venerdì 9 febbraio 2018

IL FLAVIO BIZZONI CHE "TORNA A CASA" (VERSO UN CENTRO DESTRA SENZA LA LEGA E SENZA BENINI) NON DEVE DARE SCANDALO, E DOPO QUESTA SVOLTA POLITICA TUTTI TORNERANNO ALLA LORO "CASA NATURALE"

Massimiliano Chiari nel suo  "post provocatorio"  su Facebook in cui invitava la Lega Nord  e  Flavio Bizzoni a sottoscrivere una mozione di sfiducia per portare in aula la discussione sulla crisi politica di un'alleanza  (quella tra Lega Nord  e  Forza Italia)  che è ormai  "alla tazzina del caffè",   ma  Flavio Bizzoni gli ha fatto capire che non sarà firmata alcuna mozione di sfiducia.     Il  "Patto per Castelli Calepio"  ha salvato questa legislatura,   ma non salverà Benini che potrà arrivare a fine mandato ma poi sarà congedato perchè il  "nuovo"  centro destra senza la Lega Nord avrà bisogno di un candidato sindaco dal profilo moderato  e  non di destra  "dura e pura";    semmai il fallimento politico e umano di Benini è stato,   nella selezione dei candidati nel 2014  e  nei primi anni della sua legislatura,   quello di non avere compreso che lui doveva  "appoggiarsi"  sulla Lega Nord  che gli avrebbe garantito una vita tranquilla,   invece li ha impallinati  e  si è consegnato  "mani e piedi"   a  un  esercito di democristiani del suo stesso partito che lo trascinano stancamente a fine legislatura per avere il tempo di formare il nuovo  "listone di centro destra"  e  poi,   una volta sistemate le caselle dei candidati al posto giusto indicheranno il nome del nuovo candidato sindaco  e  provvederanno a congedare Benini.

Il  "Patto per Castelli Calepio"  questa legislatura l'ha già salvata tre volte.    Il primo salvataggio è arrivato a inizio novembre,   quando Massimiliano Chiari a nome del gruppo politico  "Castelli Calepio Cambia"  ha sondato il terreno per valutare se fosse possibile fare cadere la maggioranza attivando la procedura delle  "dimissioni simultanee di sette consiglieri su tredici"    (una delle modalità previste dalla legge per fare cadere una Giunta è quella delle dimissioni contemporanee della maggioranza assoluta dei consiglieri comunali),    ma proprio nel momento in cui sembrava possibile trovare tre leghisti disposti al grande passo,   sono venuti a mancare i due consiglieri del  "Patto per Castelli Calepio"  che non hanno preso in considerazione questa ipotesi,   dicendo che della crisi politica si doveva discutere in aula di Consiglio Comunale;   ovviamente non si è più discusso di nulla in Consiglio Comunale,   e  del resto non se ne potrà mai discutere se manca la disponibilità da parte dei consiglieri del  "Patto per Castelli Calepio"  di firmare una mozione di sfiducia insieme ai colleghi consiglieri di minoranza di  "Castelli Calepio Cambia"   e ai leghisti  "ribelli e dissidenti".   Il secondo salvataggio è arrivato in Consiglio Comunale la sera del 28 novembre 2017:   era in programma una delicata votazione sulla variazione al bilancio di previsione 2018  e  si sapeva già fin dall'inizio della seduta che Clementina Belotti e Pieremilio Pagani avrebbero votato contro,   mentre non si sapeva ancora con esattezza come avrebbero votato gli altri due consiglieri della Lega Nord;   ci ha pensato uno dei due consiglieri del  "Patto per Castelli Calepio"  a  uscire dall'aula per impegni personali dopo la discussione e approvazione del piano di diritto allo studio  e  soprattutto prima della discussione e votazione sul bilancio,   con tale gesto ha fatto venire a meno un voto di minoranza  e  ha chiuso la partita politica ancora prima che la discussione sul bilancio potesse avere inizio   (poi però si è scoperto,   durante lo svolgimento delle votazioni,   che quel salvataggio fu inutile perchè i leghisti  "dissidenti"  erano solamente due  e  non tre come si poteva ipotizzare nei giorni precedenti quel Consiglio Comunale).     Il terzo clamoroso salvataggio è arrivato la sera del 25 gennaio 2018:   la maggioranza non aveva i numeri  (da sola)  per mettere in discussione e in votazione la questione della contestazione della decadenza di Clementina Belotti dalla carica di consigliere,   e  quando Massimiliano Chiari  (dopo avere concluso il proprio intervento politico)  dopo avere fatto notare che la maggioranza da sola per la seconda volta consecutiva su quella vicenda non era autosufficiente per garantire il numero legale,   ha chiesto pubblicamente ai consiglieri del  "Patto"    "se voi deciderete di uscire dall'aula per fare mancare il numero legale,   noi usciremo insieme a voi",    Flavio Bizzoni ha annunciato che i due consiglieri del suo gruppo sarebbero rimasti in aula a votare a favore della contestazione della causa di incompatibilità nei confronti di Clementina Belotti,   e  con tale atto ha salvato la maggioranza da una sconfitta politica in aula di Consiglio Comunale che sarebbe stata disastrosa dal punto di vista dell'immagine pubblica.    Ci sarà un ulteriore  "salvataggio"  la serata della settimana prossima in cui sarà convocato il Consiglio Comunale che dovrà deliberare se fare decadere dalla carica Clementina Belotti oppure mantenerla in carica come consigliera:   senza i due voti dei due consiglieri del  "Patto per Castelli Calepio",    la maggioranza  (su questa vicenda Lega Nord  e  Forza Italia sono in grave e insanabile dissenso tra loro)   non è in grado di garantire il raggiungimento dei sette voti necessari per decidere da sola,   e  a questo punto paradossalmente anche Lega Nord  e  "Castelli Calepio Cambia"  hanno tutto l'interesse  (politico)  di dimostrare che la maggioranza se si salverà dal rischio di una possibile disfatta politica in aula sarà solamente grazie all'appoggio determinante dei due consiglieri del  "Patto per Castelli Calepio".   

