Il Consiglio Comunale convocato con procedura di urgenza per decretare la decadenza per incompatibilità di Clementina Belotti finisce nel ridicolo e in farsa con l'aula che (accogliendo una richiesta sospensiva presentata dai due consiglieri di minoranza di "Castelli Calepio Cambia" appoggiata anche dal capogruppo dell'altra lista di minoranza "Patto per Castelli Calepio") è costretta tra le altre cose a dichiarare che non esistevano le condizioni per la convocazione di urgenza, e certifica la figura veramente penosa di chi ha convocato un Consiglio Comunale senza nemmeno accertarsi che ai consiglieri di minoranza fosse stata consegnata uno straccio di documentazione decente, il "minimo sindacale" per discutere e deliberare su un argomento politicamente molto grave come la decadenza di un consigliere comunale. La maggioranza si è dissolta e liquefatta fin dall'inizio: una volta entrati in aula, il sindaco e il capogruppo di "Lista Benini" avevano già fatto una figuraccia a dir poco ridicola, erano infatti assenti tre consiglieri comunali della Lega Nord su quattro (oltre a Clementina Belotti risultavano assenti Pieremilio Pagani e Cristian Pagani che è anche uno dei due assessori leghisti rimasti in Giunta) e quindi la maggioranza non era auto sufficiente, per garantire il numero legale era praticamente nelle mani e in balìa delle due liste di opposizione e questo ha fatto immediatamente precipitare al suolo qualsiasi tentazione di avere un approccio arrogante alla questione. Il vice sindaco a sua volta è andato incontro a una situazione politicamente imbarazzante: unico leghista presente in aula (gli altri tre erano assenti), ha dovuto condividere insieme ai suoi "colleghi" di Forza Italia la figuraccia politica di una serata disastrosa.
Quando Massimiliano Chiari di "Castelli Calepio Cambia" ha letto una richiesta di sospensiva (in pratica la richiesta di rinviare la questione della decadenza di Clementina Belotti da consigliere a una successiva convocazione da eseguire con la modalità della "convocazione ordinaria" che prevede la consegna della documentazione, che la prossima volta dovrà essere completa e non limitata a una semplice mail scritta dall'avvocato dell'Ente che comunicava al sindaco l'esistenza di una causa di incompatibilità a carico di Clementina Belotti) presentata ai sensi dell'articolo 22 del regolamento di funzionamento del Consiglio e quindi da mettere ai voti, gli altri due consiglieri di minoranza presenti in aula Flavio Bizzoni del "Patto per Castelli Calepio" e Fabio Perletti di "Castelli Calepio Cambia" dichiaravano di appoggiare la richiesta letta in aula da Massimiliano e questo di fatto decideva la questione, perchè in caso di mancato accoglimento della richiesta di sospensiva i tre consiglieri di minoranza sarebbero usciti dall'aula lasciando la maggioranza (priva del numero legale perchè falcidiata da un numero micidiale di assenze) con il cerino in mano, costretta a piegarsi a 360 gradi e a umiliarsi votando a favore della richiesta di sospensiva e quindi decretando di fatto la fine della seduta e il rinvio della questione a una nuova convocazione di Consiglio Comunale in data da destinarsi e da eseguire mediante procedura di convocazione "ordinaria".
Terminata la seduta, in Forza Italia inizierà immediatamente "la notte dei lunghi coltelli". Nella serata più disastrosa della legislatura il partito del sindaco si ritrova ancora tra i piedi la consigliera "scomoda" almeno per un'altra settimana, e trascorrerà un brutto fine settimana colui che ha voluto a tutti i costi tentare di forzare la mano al resto della maggioranza con la sciagurata e infelice idea della convocazione del Consiglio Comunale con procedura di urgenza; magari la rissa resterà confinata nelle segrete stanze della sede del partito, ma certamente almeno un paio di persone nei prossimi giorni trascorreranno serate assai agitate, probabilmente saranno "cazziati" anche dai vertici provinciali del partito che avrebbero preferito tentare una mediazione ed evitare la consumazione di questa ennesima inutile rissa contro l'alleato leghista. Nella Lega Nord ne escono politicamente vincitori i tre assenti, che hanno evitato di associare il loro nome a una pessima figura politica, e anzi grazie alla loro assenza hanno messo in grave difficoltà l'alleato che è stato praticamente costretto alla "resa senza condizioni" di dover accettare / subire la richiesta di sospensiva presentata dai consiglieri di minoranza e votare a favore senza discutere, e adesso nei prossimi giorni i leghisti possono fermarsi sulla riva del fiume e "lasciare bollire nel proprio brodo" Forza Italia, che era convinta di risolvere la questione questa sera e invece si ritrova cotta e bollita sulla brace delle polemiche politiche, oltre che costretta a cercare sette consiglieri che voteranno la decadenza senza avere la certezza di riuscire a trovarli in tempi brevi. Le "notti dei lunghi coltelli" sono appena iniziate, chi sperava di liquidare rapidamente Clementina Belotti nei prossimi giorni sarà sulla graticola, e da oggi (grazie all'incredibile atto di arroganza della convocazione del Consiglio Comunale con procedura di urgenza) la maggioranza vacilla di nuovo, non ci sono i numeri e nei prossimi giorni si riprende di nuovo a ballare sul filo del rasoio, perchè questo è stato l'ennesimo caso nel quale "i suonatori che sono partiti per suonare sono ritornati a casa suonati"
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