta.    Il premier conservatore Neville Chamberlain,   duramente contestato in Parlamento dal laburista Clement Attlee  (leader dell'opposizione),   accusato di essere stato troppo debole nei confronti del regime nazista,   chiede a gran voce le dimissioni di Chamberlain il quale  (consapevole di essere gravemente malato  e  di avere davanti a sè pochi mesi di vita)  dopo quella drammatica seduta convoca i  "vertici"  del suo partito  e  annuncia che il giorno successivo andrà in Parlamento ad annunciare formali dimissioni.    Tutto sembra pronto per la nomina del visconte Lord Halifax,   ministro degli Esteri,   conservatore come Chamberlain  e  soprattutto stimato dal Re,   ma siccome Clement Attlee  (il leader dell'opposizione laburista)  era contrario a intavolare qualsiasi tentativo di negoziati di pace con il regime nazista,   Chamberlain fu costretto a  "digerire"  il fatto che l'incarico fosse affidato all'uomo più impopolare  e  detestato dai  "vertici"  del Partito Conservatore inglese,   il demagogo Winston Chruchill,    tra l'altro accanito fumatore  e  grande bevitore.

Churchill esordisce in Parlamento da nuovo premier in data 13 maggio 1940  (pochi giorni dopo quel 10 maggio 1940 in cui Chamberlain si era formalmente dimesso  e  in cui il Re lo aveva incaricato di formare un nuovo governo),   e  precisamente alla Camera dei Comuni,   con un discorso nel quale annuncia  "signori,   non ho nulla da offrire se non sangue,  fatica,  lacrime  e  sudore"   in cui praticamente annunciava che il suo unico programma era quello di fare la guerra al regime nazista.    Churchill forma quindi un  "gabinetto di Guerra"  di cui oltre a lui stesso fanno parte l'ex premier Neville Chamberlain  (leader indiscusso del Partito Conservatore inglese in quel momento storico),   il ministro degli Esteri visconte Lord Halifax  e  il leader dell'opposizione laburista Clement Attlee il quale,   in cambio della nomina di Churchill a primo ministro,   ha accettato di trascinare il Partito Laburista in una maggioranza di unità nazionale  e  in un governo  "di larghe intese".   Churchill innanzitutto organizza l'evacuazione dell'esercito inglese dalla trappola della spiaggia di Dunquerque assediata dai tedeschi,    ma si vivono 20 giorni di durissimo  "braccio di ferro"  all'interno del  "gabinetto di Guerra"  tra il guerrafondaio Churchill che cerca di coinvolgere nella guerra gli Stati Uniti  e  il ministro degli Esteri Lord Halifax che ha intavolato diversi colloqui con il Governo italiano per eventuali negoziati di pace tra Regno Unito  e  Germania nazista nei quali Benito Mussolini e il suo ambasciatore a Londra Giuseppe Bastianini avrebbero dovuto svolgere il ruolo di  "mediatori".    I colloqui intensi tra Lord Halifax  e  gli italiani vanno avanti in modo proficuo,   a tal punto che nei giorni finali del mese di maggio 1940  il ministro degli Esteri inglese chiede la immediata convocazione  (con procedura di urgenza)  del  "gabinetto di Guerra"  perchè ha addirittura preparato un  "memorandum"  (una bozza di intesa che era la base per aprire i negoziati di pace)   che probabilmente era stata concordata nelle sue linee principali con Mussolini  e  con l'ambasciatore Bastianini.

La situazione inaspettatamente prende una svolta  "guerrafondaia"  grazie al più inatteso dei protagonisti,   Re Giorgio.    Il sovrano inglese,   amico personale  e  grande estimatore di Lord Halifax,   aveva conferito l'incarico a Winston Churchill con grande riluttanza  e  probabilmente in cuor suo sperava che Chamberlain  e  lo stesso Lord Halifax riuscissero a indurre Churchill alle dimissioni in favore dello stesso Lord Halifax;   tuttavia proprio negli ultimi giorni di maggio il Re inglese improvvisamente  e  senza nessun preavviso si recò a casa del primo ministro inglese annunciando che in quel grave momento lui lo avrebbe appoggiato totalmente nella sua azione di guerra contro la Germania nazista.    Forte dell'appoggio incondizionato del Re,   Winston Churchill in pieno  "gabinetto di Guerra"  affossò il  "memorandum"  preparato da Lord Halifax  (il quale aveva intavolato i colloqui con gli italiani forte del fatto che il primo ministro inglese non si era opposto a questo tentativo)   e  fregandosene della minaccia del Ministro degli Esteri di rassegnare le dimissioni  si recò in Parlamento per pronunciare il famoso discorso del 4 giugno 1940,   passato alla Storia,   con il quale il primo ministro inglese pronunciò queste frasi   "combatteremo in Francia,   combatteremo nei mari  e  negli oceani,   combatteremo nell'aria,   combatteremo sulle spiagge,   combatteremo nei luoghi di sbarco,   combatteremo nei campi  e  sulle strade,   combatteremo nelle colline....   NON CI ARRENDEREMO MAI".      

