martedì 20 febbraio 2018

CLEMENTINA BELOTTI DICHIARATA INCOMPATIBILE: NELLA SERATA INCANDESCENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 20 FEBBRAIO 2018, LA MAGGIORANZA E' ORMAI ALLA RISSA TOTALE E SI PROFILA UN DRAMMATICO CONTENZIOSO LEGALE TRA COMUNE ED EX SINDACO

Il Consiglio Comunale della serata del 20 febbraio 2018  vota con i sette voti favorevoli dei consiglieri di Forza Italia  e  del  "Patto per Castelli Calepio"  la contestazione definitiva della incompatibilità a causa di Clementina Belotti  e  le concede altri dieci giorni di tempo per rimuovere la causa,   altrimenti nella prossima seduta la impallinerà definitivamente votando la sua decadenza da consigliere comunale.     La vicenda quindi sta per uscire dalle aule della politica nel solito modo,   ossia in modo rissoso  e  inconcludente,   e  continuerà certamente nelle aule di tribunale:   le due parti  (Comune di Castelli Calepio  e  Clementina Belotti)  sono in contenzioso legale vero e proprio,   manifestato  e  reso evidente da pareri  e  contro deduzioni scritte di avvocati  e  dalla procedura di contestazione delle incompatibilità  e  di decadenza contro un consigliere comunale;   la questione politica è incandescente  e  continua a essere preoccupante,   perchè è stata affrontata  (come al solito)  in modo superficiale dalla maggioranza  e  in primo luogo dallo stesso sindaco con l'aggravante che questa vicenda si è innestata in un momento  e  in una situazione in cui tra Forza Italia  e  Lega Nord avevano già iniziato da troppo tempo a  "volare gli stracci"  su altre vicende di questa legislatura.   

LA LEGA ESCE DALL'AULA,   IL VICE SINDACO E'  ASSENTE  -   nella legislatura dei documenti a sorpresa come al solito salta fuori un parere dell'avvocato incaricato dal Comune di seguire la vicenda che afferma che la persona interessata  (cioè Clementina Belotti)  doveva uscire dall'aula senza nemmeno partecipare alla discussione.    Ne è nata una lunga disputa in aula,   tra coloro che ritenevano che l'obbligo di uscita fosse necessario solo al momento della votazione  (mentre ritenevano che  potesse partecipare alla discussione)  e  coloro come il sindaco Benini che ritenevano che dovesse uscire fin dall'inizio della seduta.   Clementina ha tolto tutti dall'imbarazzo  ed  è uscita da sola,   dopo aver fatto  verbalizzare al segretario il motivo per il quale usciva dall'aula,   ossia che praticamente era stata invitata a farlo dopo la lettura di questo parere legale.    La Lega Nord quindi di fatto non ha partecipato alla votazione:   il vice sindaco era assente alla seduta fin dall'inizio,   l'assessore Cristian Pagani ha dichiarato di avere appreso con sorpresa  e  solo alle otto di sera  (al momento dell'inizio della seduta)  dell'esistenza di quel parere legale,   e  quindi è uscito dall'aula perchè  "quando non c'è chiarezza io non posso dire nè  SI  nè  NO"  e  per mancanza di chiarezza intendeva il fatto che lui  e  gli altri consiglieri non erano stati messi per tempo a conoscenza di quel documento.   Pieremilio Pagani ha iniziato un duello verbale lunghissimo contro il sindaco Benini  e  contro l'ex sindaco Flavio Bizzoni sull'intera vicenda dei depuratori,   ma sinceramente non si è capito nulla anche perchè è materialmente impossibile ricostruire con chiarezza  e  precisione una vicenda tecnica  e  giudiziaria lunga oltre dieci anni in meno di un'ora di seduta di Consiglio Comunale,   soprattutto quando ci si interrompe reciprocamente  e  si urla.     Il Gufo peraltro inizia a deplorare vivamente il  "vizio"  che a ogni Consiglio Comunale importante di questa legislatura salta sempre fuori la sorpresa oppure il documento dell'ultimo minuto,   e  che diverse volte i consiglieri arrivano in aula  e  solo in quel momento apprendono il colpo di scena del nuovo papiro che è arrivato nelle mani del sindaco....   

IL GUFO  E  MASSIMILIANO NE ESCONO VINCITORI,   AVEVANO RAGIONE SULLA CORTE DEI CONTI  -  in un profluvio trionfale di dichiarazioni il sindaco  e  anche lo stesso Flavio Bizzoni ammettono che la quantificazione del debito di Clementina Belotti nei confronti del Comune può essere fatta solo dalla Corte dei Conti,   su istruttoria avviata dal Procuratore della Corte dei Conti stessa;   peraltro Flavio ci ha tenuto a precisare che ciò non fa venire a meno il verificarsi di una causa di incompatibilità  che  secondo lui era esistente  e  reale,   al punto che i due consiglieri del  "Patto per Castelli Calepio"  hanno votato a favore della contestazione definitiva della incompatibilità a carico di Clementina Belotti.   Massimiliano,   con la sua dichiarazione di voto contrario che punta l'attenzione su un fatto  (ossia che l'incompatibilità doveva essere contestata fin dall'inizio quando la vicenda si era manifestata  e  non con quattro mesi di ritardo,   e  che comunque prima di contestare l'incompatibilità poteva  e  doveva essere chiesto il famoso parere alla Corte dei Conti)   ha solamente letto una dichiarazione di voto,   ovviamente un voto contrario che replica quello già espresso dai consiglieri di  "Castelli Calepio Cambia"  in data 25 gennaio 2018.    Ci vuole pazienza a leggere con attenzione gli sviluppi queste vicende,   e  quello che fino a ieri solamente il Gufo  e  Massimiliano avevano il coraggio di scrivere  (il passaggio tecnico davanti alla Corte dei Conti che avrà l'ultima parola sulla quantificazione del debito)   questa sera è sembrata la cosa più ovvia  e  naturale del mondo.     Per il resto Massimiliano,   quando fa notare che a una consigliera che lo stesso sindaco considerava da diversi mesi  "in odore di incompatibilità"  è stato lasciato votare addirittura una variante generale del P.G.T.  e  una variazione di bilancio,   fa capire benissimo che i tempi di questa vicenda non sono stati solamente  "tecnici"  ma  anche e soprattutto  "politici",    e  variabili a seconda di come tirava il vento all'interno della maggioranza che ormai è letteralmente allo sfascio       

