lunedì 19 febbraio 2018

IL GUFO PIOMBA COME UN FALCO NELL'ARENA "VORREI CONGEDARMI DALLA POLITICA LOCALE TIRANDO INSIEME 'UNA GABBIA DI MATTI' PROPRIO QUI A CASTELLI CALEPIO, FACENDO NASCERE NEL PAESELLO 'IL MONDO DEI CASTELLI DELLE FAVOLE' CHE SONO SOSPESI IN CIELO IN MEZZO ALLE NUVOLE"

"Vorrei congedarmi dalla politica locale  e  dare  un senso al mio declino tirando insieme  'una gabbia di matti'  proprio qui a Castelli Calepio,   facendo nascere proprio nel paesello il mondo dei  'Castelli delle Favole'  che sono sospesi nel Cielo in mezzo alle nuvole,   perchè il bello della Politica è imbarcarsi nell'avventura più spregiudicata  e  spericolata che consente di trasformare i sogni impossibili in realtà".    Il Gufo piomba come un falco sulla scena della politica locale,   non apre la sede di un partito,   non distribuisce tessere  e  poltrone,   non promette cariche a destra e a sinistra,   non annuncia candidature ufficiali,  se ne frega dei direttivi provinciali  e  dei verbali di assemblea  e  travolge tutte le procedure  ma irrompe clamorosamente sul palcoscenico da protagonista facendo il regalo più bello di tutti,   apre le porte a un sogno impossibile  e  lo scolpisce nella roccia utilizzando l'Arte della Scrittura;   il Gufo chiama a sè  "una gabbia di matti"  per istituzionalizzare la fantasia  e  la genialità,   le visioni immense  e  sepolcrali di chi dopo anni di pessimismo  e  negatività vuole aprire le ali  e  volare verso orizzonti infiniti.    Il Gufo,   con la sua antica idea del  "salottino da thè"  in cui si fa casino  e  si urla,   ma rigidamente all'interno dello scenario conviviale della sala anglosassone nella quale si discute con la tavola imbandita dai pasticcini,   spazza via definitivamente listini  e  listoni,   crea il suo piccolo spazio dove  "è obbligatorio"  solamente esprimere idee libere,    sogna di creare quella Destra che in Italia  e  anche nel paesello non si è mai vista,   quella del  "marasma organizzato"  in cui persone disordinate  e  creative   (ma dotate di grande generosità nelle viscere del proprio animo caotico  e  spesso vittime degli sbalzi terrificanti del proprio umore  "ballerino")   si imbarcano in un'avventura spericolata  e  anche spregiudicata,   sapendo che  "dietro le quinte"  la mano volonterosa di qualche  "cireneo"  rimette tutto a posto  e  impedisce alla allegra combriccola di mettersi nuovamente nei guai.    Il Gufo che apre la finestra della stanza chiusa al sogno della  "gabbia di matti"  della destra più sepolcrale  e   avventurosa non ha fretta,    perchè colui che lancia l'idea è come il seminatore che butta il seme nel campo  e  lo innaffia con pazienza giorno dopo giorno,   guardando con occhi incantati la meraviglia di quel piccolo chicco di grano che è diventato velocemente robusta pianticella in grado di produrre frutti di buona qualità;   il Gufo è come il cuoco a cui hanno gettato sul tavolo in modo disordinato una marea di ingredienti  e  li mette insieme con pazienza,   tutti nel pentolone,   perchè alla fine uscirà il capolavoro di un minestrone saporito  e  nutriente proprio con gli ingredienti che gli altri avevano scartato in modo rabbioso.    Il  "salottino da thè"  della  "gabbia di matti"  della parte più strampalata  e  minoritaria della destra di Castelli Calepio apre i suoi battenti,   e  a colui che ha aperto la porta resta solamente il compito di non lasciarsi sorprendere nel momento in cui qualcuno deciderà di entrare  e  di accomodarsi,    perchè il Gufo che ha teso la mano ha percepito segnali nell'aria che qualcuno che adesso versa in una situazione di grave difficoltà politica stringerà con forza quella mano  e  si metterà a camminare insieme al Gufo con passo lento ma assiduo  e  costante,   uscendo dalle secche del marasma  e  volando insieme al Gufo nell'orizzonte dei sogni dei  "Castelli delle Favole",    trascinato dal fascino irresistibile di questa incredibile avventura che scriverà  (contro ogni previsione)  il finale più bello e inaspettato di tutti....  

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