"Vorrei congedarmi dalla politica locale e dare un senso al mio declino tirando insieme 'una gabbia di matti' proprio qui a Castelli Calepio, facendo nascere proprio nel paesello il mondo dei 'Castelli delle Favole' che sono sospesi nel Cielo in mezzo alle nuvole, perchè il bello della Politica è imbarcarsi nell'avventura più spregiudicata e spericolata che consente di trasformare i sogni impossibili in realtà". Il Gufo piomba come un falco sulla scena della politica locale, non apre la sede di un partito, non distribuisce tessere e poltrone, non promette cariche a destra e a sinistra, non annuncia candidature ufficiali, se ne frega dei direttivi provinciali e dei verbali di assemblea e travolge tutte le procedure ma irrompe clamorosamente sul palcoscenico da protagonista facendo il regalo più bello di tutti, apre le porte a un sogno impossibile e lo scolpisce nella roccia utilizzando l'Arte della Scrittura; il Gufo chiama a sè "una gabbia di matti" per istituzionalizzare la fantasia e la genialità, le visioni immense e sepolcrali di chi dopo anni di pessimismo e negatività vuole aprire le ali e volare verso orizzonti infiniti. Il Gufo, con la sua antica idea del "salottino da thè" in cui si fa casino e si urla, ma rigidamente all'interno dello scenario conviviale della sala anglosassone nella quale si discute con la tavola imbandita dai pasticcini, spazza via definitivamente listini e listoni, crea il suo piccolo spazio dove "è obbligatorio" solamente esprimere idee libere, sogna di creare quella Destra che in Italia e anche nel paesello non si è mai vista, quella del "marasma organizzato" in cui persone disordinate e creative (ma dotate di grande generosità nelle viscere del proprio animo caotico e spesso vittime degli sbalzi terrificanti del proprio umore "ballerino") si imbarcano in un'avventura spericolata e anche spregiudicata, sapendo che "dietro le quinte" la mano volonterosa di qualche "cireneo" rimette tutto a posto e impedisce alla allegra combriccola di mettersi nuovamente nei guai. Il Gufo che apre la finestra della stanza chiusa al sogno della "gabbia di matti" della destra più sepolcrale e avventurosa non ha fretta, perchè colui che lancia l'idea è come il seminatore che butta il seme nel campo e lo innaffia con pazienza giorno dopo giorno, guardando con occhi incantati la meraviglia di quel piccolo chicco di grano che è diventato velocemente robusta pianticella in grado di produrre frutti di buona qualità; il Gufo è come il cuoco a cui hanno gettato sul tavolo in modo disordinato una marea di ingredienti e li mette insieme con pazienza, tutti nel pentolone, perchè alla fine uscirà il capolavoro di un minestrone saporito e nutriente proprio con gli ingredienti che gli altri avevano scartato in modo rabbioso. Il "salottino da thè" della "gabbia di matti" della parte più strampalata e minoritaria della destra di Castelli Calepio apre i suoi battenti, e a colui che ha aperto la porta resta solamente il compito di non lasciarsi sorprendere nel momento in cui qualcuno deciderà di entrare e di accomodarsi, perchè il Gufo che ha teso la mano ha percepito segnali nell'aria che qualcuno che adesso versa in una situazione di grave difficoltà politica stringerà con forza quella mano e si metterà a camminare insieme al Gufo con passo lento ma assiduo e costante, uscendo dalle secche del marasma e volando insieme al Gufo nell'orizzonte dei sogni dei "Castelli delle Favole", trascinato dal fascino irresistibile di questa incredibile avventura che scriverà (contro ogni previsione) il finale più bello e inaspettato di tutti....
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