Flavio Bizzoni,   militante storico prima di Forza Italia  e  poi del Popolo della Libertà,   persona sicuramente di centro destra come storia personale  e  come valori politici di riferimento,   torna a casa da vincitore:   i suoi successori  (in primis il sindaco Benini)  stanno congedandosi dalla legislatura che è ormai arrivata a poco più di un anno dalla scadenza naturale con risultati politici  e  amministrativi disastrosi,    e  senza il  "salvataggio"  del 25 gennaio 2018,   probabilmente in questi giorni sarebbe andato in scena lo spettacolo della dissoluzione definitiva della maggioranza Lega Nord - Forza Italia.    A quel punto sarà  "il vincitore"  ad avere nelle sue mani l'onore  e  anche la responsabilità di riorganizzare il centro destra allo sfascio,   e  non si sottrarrà da questo compito in quanto la politica è una delle sue passioni  e  perchè si è dimostrato   "una spanna sopra"   (come livello politico)   rispetto alla combriccola improvvisata dell'Armata Brancaleone Forza Italia.     Il centro destra che nascerà sulle macerie di questa legislatura  e  del fallimento politico dell'avventurosa legislatura Benini sarà totalmente diverso rispetto a quello dei cinque anni dal 2014 fino al 2019:   fuori la Lega Nord,   dentro i moderati,   al comando delle operazioni i capitani  "veri"  e  non l'Imperatore ormai avviato verso il declino  e  politicamente  "alla frutta".    

Ci sarà un'ultima svolta nel mondo della destra di Castelli Calepio,   conseguenza delle svolte precedenti.    La Lega ne uscirà a pezzi da questa legislatura,    si avvia verso una probabile corsa solitaria alle prossime elezioni comunali 2018  (con probabile sconfitta elettorale),    ma come tutti quelli che hanno subìto un grave torto si trasformerà in una vera e propria  "gabbia di matti".    Tornerà l'antica anima,   quella di persone oneste che magari non sono dei volponi  e  dei volpini come i democristiani e quelli di Forza Italia,    ma le  "gabbie di matti"  hanno il potere incredibile di attirare nell'avventura  "i matti",   quelli strampalati  e  dalle idee un po'  strane,   e  quindi per assurdo la prossima squadra di candidati della Lega Nord potrebbe avere un successo inaspettato  e  superiore a quelli che tutti,   in questi giorni tempestosi,   possono pronosticare  e  prevedere....        

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