LA LUNGA RELAZIONE DI FLAVIO NON CONVINCE IL GUFO  -  Flavio Bizzoni legge in aula una relazione nella quale,   in pratica,   accusa Clementina Belotti  e  il suo conflitto di interesse sulla questione delle sanzioni ai depuratori sono stati  "il tarlo"  che ha fatto esplodere la maggioranza.    Il Gufo innanzitutto registra il fatto che la ricostruzione di Flavio Bizzoni è imprecisa nel punto di partenza  (lui parte nella narrazione dalle dimissioni da assessore al Bilancio di Clementina Belotti in data 30 maggio 2016,   avvenute circa un mese e mezzo più tardi della sentenza che sanciva la condanna della ex sindaca  ed  ex assessora al Bilancio a dover pagare la famosa sanzione di 58.000,00  euro,    ma in realtà la crisi della maggioranza era già iniziata prima delle dimissioni di Clementina Belotti  in quanto un altro assessore,   precisamente Gabriele Colombi,    si era dimesso dall'incarico prima di lei in data 8 marzo 2016  e  per motivi che non avevano nulla a che vedere con la vicenda delle sanzioni ai depuratori)    e  soprattutto  "mette in collo a una sola persona"  quella che è una crisi politica devastante che va avanti da diversi anni,   forse addirittura fin dal primo minuto in qui questa  "Armata Brancaleone"  fu tirata insieme nel lontano 2014:   la crisi della maggioranza ha diverse ragioni di fondo  e  il Gufo ne elenca alcune,   dalla rissa per la presidenza della Fondazione Calepio nell'estate 2014  alle dimissioni di diversi assessori dal loro incarico  (si sono registrate fino a oggi tre dimissioni di assessori,   non solo le dimissioni di Clementina Belotti,   e  non è stata Clementina Belotti la prima a rassegnare le dimissioni in ordine cronologico);   sulle reali cause della crisi politica si dovrebbe scrivere un papiro perchè sono stati diversi episodi  e  diverse circostanze,   non certo una sola,   a  determinare lo sfascio della maggioranza
  
In sintesi,   alla fine della serata restano i fatti politici.    L'alleanza tra Lega Nord  e  Forza Italia  è definitivamente allo sfascio a tal punto che lo stesso Flavio Bizzoni ha chiesto al sindaco di venire in Consiglio Comunale prima possibile per dichiarare pubblicamente se è riuscito a ricompattare la maggioranza  oppure  a  prendere atto che non c'è più nulla da fare  e  si devono rassegnare le dimissioni,   ma in quella frase in cui dice che  "mandare a casa una amministrazione eletta dai cittadini è un fatto molto grave"  e  in cui apre a soluzioni alternative,   molti tra il pubblico hanno avuto la sensazione che la legislatura in qualche modo riuscirà  a  trascinarsi alla fine,   anche se in queste condizioni  (e avendo un solo anno di operatività prima della scadenza naturale della legislatura)   si può solamente tirare a campare;   e  come se tutto questo non fosse sufficiente,   si profila all'orizzonte un drammatico contenzioso legale tra il Comune  e  il suo ex sindaco  ed  ex assessore al Bilancio,    quindi una vicenda che darà una immagine pubblica assai disastrosa della politica di Castelli Calepio.    Non si doveva arrivare a questo punto,   e  questa è l'unica considerazione sulla quale convengono sia Massimiliano Chiari che Flavio Bizzoni quando affermano che questa situazione non doveva essere lasciata marcire per mesi ma affrontata fin dall'inizio in modo diverso....    e  secondo il Gufo non si dovrebbe andare avanti oltre,   in questa legislatura.    La squadra che fu presentata agli elettori nel maggio 2014,  l'alleanza tra i due partiti Lega Nord  e  Forza  e  lo stesso programma elettorale sono ormai diventati  "carta straccia":    in queste condizioni solo un irresponsabile può pensare di andare avanti,    e  il Gufo purtroppo deve constatare che si va verso questa soluzione  "irresponsabile"  perchè il Grande Imperatore non vuole prendere pubblicamente atto del proprio fallimento politico  e  ha deciso di rimanere inchiavardato alla poltrona fino all'ultimo giorno della legislatura,   a qualsiasi costo....     

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