Era la fine dei colloqui e dei negoziati tra Italia fascista  e  Regno Unito:   e la dimostrazione che quei colloqui erano realmente esistiti è data dal successivo evento in ordine cronologico,   quello del 10 giugno 1940   (sei giorni dopo il famoso discorso di Churchill nel Parlamento inglese)   nel quale Benito Mussolini annuncia l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania nazista  e  contro una Francia ormai vicina al collasso militare  e  soprattutto contro il Regno Unito.    Mussolini,   che si sentiva  "tradito"  dagli inglesi  e  da Churchill con i quali era convinto che avrebbe intavolato  "gli accordi di pace"  nel ruolo trionfale del grande mediatore che aveva posto fine alla guerra in Europa,    consuma la propria  "vendetta"  per quel tradimento schierandosi a fianco di Hitler  (mentre prima di quel discorso l'Italia era rimasta neutrale)   e  lo stesso Churchill a quel punto non ha più bisogno di un negoziatore  e  nei primi giorni dell'anno 1941 liquida il visconte Lord Halifax rimuovendolo dal  "gabinetto di Guerra"  e  dalla carica di Ministro degli Esteri per nominarlo ambasciatore negli Stati Uniti di America,   dei quali era facile prevedere l'imminente entrata in guerra a fianco degli inglesi.      Prima della fine del 1940,   precisamente il 9 novembre,   l'ex premier Neville Chamberlain era morto per la malattia che lo aveva duramente colpito  e  quindi con la scomparsa dei due  "negoziatori di pace"  (Chamberlain  e  Lord Halifax)   Churchill con i pieni poteri  e  il dominio assoluto sul Partito Conservatore fece la guerra senza esclusione di colpi alla Germania nazista.    Come dimostrato da questi eventi,   anche la Grande Storia del meraviglioso Impero che dominava il mondo  (quello del Regno Unito)   non era priva di intrighi di Palazzo e di congiure da politicanti che volevano  "fare le scarpe"  al loro stesso collega di partito nella speranza di riuscire a sostituirlo ai  "vertici"  della nazione,   di trattative segrete con una nazione  "ostile"  come l'Italia fascista,   di colpi di scena,   di improvvisi voltafaccia  e  anche di momenti di eroico spirito nazionalista;   tuttavia la Storia non è semplice da comprendere senza una capacità di analisi degli eventi che non si deve fermare  "alla superficie"  ma  deve capire a fondo gli eventi inquadrandoli nello scenario internazionale di quel preciso momento storico.     Purtroppo la narrazione degli storici  e  del Gufo è incompleta:   nella fuga finale dei gerarchi fascisti  e  dello stesso Mussolini dopo il 25 aprile 1945  e  soprattutto nella lunga  "giornata dei misteri"  del 26 aprile in cui i gerarchi si trascinavano da un paesello all'altro del lago di Como  e  avevano colloqui segreti e riservati di ogni genere,   molti  "incidenti"  più o meno misteriosi portarono alla perdita  e  alla scomparsa di diversi documenti storici,   tra i quali probabilmente esisteva un'ampia documentazione sul carteggio  "riservato"  tra Churchill  e  Lord Halifax con lo stesso Benito Mussolini.    Senza quei documenti preziosi che non sono più stati ritrovati nella loro integrità  e  nel loro contenuto originale,   si possono fare supposizioni  e  ricostruzioni attendibili ma purtroppo non emergerà la verità  "nuda e cruda"  che molti,   forse troppi,   ancora oggi  (nonostante sono ormai trascorsi oltre 70 anni da quei tragici eventi  e  da quei misfatti)   preferiscono tenere nascosta ai loro popoli  e  ai loro elettori      

 

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